giovedì 24 agosto 2017

UNO E TRINO

Sembra che la Trinità sia stata conosciuta solo dopo la morte di Gesù Cristo. Il Cristianesimo ne ha fatto una sua dottrina. La Chiesa Cattolica un baluardo di Fede. Ma a ben sondare non è proprio così che sono andate le cose. L’Uomo è sempre stato Trino nella sua Unicità. Lo è stato per un milione d’anni, all’incirca, prima che la Chiesa imperversasse soltanto negli ultimi duemila. Un Dio di Bontà nella sua eccelsa volontà volle sin dalle origini racchiudere la caratteristica trina nell’uomo. Che l’Uomo sia Trino lo dimostro, non prima però di aver fatto una premessa. Avevo vent’anni quando ho perso mio padre. Non mi rassegnavo all’idea che non l’avrei un giorno ritrovato, per riallacciare quel filo che ci avrebbe permesso di approfondire la reciproca conoscenza, troppo presto interrotta. Da quel triste giorno son passati cinquant’anni in cui spesso ho studiato a fondo il fine della esistenza umana. Sin dal suo primo apparire in questo mondo, fatto non soltanto di materia tangibile, l’Uomo già racchiudeva in sé, in quello che a prima vista rappresenta il suo Tempio esteriore laico e sacrale insieme, le tre entità che lo compongono, in misura equa nei due individui che ci hanno dato origine in quel Paradiso di Pace da Lui creato per loro. Ma la loro colpa iniziale che costrinse il Signore a farne degli esuli in questa valle terrena e caduca, generò quelle disparità che via via hanno caratterizzato ogni singolo essere per definirne l’individualità. Prima entità, il corpo con i suoi organi e le loro singole attività, che alcune si avviano o sono sempre in movimento anche istintivamente; corpo raffigurato poi dalla Chiesa nell’immagine del Figlio Gesù Cristo e le sue sofferenze. Seconda entità, l’anima composta di emozioni che i singoli sentimenti suscitano; la Chiesa ha poi intravisto nell’anima l’essenza dello Spirito Santo, che io contesto in quelli che sono i sette doni, riducendoli a quattro, consiglio, fortezza d’animo e pietà, sostituendo l’istinto, attivato come si è detto anche dalla prima entità, al timor di Dio; figli che amano il proprio padre, non possono temerlo se Padre di bontà. Escludendo drasticamente dai sette doni sapienza o saggezza, intelletto o intelligenza, e scienza, qualità eminenti della terza entità, alla quale hanno pieno diritto di appartenere. Terza entità, una piccola parte dell’Onniscienza divina, condensato di sapienza, intelletto e raziocinio che insieme formano la coscienza d’ogni individuo; Onniscienza che presiede alle funzioni delle altre due entità; per la Chiesa quel Padre di bontà che col suo primordiale soffio ci ha dato vita. In pratica, il 119° elemento della Tavola Periodica, se s’arrivasse a scoprire ora la sua esatta essenza. Forse il fine che Dio ci ha dato da raggiungere prima della fine di tutto. Una volta giunti a scoprire, non atomi, cellule o bosoni, ma la sostanza di Dio stesso, che senso avrebbe circondarsi di tanti dei, tutti simili ed in continuo dissidio fra loro, come la vecchia Grecia insegna. Quando ogni mistero dell’Universo sarà risolto, Dio avrà raggiunto il suo scopo, riassorbendo quella parte di Onniscienza distribuita agli esseri mortali con quel soffio vitale. Il Progetto Divino da Lui predisposto avrebbe raggiunto lo scopo prefisso. Stop, oppure la realizzazione di un altro progetto per un nuovo ciclo ... Prologo, ogni singolo capitolo, ed epilogo erano stati tutti previsti. Come previsto il seguito sino a noi. La disobbedienza dei due amanti dell’Eden, che Dio aveva abbondantemente calcolato per poi concedere loro il libero arbitrio nel nuovo mondo fatto di materia da creare, l’assoluta bonaria potenza con cui Dio decise di dare altra e nuova vita in quel mondo nuovo, lo spinsero a comprimere in un pugno abitanti e Paradiso compreso, facendoli esplodere nel vuoto assoluto. In un atto di assoluta bontà, e non come si suol credere, causato dall’ira di dio, inesistente in un essere che ha sempre desiderato il bene per i suoi figli. E’ il Big Bang che dette inizio al mondo come oggi lo conosciamo, seminando nell’Universo il materiale così creato, e seguendo binari paralleli nella composizione del DNA animaloide ed umanoide; esseri pensanti questi ultimi messi nella condizione di evolversi in ambienti adatti. Animali con il loro istinto ed esseri umani con il loro raziocinio; e non incrociandosi fra loro in una caotica e impossibile fusione, così come enunciato nella nota ed errata evoluzione della specie. Mai la scimmia diverrà uomo. Evoluzione c’è stata e continuerà la sua progressione in tutti i campi, ma viaggerà sempre su binari paralleli. Gli animali resteranno tali, e l’Uomo sempre Uomo rimarrà. La concessione del libero arbitrio, di cui ci è stato fatto dono per mettere Lui in condizioni di giudicarci per il meglio o il peggio, è il diritto che ci siamo conquistati per condannarci o premiarci a seconda del suo utilizzo. Dio ha fatto le Sue leggi e ci ha spiegato quale sia il bene e quale il male. E’ sufficiente per ogni essere saper discernere. Smettetela di dire “è colpa di dio”, “ma dov’è dio”, “dio non vede le ingiustizie, gli orrori umani?”, “sia fatta la sua volontà”. Sono frasi insensate che mai si possono attribuire ad un Dio di Bontà. Tutto ciò che accade in terra è opera dell’uomo, che male usa la sua quota di Onniscienza. Un dio così interpretato non esiste. Egli non è quel vecchio canuto e barbuto che la Chiesa si tramanda. L’unico, il vero Dio non è a nostra immagine perché è incorporeo; e l’unica somiglianza è quella con la nostra coscienza se rimasta netta. Egli non è fatto come noi, ma composto di un’essenza palpabile solo nella sua dimensione, quando e se l’avremo conquistata, nel momento in cui il nostro corpo comincerà a disfarsi. Certo non ho mai condizionato la mia vita, sottoponendola a insegnamenti il più delle volte incomprensibili, soprattutto se dettati da falsi uomini di dio, oppure da uomini di chiesa falsi. Ho condotto la mia esistenza liberamente, seguendo l’istinto primordiale di evitare il più possibile dolori e sofferenze ai miei simili, verificando di volta in volta nella loro esatta veridicità tutti i principi che muovono il mondo, senza prendere ami per oro colato quel che è stato affermato da altri, anche se geni antichi e famosissimi. Quel che va bene oggi, potrebbe non essere più una verità in futuro; la continua ricerca e conseguente verifica s’impongono. E’ questo il Dio che in età matura mi sono scelto, senza imposizioni. Non ho ammazzato, non ho commesso alcun reato tanto grave da essere escluso per sempre da una eventuale vita nella Sua dimensione. Rispettando il Padre per essere un buon figlio, ho sempre seguito insegnamenti di pura fratellanza, commettendo degli errori, penso, veniali. A volte per troppo amore. Non ho seguito tutti gli insegnamenti che la Chiesa detta, ritenendoli in alcuni casi superflui, essendo in grado di scindere sempre il bene dal male. Non avevo quindi bisogno di confessare alcunché ad altri uomini miei simili, anche se di Chiesa. Ogni sera, nell’ideale altare creato nel mio animo, ho sempre chiesto, soltanto al mio Dio, di perdonare quei peccati sfuggiti alla mia coscienza. Potevo seguire tanti atei nel credere al nulla dopo la morte, sarebbe stato molto più facile e meno faticoso; ma perché precludermi conoscenza ora ed altra dopo la vita terrena; e se ci fosse quell’altro mondo in cui molti non hanno mai creduto o non credono più, senza che abbiano mai dato uno straccio miserevole di prova su quel nulla da loro propugnato? Tanti atei si privano cocciutamente della conoscenza di altri rami del sapere negando l’esistenza di Dio, e nel negarla non si accorgono di affermarla. Pensate a tanti che vogliono volutamente ignorare un ramo dello scibile, rispondendo “dio non esiste”, ben sapendo che se è materia nota all’uomo, vuol dire che esiste. E’ come voler negare l’esistenza della letteratura o di altro argomento del saputo, quando essa invece appartiene notoriamente alla sfera delle conoscenze umane; negando, si impedisce al proprio essere di sapere, di conoscere il mondo che ci circonda, ancora con tantissimi misteri da scoprire da far sorgere spontanea l’idea che un Grande Costruttore vi ha posto mano. Gli atei con ottuso cinismo, negando l’esistenza di Dio, negano a se stessi ulteriore conoscenza. Io invece mi completo ulteriormente con una materia in più, la Teologia. Se mi servirà, sarò pronto per l’altra vita, se non mi servirà, morirò più ricco di sapere e da uomo degno d’appartenere ai migliori, concludendo comunque in pace la mia vita. Ciò non toglie che anche tanti atei potranno essere accolti nell’attico divino se, pur non volendo, hanno seguito pari pari gli insegnamenti cristiani. Prendendo in considerazione il solo monoteismo e rimandando ad altro capitolo le rimanenti fedi, l’unica religione che innalza al cielo la pace universale, seguendo le parole di Gesù Cristo e non l’interpretazione che l’uomo ne dà, è la Cristiana. Sono gli uomini malvagi a stravolgere il pensiero del Messia o dei profeti. Ebrei ed islamici malvagi hanno un dio votato alla violenza. Jhavè non fa altro che seminare morti a migliaia fra i nemici del “popolo eletto” (nella loro bibbia tali “insegnamenti” sono riportati a iosa). Quello che Allah trasmette ai suoi è sotto gli occhi di tutti ancora oggi. E’ pur vero che i sei secoli di differenza fra cristianesimo e islamismo permangono. Infatti, ai primi del 1400 i missionari della chiesa cattolica con quanta atroce violenza hanno imposto il loro credo a tutte le popolazioni del continente americano appena scoperto; e con altrettanta se non peggior violenza, gli islamici di oggi cercano di espandere la loro fede. In pratica, il principio vichiano dei ricorsi. Il già fatto può sempre ripetersi. Un monito per la Chiesa di Roma, se vuol sopravvivere alle future esplorazioni e scoperte delle menti superiori, nella speranza che queste pospongano le atrocità del passato commesse in nome di dio da uomini indegni di appartenerle, e per il bene supremo dell’Umanità e del suo Dio stesso, se fosse lassù a guardarci nel suo ruolo unico di giusto e imparziale Giudice Assoluto. Due consigli, pertanto, al capo temporale della Chiesa. Papa Francesco, apprezziamo il tuo invito ad accogliere i migranti ad attraversare la strada migliore ma, nella tua foga misericordiosa, non ti sei accorto che, fermo a quell’incrocio, hai intasato alle tue spalle altri bisognosi che già ti seguivano sulla stessa strada, costringendoli alle stesse sofferenze; meno sopportabili se si pensa che ad altro tenore era abituata la loro vita, pur se misera. Almeno l’indispensabile l’avevano, e involontariamente stai togliendo loro anche quello. Infine, vedi di depennare e scacciare dal più alto sito della Santità, trasformato in rifugio di peccatori incalliti, tutti quei personaggi che, per solo clientelismo, si ritrovano santificati con una fedina da far invidia allo stesso diavolo, da voi clero inventato quale spauracchio per le anime più deboli, più influenzabili e che soggiogate per puro interesse. Consiglio naturalmente non generalizzato, essendo le intenzioni della maggior parte di quelli che indossano l’abito talare improntate alla massima fede. Ma senza quel repulisti, cattolici come me, migliori di me, non metteranno mai piede in quel luogo scomunicato dalle azioni più riprovevoli di tanti che abusivamente l’occupano. Non solo Gesù Cristo è stato martirizzato. Sapeste quanti poveri martiri senza un nome sono stati sottoposti alle più atroci torture (chiedere alla “santa inquisizione”), ma nessuno li ha fatti santi. Ancora oggi, nel simbolo del maledetto denaro, uomini sconosciuti patiscono sofferenze ben peggiori, ma nessuno li fa santi. Se Dio c’è, provvederà a rimediare anche a questa stortura umana. Un’ultima preghiera, Papa Francesco; abolisci quell’immagine di morte del Crocifisso, sostituendola con quella di pace del Cristo Risorto. Mala tempora ai produttori del male.
Ricapitolando, la Trinità insita nell’Uomo si esprime nelle funzioni principali dettate dall’Onniscienza (chiamatela hardware se è più comprensibile) tramite impulsi al corpo ed all’anima (software nel medesimo linguaggio, necessario alle funzioni fisiche ed emotive di ogni individuo). In pratica il cervello, in cui risiede l’Onniscienza, elabora con intelligenza, saggezza e raziocinio, gli impulsi da inviare ai singoli organi del corpo umano per stimolarli alla propria funzione, provocando quei movimenti atti all’attività fisica. Altri impulsi vengono inviati all’anima suscitando quelle emozioni che invadono il campo dei sentimenti. Prove del triplice sentire si hanno ad esempio, con l’approfondire argomenti concentrandosi con tutta la mente (ho studiato tanto, che mi scoppia la testa), col palpitare del petto (amo pazzamente la mia donna, da sentirmi il cuore galoppare), e con l’uso della forza (ho trasportato tanti di quei pacchi, che i muscoli mi dolgono). Tre sedi della nostra struttura ben distinte ed autonome, pensiero, anima e corpo, ma con informazioni di continuo interscambio fra loro per il perfetto funzionamento dell’Uomo Trino e Unico. Insomma, il pensiero ribolle in testa, le emozioni palpitano in petto, la forza prorompe dal corpo. L’istinto, da parte sua, fa il globetrotter, allertando e stimolando le tre sedi in caso di bisogno, e alimentando quelle funzioni perpetue, come battiti, circolazione, respirazione.
(tratto dal mio libro inedito “L’Uomo Uno e Trino”)


Edito a Bari l’8.7.2014

martedì 9 maggio 2017

MORIRE PER MORIRE MEGLIO VERSO L'ALTO CHE IN UN ABISSO MARINO

Nel pomeriggio mi son goduto per l'ennesima volta su una tv privata il film LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI ... Nel '43-‘45, pur di liberare la propria patria, pur di scacciare il tedesco invasore, il nostro popolo non è fuggito in mare, dove d'altronde fra le due ti capita la morte peggiore, e ben che ti vada finisci in un lager ... Anche i nostri bambini hanno combattuto per la Libertà contro il nemico oppressore ... Dovrebbero vederlo in molti quel film per imparare molto sul modo di estromettere dittatori e sulle migrazioni in generale ... C'è migrante e migrante ... Noi italiani siamo andati a lavorare dove ci richiedevano manodopera, non siamo andati ad affossare popoli in profonda crisi finanziaria, col risultato di far del male anche a se stessi finendo, come detto, in un campo di concentramento moderno, quello che in realtà sono i famigerati campi d'accoglienza, utili solo a chi si sta arricchendo su quei poveri cristi, e le prove sono nelle migliaia di faldoni che ogni giorno riempiono le aule dei Tribunali ... Ancora oggi l'italiano emigra, ma chi e dove. Vengono accolti i cervelli migliori e in paesi che li richiedono. La feccia non la vuole nessuno, e in Italia proprio e solo quella stiamo raccogliendo ... E per concludere, a noi italiani è proprio la "Pietas" quella che ci frega, l'abbiamo radicata nel nostro DNA da oltre duemila anni, da quando quel certo Signore ci disse che così deve operare il Buon Cristiano nei confronti dei deboli, ma non si pensava di favorire in tal modo anche i delinquenti nostrani e d'importazione ...


Edito a Bari il 9.5.2017

lunedì 8 maggio 2017

CORTEO STORICO SAN NICOLA DI BARI

Gli organizzatori dell'edizione 2017, mandata in onda su due tv locali, hanno proprio floppato. Ma come, si affida la direzione artistica di una manifestazione tanto sentita da noi baresi ad una signora estranea alla nostra cultura, molto avanti negli anta, una signora che non ha fatto altro che soddisfare il proprio ego con una esibizione sicuramente più indicata per la notte della befana che per la Caravella di San Nicola. Un esempio di egocentrismo così accentuato non lo si vedeva da anni. Un numero da becero circo equestre di infimo ordine, durato più a lungo degli altri quadri componenti il Corteo. Uno spettacolo indecente in cui la signora, mentre dava ordini dall’alto alle sottomesse comparse, si preoccupava maggiormente di mettere in risalto negativamente il proprio corpo flagellato dal tempo, inutilmente mascherato da rande e spinnakers. D'altro canto, ci si doveva aspettare quel peggio da una manifestazione affidata ad Elisa la parrucchiera. Sono sempre stato contrario alla caccia, ma in questa occasione, fossi stato il sindaco, avrei rilasciato subito quattro o cinque licenze fuori stagione a cacciatori volenterosi per sforacchiare quelle palle messe al posto delle ali di certe uccelle ... Annotazione finale sulla gara nella gara fra le due tv locali: Telebari batte Telenorba 10 a 1; tante sono state le interruzioni pubblicitarie di quest'ultima, da spezzettare in modo inverecondo uno spettacolo per altri versi molto bello: 10 minuti di pubblicità e 5 di spettacolo. Una esagerata scorpacciata di spot sino al vomitevole ... Quando non si è capaci di fare tv, meglio chiudere ...


Edito a Bari l’8.5.2017

giovedì 4 maggio 2017

A PROPOSITO DI ROTTAMAZIONI

Se si rottama anche il nuovo, povera Italia, persa ormai per sempre nelle mani di una minoranza stupida sino all'autolesionismo. E' bene ricordare agli stupidi che il partito di maggioranza italiano è quello del non voto (52% nelle ultime consultazioni) rappresentato da cittadini disgustati dal tanto vecchiume in parlamento, ormai così incapace di governare da aver consegnato nelle mani di un "bambino" viziato le sorti di tutti gli italiani; "piccino", naturalmente, non votato da nessun cittadino, anzi messo sul podio più alto senza nemmeno essersi candidato, proprio come se avesse fatto 13 al totocalcio (visti i lauti premi che da soli si danno politici e managers in un Paese alla fame). E mettiamo alla luce una volta per tutte il tanto vantato (dal solo "bimbo") 40% conquistato alle europee: quel fumoso 40%, rapportato ai soli elettori votanti, si riduce ad un deprimente 19,2% reale, che in pratica rappresenta soltanto 11 milioni e mezzo di italiani; in altre parole ben 48 milioni e mezzo di cittadini italiani snobbano "l'infante" che, come aritmeticamente e ampiamente dimostrato, si regge malamente in un girello sgangherato e tanto misero; quel vecchio girello di legno in cui l'ha messo il PD, acronimo di PC e DC elidendo le C, per chi non lo avesse ancora capito. Quindi, prima di rottamare il nuovo, a cui bisogna dare almeno lo stesso tempo dato ai "dirottatori" di Palazzo, è urgente rottamare il "rottamatore", dimostratosi incapace di svolgere il compito che lui stesso s'era prefisso. Avevo auspicato un anno fa, per il bene del Paese, che pentastellati e renziani si mettessero insieme; purtroppo questi ultimi si sono dimostrati solamente "renzini". E la speranza è caduta.



Edito  a  Bari il 19.8.2015
A proposito di direttori stranieri nei musei italiani.

Che gli stranieri siano più amanti dell'arte di noi italiani, è risaputo sin dai tempi del signor Brenno con i suoi saccheggi ad hoc. Loro però continueranno a fare i ladroni, noi a produrre capolavori. E' l'eterno Made in Italy contro il solito dozzinale " made in chinatown". Ragazzi, non svendiamoci. Resteremo sempre i migliori!


Edito  a  Bari il 19.8.2015
SOMARI E PUROSANGUE

Ho letto con interesse sulla locale Gazzetta l’articolo dell’esimio dottor Patruno e l’odierna replica del professor De Simone di Lecce su Somari & C. In qualità di ex alunno, proprio a nome di questi ultimi chiedo cortesemente di fare udire in controreplica anche il nostro di raglio, quale espressione democratica dell’umano pensiero. Intanto rivendichiamo il diritto di maggioranza in rapporto con i purosangue che si sono scapicollati per raggiungere la votazione massima; purosangue che, nel tempo, si sono evoluti da vecchi decini, a successivi sessantini, divenuti ora centini; sempre più gonfiati da nuovi sistemi di valutazione inutili, buoni soltanto ad appesantire il lavoro dei professori e la testa degli alunni con l’introduzione dei tanti “gadgets” promozionali. Il semplice sistema sino a dieci, che dal sei in su ci definiva maturi, non andava bene, no? Comunque, noi ci siamo sempre accontentati felici del terno minimo, sei, tretasei, sessanta, consapevoli del nostro ruolo nella vita reale, fatto di dura fatica e salutare sudore, ben contenti che lo spettacolo migliore lo dessero i nostri amici purosangue, già destinati sin dai banchi di scuola a farci da guida. Nonostante la nostra natura, o proprio per essa, giriamo il mondo: da Martina Franca alla Sardegna, dalle Ande all’Asia. Siamo sempre stati contrari, invece, che alcuni effettivi somari, elevati ad altezze non consone alla propria indole, comandassero al posto dei purosangue veri; e convinti di avere le ali, si sono lanciati a capofitto in luttuose avventure che hanno prodotto solo tanti sanguinosi ventenni nel corso della storia. Non paghi dei precedenti, quel che accade negli ultimi tempi, inoltre, ha dell’incredibile; molti nostri orecchiuti rappresentanti, rimirandosi in specchi deformanti, sono talmente convinti di essere diventati per magia purosangue, da infiltrarsi in pianta stabile in ogni posto di comando, dalle istituzioni pubbliche alle aziende private, incoraggiati dalla piaga della raccomandazione che infesta ogni ramo delle umane attività. Ragion per cui il perdurare della profonda crisi che sta mandando il mondo a catafascio, se non vi si pone rimedio per tempo. Mesi fa ho incontrato una vecchia compagna di scuola, un’autentica purosangue degli anni scolastici in cui il dieci era la massima valutazione di maturità. Si lamentava che, trascorsi gli anni più giovanili sotto i riflettori, era poi finita in una squallida stalla a far da fattrice, mandando a benedirsi il concetto del merito.  In compenso, noi maggioranza pratica continuiamo a tirare la carretta con tutto il mondo su. E per di più, a conferma della nostra maggiore utilità, uno dei massimi nostri rappresentanti, con la sua cocciutaggine, ha regalato al mondo l’E=mc2.


Edito  a  Bari il 22.8.2016
SCIACALLI D’OCCASIONE

Siamo alle solite. Terremoto è sinonimo di sciacallaggio. Vi sono due specie di sciacalli, quelli comuni e quelli in colletto bianco. I comuni sono facile preda delle istituzioni, basta un minimo di attenzione per farli cadere nella rete. Ma quelli dal colletto bianco sono quasi imprendibili; eppure anche nel loro caso non ci vuol niente per farli restare in panie; è sufficiente controllare i loro conti in banca, se i controllori non fossero sul loro libro paga. Le grandi ricchezze si creano dalle grandi sventure naturali o causate dall’uomo, come terremoti, alluvioni, tsunami, guerre e migrazioni, o semplici incidenti ferroviari. Seguitene il filo dal piccolo spicciolo all’enorme gomitolo monetario e vi troverete dietro sempre il solito politico, o i suoi parenti più prossimi, legittimi ed illegittimi; i consueti maneggioni di stato e i netturbini del momento prontissimi alle raccolte benefiche di porta in porta. Non so proprio come facciano, ma sono sempre in tensione continua a captare ogni onda malefica; avranno apparecchi speciali, o il senso della sciagura. E, non appena certi dell’avvenuta catastrofe, entrano in fibrillazione costituendo associazioni ad hoc, attrezzatissime a far fluire su conti correnti accesi per l’occasione quelle somme da 2, 5 o più euro che, seguendo pendenze sotterranee, prorompono abbondanti nel grande mare oscuro delle loro casse. Fin qui nulla di illegale. Il problema è quanto di quella oceanica cascata vada realmente alle popolazioni colpite, alle vittime della tragedia, ai migranti, ai bisognosi. E qui il compito diventa molto più arduo senza che Arianna ci porga il filo, scontrandosi l'indagine con quelle spese di amministrazione sempre occulte e mai giustificate. Provo ad elencarne qualcuna certa: compenso al presidente, compensi ai vicepresidenti (almeno due), compensi ai consiglieri, compensi ai sindaci o revisori dei conti, spese per la sede legale, spese telefoniche, spese per l’arredo d’ufficio, spese di rappresentanza, e tutte le altre incredibili voci che infarciscono un bilancio sociale per portarlo nella “legalità” in pareggio. Tutto questo solidamente conficcato nel buon cuore, nella buona fede, nella “credulità” d’un Popolo di continuo ingannato. Di quanto vada realmente nelle tasche dei bisognosi non si saprà mai. Mi viene sempre il dubbio quando qualcuno difende immigrati, terremotati e disgraziati vari che il tizio sia personalmente interessato, o per incarico associativo retribuito o per compensi che non spettano; la storia ci insegna che in passato ve ne sono stati a iosa di esempi del genere, dal ramo dello spettacolo a quello politico e altro. Dicendo falsamente di devolvere il loro cachet in beneficenza, hanno sempre fregato il Popolo, proprio come autentici Satana con l'aureola. Eppure Totò con la sua semplicità e Alberto Sordi con la sua lungimiranza ve ne hanno dato infiniti esempi in tanti loro film di come gira il mondo della falsa beneficenza. Basta rivederseli per mettere giudizio. Non fidatevi di nessuno ma solo di voi stessi: attivatevi per la beneficenza diretta, saprete sempre a chi sono andati realmente e totalmente i vostri sacrifici. Ormai a 72 anni diffido di chiunque, e quando devo evolvere anche pochi spiccioli mi piace farlo direttamente a persone che giornalmente frequento e conosco bene ... Il mio Collegio ha richiesto geometri disponibili a recarsi sul posto per l'aiuto immediato ai terremotati; sono stato fra i primi a dare la mia adesione, nonostante l'età e senza essere migrante (per chi ha sottolineato che molti di loro si sono offerti alla bisogna), ma soltanto italiano, soltanto umano ...


Edito  a  Bari il 25.8.2016