martedì 9 maggio 2017

MORIRE PER MORIRE MEGLIO VERSO L'ALTO CHE IN UN ABISSO MARINO

Nel pomeriggio mi son goduto per l'ennesima volta su una tv privata il film LE QUATTRO GIORNATE DI NAPOLI ... Nel '43-‘45, pur di liberare la propria patria, pur di scacciare il tedesco invasore, il nostro popolo non è fuggito in mare, dove d'altronde fra le due ti capita la morte peggiore, e ben che ti vada finisci in un lager ... Anche i nostri bambini hanno combattuto per la Libertà contro il nemico oppressore ... Dovrebbero vederlo in molti quel film per imparare molto sul modo di estromettere dittatori e sulle migrazioni in generale ... C'è migrante e migrante ... Noi italiani siamo andati a lavorare dove ci richiedevano manodopera, non siamo andati ad affossare popoli in profonda crisi finanziaria, col risultato di far del male anche a se stessi finendo, come detto, in un campo di concentramento moderno, quello che in realtà sono i famigerati campi d'accoglienza, utili solo a chi si sta arricchendo su quei poveri cristi, e le prove sono nelle migliaia di faldoni che ogni giorno riempiono le aule dei Tribunali ... Ancora oggi l'italiano emigra, ma chi e dove. Vengono accolti i cervelli migliori e in paesi che li richiedono. La feccia non la vuole nessuno, e in Italia proprio e solo quella stiamo raccogliendo ... E per concludere, a noi italiani è proprio la "Pietas" quella che ci frega, l'abbiamo radicata nel nostro DNA da oltre duemila anni, da quando quel certo Signore ci disse che così deve operare il Buon Cristiano nei confronti dei deboli, ma non si pensava di favorire in tal modo anche i delinquenti nostrani e d'importazione ...


Edito a Bari il 9.5.2017

lunedì 8 maggio 2017

CORTEO STORICO SAN NICOLA DI BARI

Gli organizzatori dell'edizione 2017, mandata in onda su due tv locali, hanno proprio floppato. Ma come, si affida la direzione artistica di una manifestazione tanto sentita da noi baresi ad una signora estranea alla nostra cultura, molto avanti negli anta, una signora che non ha fatto altro che soddisfare il proprio ego con una esibizione sicuramente più indicata per la notte della befana che per la Caravella di San Nicola. Un esempio di egocentrismo così accentuato non lo si vedeva da anni. Un numero da becero circo equestre di infimo ordine, durato più a lungo degli altri quadri componenti il Corteo. Uno spettacolo indecente in cui la signora, mentre dava ordini dall’alto alle sottomesse comparse, si preoccupava maggiormente di mettere in risalto negativamente il proprio corpo flagellato dal tempo, inutilmente mascherato da rande e spinnakers. D'altro canto, ci si doveva aspettare quel peggio da una manifestazione affidata ad Elisa la parrucchiera. Sono sempre stato contrario alla caccia, ma in questa occasione, fossi stato il sindaco, avrei rilasciato subito quattro o cinque licenze fuori stagione a cacciatori volenterosi per sforacchiare quelle palle messe al posto delle ali di certe uccelle ... Annotazione finale sulla gara nella gara fra le due tv locali: Telebari batte Telenorba 10 a 1; tante sono state le interruzioni pubblicitarie di quest'ultima, da spezzettare in modo inverecondo uno spettacolo per altri versi molto bello: 10 minuti di pubblicità e 5 di spettacolo. Una esagerata scorpacciata di spot sino al vomitevole ... Quando non si è capaci di fare tv, meglio chiudere ...


Edito a Bari l’8.5.2017

giovedì 4 maggio 2017

A PROPOSITO DI ROTTAMAZIONI

Se si rottama anche il nuovo, povera Italia, persa ormai per sempre nelle mani di una minoranza stupida sino all'autolesionismo. E' bene ricordare agli stupidi che il partito di maggioranza italiano è quello del non voto (52% nelle ultime consultazioni) rappresentato da cittadini disgustati dal tanto vecchiume in parlamento, ormai così incapace di governare da aver consegnato nelle mani di un "bambino" viziato le sorti di tutti gli italiani; "piccino", naturalmente, non votato da nessun cittadino, anzi messo sul podio più alto senza nemmeno essersi candidato, proprio come se avesse fatto 13 al totocalcio (visti i lauti premi che da soli si danno politici e managers in un Paese alla fame). E mettiamo alla luce una volta per tutte il tanto vantato (dal solo "bimbo") 40% conquistato alle europee: quel fumoso 40%, rapportato ai soli elettori votanti, si riduce ad un deprimente 19,2% reale, che in pratica rappresenta soltanto 11 milioni e mezzo di italiani; in altre parole ben 48 milioni e mezzo di cittadini italiani snobbano "l'infante" che, come aritmeticamente e ampiamente dimostrato, si regge malamente in un girello sgangherato e tanto misero; quel vecchio girello di legno in cui l'ha messo il PD, acronimo di PC e DC elidendo le C, per chi non lo avesse ancora capito. Quindi, prima di rottamare il nuovo, a cui bisogna dare almeno lo stesso tempo dato ai "dirottatori" di Palazzo, è urgente rottamare il "rottamatore", dimostratosi incapace di svolgere il compito che lui stesso s'era prefisso. Avevo auspicato un anno fa, per il bene del Paese, che pentastellati e renziani si mettessero insieme; purtroppo questi ultimi si sono dimostrati solamente "renzini". E la speranza è caduta.



Edito  a  Bari il 19.8.2015
A proposito di direttori stranieri nei musei italiani.

Che gli stranieri siano più amanti dell'arte di noi italiani, è risaputo sin dai tempi del signor Brenno con i suoi saccheggi ad hoc. Loro però continueranno a fare i ladroni, noi a produrre capolavori. E' l'eterno Made in Italy contro il solito dozzinale " made in chinatown". Ragazzi, non svendiamoci. Resteremo sempre i migliori!


Edito  a  Bari il 19.8.2015
SOMARI E PUROSANGUE

Ho letto con interesse sulla locale Gazzetta l’articolo dell’esimio dottor Patruno e l’odierna replica del professor De Simone di Lecce su Somari & C. In qualità di ex alunno, proprio a nome di questi ultimi chiedo cortesemente di fare udire in controreplica anche il nostro di raglio, quale espressione democratica dell’umano pensiero. Intanto rivendichiamo il diritto di maggioranza in rapporto con i purosangue che si sono scapicollati per raggiungere la votazione massima; purosangue che, nel tempo, si sono evoluti da vecchi decini, a successivi sessantini, divenuti ora centini; sempre più gonfiati da nuovi sistemi di valutazione inutili, buoni soltanto ad appesantire il lavoro dei professori e la testa degli alunni con l’introduzione dei tanti “gadgets” promozionali. Il semplice sistema sino a dieci, che dal sei in su ci definiva maturi, non andava bene, no? Comunque, noi ci siamo sempre accontentati felici del terno minimo, sei, tretasei, sessanta, consapevoli del nostro ruolo nella vita reale, fatto di dura fatica e salutare sudore, ben contenti che lo spettacolo migliore lo dessero i nostri amici purosangue, già destinati sin dai banchi di scuola a farci da guida. Nonostante la nostra natura, o proprio per essa, giriamo il mondo: da Martina Franca alla Sardegna, dalle Ande all’Asia. Siamo sempre stati contrari, invece, che alcuni effettivi somari, elevati ad altezze non consone alla propria indole, comandassero al posto dei purosangue veri; e convinti di avere le ali, si sono lanciati a capofitto in luttuose avventure che hanno prodotto solo tanti sanguinosi ventenni nel corso della storia. Non paghi dei precedenti, quel che accade negli ultimi tempi, inoltre, ha dell’incredibile; molti nostri orecchiuti rappresentanti, rimirandosi in specchi deformanti, sono talmente convinti di essere diventati per magia purosangue, da infiltrarsi in pianta stabile in ogni posto di comando, dalle istituzioni pubbliche alle aziende private, incoraggiati dalla piaga della raccomandazione che infesta ogni ramo delle umane attività. Ragion per cui il perdurare della profonda crisi che sta mandando il mondo a catafascio, se non vi si pone rimedio per tempo. Mesi fa ho incontrato una vecchia compagna di scuola, un’autentica purosangue degli anni scolastici in cui il dieci era la massima valutazione di maturità. Si lamentava che, trascorsi gli anni più giovanili sotto i riflettori, era poi finita in una squallida stalla a far da fattrice, mandando a benedirsi il concetto del merito.  In compenso, noi maggioranza pratica continuiamo a tirare la carretta con tutto il mondo su. E per di più, a conferma della nostra maggiore utilità, uno dei massimi nostri rappresentanti, con la sua cocciutaggine, ha regalato al mondo l’E=mc2.


Edito  a  Bari il 22.8.2016
SCIACALLI D’OCCASIONE

Siamo alle solite. Terremoto è sinonimo di sciacallaggio. Vi sono due specie di sciacalli, quelli comuni e quelli in colletto bianco. I comuni sono facile preda delle istituzioni, basta un minimo di attenzione per farli cadere nella rete. Ma quelli dal colletto bianco sono quasi imprendibili; eppure anche nel loro caso non ci vuol niente per farli restare in panie; è sufficiente controllare i loro conti in banca, se i controllori non fossero sul loro libro paga. Le grandi ricchezze si creano dalle grandi sventure naturali o causate dall’uomo, come terremoti, alluvioni, tsunami, guerre e migrazioni, o semplici incidenti ferroviari. Seguitene il filo dal piccolo spicciolo all’enorme gomitolo monetario e vi troverete dietro sempre il solito politico, o i suoi parenti più prossimi, legittimi ed illegittimi; i consueti maneggioni di stato e i netturbini del momento prontissimi alle raccolte benefiche di porta in porta. Non so proprio come facciano, ma sono sempre in tensione continua a captare ogni onda malefica; avranno apparecchi speciali, o il senso della sciagura. E, non appena certi dell’avvenuta catastrofe, entrano in fibrillazione costituendo associazioni ad hoc, attrezzatissime a far fluire su conti correnti accesi per l’occasione quelle somme da 2, 5 o più euro che, seguendo pendenze sotterranee, prorompono abbondanti nel grande mare oscuro delle loro casse. Fin qui nulla di illegale. Il problema è quanto di quella oceanica cascata vada realmente alle popolazioni colpite, alle vittime della tragedia, ai migranti, ai bisognosi. E qui il compito diventa molto più arduo senza che Arianna ci porga il filo, scontrandosi l'indagine con quelle spese di amministrazione sempre occulte e mai giustificate. Provo ad elencarne qualcuna certa: compenso al presidente, compensi ai vicepresidenti (almeno due), compensi ai consiglieri, compensi ai sindaci o revisori dei conti, spese per la sede legale, spese telefoniche, spese per l’arredo d’ufficio, spese di rappresentanza, e tutte le altre incredibili voci che infarciscono un bilancio sociale per portarlo nella “legalità” in pareggio. Tutto questo solidamente conficcato nel buon cuore, nella buona fede, nella “credulità” d’un Popolo di continuo ingannato. Di quanto vada realmente nelle tasche dei bisognosi non si saprà mai. Mi viene sempre il dubbio quando qualcuno difende immigrati, terremotati e disgraziati vari che il tizio sia personalmente interessato, o per incarico associativo retribuito o per compensi che non spettano; la storia ci insegna che in passato ve ne sono stati a iosa di esempi del genere, dal ramo dello spettacolo a quello politico e altro. Dicendo falsamente di devolvere il loro cachet in beneficenza, hanno sempre fregato il Popolo, proprio come autentici Satana con l'aureola. Eppure Totò con la sua semplicità e Alberto Sordi con la sua lungimiranza ve ne hanno dato infiniti esempi in tanti loro film di come gira il mondo della falsa beneficenza. Basta rivederseli per mettere giudizio. Non fidatevi di nessuno ma solo di voi stessi: attivatevi per la beneficenza diretta, saprete sempre a chi sono andati realmente e totalmente i vostri sacrifici. Ormai a 72 anni diffido di chiunque, e quando devo evolvere anche pochi spiccioli mi piace farlo direttamente a persone che giornalmente frequento e conosco bene ... Il mio Collegio ha richiesto geometri disponibili a recarsi sul posto per l'aiuto immediato ai terremotati; sono stato fra i primi a dare la mia adesione, nonostante l'età e senza essere migrante (per chi ha sottolineato che molti di loro si sono offerti alla bisogna), ma soltanto italiano, soltanto umano ...


Edito  a  Bari il 25.8.2016
DOSSIER REGENI


Comprensibilissimo il dolore di due genitori che hanno perso un figlio, e come padre lo condivido pienamente. Ma quanti ragazzi italiani hanno perso la vita all’estero in maniera ancora più bestiale, e i loro genitori, non solo non hanno mai avuto giustizia, ma non sono riusciti mai più a riavere nemmeno le spoglie dei loro cari. Le istituzioni politiche in quei casi più di tanto non hanno potuto o saputo fare. Perché, dunque, nel caso Regeni, oltre a dare uno spazio al di là di ogni previsione ai genitori affranti, con un battage fuori dell’ordinario, fatto di diuturne interviste in televisione e su tanti quotidiani, si permette a dei privati di utilizzare una rete pubblica come Rai 3, e in prima serata per giunta (quanto sarebbe costato a noi, pur se utenti, un servizio del genere?),  per risolvere il caso, anche se molto penoso, di uno sfortunato ragazzo. Chiediamo anche noi che la Giustizia trionfi in ogni caso e con gli stessi mezzi per tutti. Non sembra la vicenda di un normale ragazzo fuori di casa per motivi di studio. Chi potrebbe avere interesse ad ammazzare uno studente. E’ lecito il chiedersi spontaneo a questo punto che ruolo avesse questo ragazzo, se ne avesse, nelle pubbliche istituzioni? Quanto ricchi possano essere i suoi per smuovere una tale mastodontica organizzazione, anche estera, nella ricerca della Verità, a noi interessa poco. Avremmo fatto altrettanto per un nostro figlio, andando anche oltre le nostre possibilità finanziarie; ma in questo caso a scapito degli altri comuni cittadini, che sempre nello scontro con i potenti non contano mai nulla. In quanto a Iacona, che da tempo considero un nostro baluardo contro i potenti, mi dispiace ma in questo caso ha fortemente toppato, scegliendo di prendere le difese dei potenti e deludendo profondamente noi altri. Nei citati casi di gente comune scomparsa non s’è mai fatto ricorso ad un mezzo d’informazione pagato da tutti i contribuenti per risolvere reati in cui le normali forze dell’ordine stanno profondendo di già tutto il loro impegno nella ricerca della soluzione, proprio come in passato l’hanno profuso per persone meno note e senza alcun appoggio là dove si puote. Siamo forse nuovamente nella stessa situazione di due precedenti analoghi, Giuliani (che addirittura i genitori chiedevano di intitolare al proprio figlio morto una strada di Roma) e Cucchi, i cui parenti hanno avuto oltre ogni spazio giornalistico, sia televisivo che cartaceo?

Edito a Bari il 29.8.2016
PECCATO INDELEBILE

Solo una cosa voglio dire a quei poveri ragazzi che decidono di farsi esplodere ... Ma siete proprio sicuri che, dopo, il grande Allah vi accolga fra le sue braccia? E se così fosse, vi siete mai chiesti perché tutti quei vecchi che ve lo comandano, se amano Allah, non l'hanno ancora fatto alla loro veneranda età, continuando ad andarsene in giro attaccati felici a questa valle di lacrime con le loro lunghe barbe bianche, piuttosto che accettare il martirio che impongono a voi, così giovani per raggiungere il Paradiso ... Se loro aspettano che sia Allah a chiamarli secondo natura, perché una stessa lunga vita a voi deve essere preclusa??? ... Per concludere, buddhisti, cristiani, ebrei, induisti, islamici, fedeli di Confucio e di tutte le altre religioni, noi umani tutti, insomma, possiamo avere certezza assoluta soltanto della vita terrena; quel che ci spetterà dopo dipende solo dal comportamento che ognuno avrà stabilito col proprio simile … Nessun Dio aprirà le porte a chi si è macchiato del sangue altrui; sopprimere un proprio simile negherà per sempre il Paradiso a chiunque abbia commesso l’indelebile peccato più grave, l’omicidio …

Edito a Bari il 6.7.2016

martedì 10 gennaio 2017

LO STATO DEL CALCIO

Agli inizi dell’Europeo di Francia si è avuta netta l’impressione di un Calcio regressivo, con tante squadrette volenterose a tirare avanti alla bell’e meglio; in tale situazione è stato facile prevedere che, nell’evidente appiattimento dei valori, la nostra Italia avrebbe fatto la sua bella figura. E’ un dato storico che nei grandi avvenimenti, quando c’è da tirar fuori l’anima, l’italiano è sempre imbattibile; trionfa lo spirito del Fabrizio Quattrocchi “Adesso vi faccio vedere come muore un Italiano!” Nessuno può far paura a un Italiano. Questa volta ci ha traditi soltanto lo Stellone italico, che spesso in passato ci ha favoriti; e un po’ di guasconeria che non è nella nostra indole. Vero Pellè? Vero Zaza? Prima il pallone in rete e poi tutti gli sfottò che vi prudono. Altra previsione azzeccata la vittoria sulla Spagna; è un dato statistico, ogni serie di avvenimenti, positivi o negativi, è prossima a spezzarsi quanto più si allunga. Altro importantissimo dato, la scomparsa dei fuoriclasse che con un tocco, una finta, saltando l’avversario, spalancavano le porte illuminandole di gol, col rendere il calcio il gioco più bello del mondo. In sintesi questi Europei appena conclusi, messi in pensione come si è detto i veri assi, hanno evidenziato il trionfo di squadre e giocatori di secondo piano, forti atleticamente e nient’altro; che nel Calcio nessuno può vincere sempre; che senza campioni autentici il Calcio muore.
Analizzando ogni singolo elemento partendo dalle cosiddette outsiders, l’avvisaglia del team inglese Leicester avrebbe dovuto facilmente far intuire che agli Europei francesi ogni squadra partecipante avrebbe colto l’occasione per mettersi in mostra, al di là dei propri limiti tecnici. Infatti le esplosioni di Islanda, Galles, Croazia e Portogallo hanno riempito di gioia piazze calcistiche affamate di trionfi. E’ un dato che i dirigenti del Calcio mondiale dovrebbero prendere in seria considerazione, e non favorire spudoratamente le società più ricche per ottenerne loschi vantaggi. Smettetela con le manipolazioni fraudolente, se non volete veder morire questo sport straordinario. Prendete il caso della serie A italiana, proprio voi dirigenti sportivi. E’ dal 1991/92 (escluse le vittorie delle due romane a cavallo di fine ed inizio secolo) che per ben 25 anni lo scudetto ha viaggiato esclusivamente da Milano a Torino. Che noia vomitevole! Ma vi sembra una cosa seria? Manco il calcio cipriota degli anni ’50. In un’epoca in cui i valori sono così appiattiti da produrre differenze minime tra una squadra e l’altra. Pensate che il pubblico serio non si sia accorto che fra sostanze vietate, scommesse e cifre spropositate anche per un capo di stato, avete superato il massimo limite della decenza. Che noia mortale il Calcio italiano, altro che campionato più bello del mondo; slogan utile soltanto ai saltimbanchi televisivi per vendere partire; ai presidenti delle società più ricche per incentivare le attività personali; ed ai presidenti delle più povere che comprando e vendendo giocatori, falsificando bilanci, s’arricchiscono anche loro. Con tale andazzo, chiaro che il calcio attuale è seguito in primis da gente che specula, e della peggior specie (vediamo a che portano le indagini sul “suicidio” dell’ultras juventino); poi da esagitati supporters delle curve che, scopri scopri, pure loro un evidente interesse venale ce l’hanno. Noi, puri amanti del Calcio, i soli a rimetterci; meno male che ci restano i tornei cittadini, dove Calcio vero se ne può ancora vedere.
E passiamo al dato delle serie che si spezzano. La riprova si è avuta con la Spagna, dopo sei anni in cui ha vinto tutto, battuta prima dalla Croazia e poi dall’Italia; la stessa Italia battuta dopo anni dalla Germania, che macchia il fresco titolo mondiale facendosi eliminare dalla Francia che non vi riusciva da tempo immemore. E, sposini sulla torta, il Portogallo, che mai nulla aveva vinto, trionfa contro i padroni di casa della Francia, favoritissimi e sbeffeggiati davanti ai propri sostenitori. Quello stesso Portogallo che, dopo tre miseri pareggi, esce dall’inferno dei gironi come terza ripescata. E’ proprio un Calcio minore quello che ha vinto in Francia, se ancora vi fosse bisogno d’una conferma. Il mio parere per una fase finale senza favoritismi è quello di giocarla in campo neutro.
Giudichiamo ora i presunti assi attuali. Se si pensa che fra i più acclamati vi sono due giocatori mediocri (per me che ne ho visti tanti) come Ronaldetto (per distinguerlo dal vero Ronaldo asso puro) e Pogba, si ha l’esatta idea di quel che oggi è il livello tecnico del calcio. Alle sviolinate per mancato pallone del primo, si contrappongono le furiose galoppate dell’altro, del tutto simili a quei cavalli poderosi che da ragazzini, in un campo di calcio, chiamavamo i “cavalli della Birra Peroni”. Di solito noi li utilizzavamo, giocatori simili non i cavalli, quando c’era da spianare un nuovo campo di periferia. Con le loro sfrenate corse portando il pallone in avanti, aravano le dure zolle di quei terreni abbandonati dai contadini, sradicavano vecchi ceppi rinsecchiti, spiantavano spuntoni di roccia dalle profondità, rendendo livellato in un paio di settimane tutto il fondo di quel campo. L’unica attenzione che noi dovevamo fare, quella di salvare le gambe al loro passaggio, o con una finta evitarli, per poi vederli ruzzolare da soli con un vantaggio migliore per livellare il campo. A parte i colpi di testa che i due, ingiustamente osannati assi dell’Europeo, sanno assestare al pallone con la loro stazza corazziera, Ronaldetto almeno quel gol col tacco è riuscito a farlo, senza però giustificare gli spropositati cento milioni con cui è stato sopravvalutato oltre ogni limite. Lo stesso colpo di tacco che in Germania Italia è stato tentato e ciccato da Gomez (che in una partita gioca più palle del supervalutato portoghese), permettendo a Buffon la più facile delle deviazioni in angolo. A proposito del tanto esaltato portiere “più bravo del mondo” soltanto per gli italici scribacchini, ma vi siete resi conto che si sta parlando di un atleta prossimo ai quaranta; se il futuro del nostro calcio è questo, allora sì che ci aspettano tempi cupi. Confesso di essere di parte; nulla da eccepire per l’atleta, ma l’uomo Buffon mi ha molto deluso, e non certo per fatti personali che sono soltanto suoi, ma per alcune dichiarazioni poi smentite dai filmati di partite per le quali si era espresso, e per aver sperperato in scommesse una cifra spropositata (da sue stesse ammissioni in una indagine calcistica); è pur vero che i soldi sono suoi (ma anche dei suoi figli), sprecare però una somma tanto ingente per una attività in cui vince sempre il banco, è da stupidi. Ritornando al calcio, il Buffon reattivo di qualche anno fa avrebbe parato almeno tre dei rigori che hanno infilzato lui e noi tifosi tutti; e quella deviazione su Gomez l’avrebbe certamente trasformata in una semplice presa con le mani. Vero che i rigori non sono mai stati la sua specialità (quante gare ha perso dagli 11 metri) ma, a parte la parata su passaggio indietro al “proprio portiere” di Muller, gli errori sul palo o fuori di altri due tedeschi, ed essersi spiazzato sul quarto rigore, Buffon ha intuito gli altri cinque facendosi però bucare sempre senza beccarne una. In quattro rigori è riuscito solo a sfiorare la palla con le mani tese (due volte tuffandosi a destra e due a sinistra), colpa evidente del ridotto scatto di reni per cause anagrafiche. Il quinto che avrebbe salvato capra e cavoli, se l’è fatto passare sotto la pancia, quando sarebbe bastato rimanere in piedi e respingerlo con i medesimi. Ecco perché rimpiangiamo, noi che abbiamo avuto la fortuna di vederli giocare, autentici fuoriclasse come Pelè, Sivori, Grillo, Garrincha, Ghiggia, Rivera, il primo Maradona, Messi e simili, i pochi in grado di saltare l’avversario, i soli che, seminandoli, venivano fuori come allegri folletti da nugoli di difensori per andare a rete o far segnare il compagno. Oggi solo forza fisica e tiracci a indovinare …
Una nota di folklore voglio infine dedicarla agli “esperti” del calcio che la Rai ha dispiegato in tutto l’arco del torneo, completando l’opera buffa con quello show per tiratardi già di per sé rintronati dal sonno; uno spettacolo caciarone presentato dal miglior caciaro che la Ciociaria abbia prodotto (anche se originario di Roma). Io sempre gioisco quando un “Aristotele” qualsiasi viene smentito sul sistema solare. Gli Europei di Calcio, se non altro, mi hanno molto divertito per gli interventi improvvisati di falsi maestri del calcio. Smentiti tutti i filosofi del Calcio. Smentiti i telecronisti, che non hanno ancora capito di non essere dei Carosio; forse nessuno vi ha detto che il vostro compito è quello di effettuare una telecronaca con pochissime e utili parole, senza scimmiottare gli urlatori sudamericani; le radiocronache del “calcio minuto per minuto” sono ormai superate. Parlate, dunque, il meno possibile, perché mentre vi preparate a raccontare ad esempio un gol, i telespettatori (non radioascoltatori) l’hanno già visto e memorizzato; sappiate che il telespettatore per un principio di fisica elementare ha già visto quello che voi tentate di raccontare; la luce è più veloce del suono. Se poi tutti i telespettatori fanno come me, eliminando totalmente l’audio, diventate del tutto inutili, voi, gli ambulanti di Sky e quelli di Premium, che ci raccontate sempre la falsa favoletta della “partita più bella” solo sulla propria rete. I vecchi telecronisti erano in parte sopportabili; per aggravare la situazione che ti fa la Rai, mettendosi in diretta concorrenza con le reti minori? Ti raddoppia il ruolo affiancando all’inutile telecronista un presunto tecnico, disoccupato da tempo, che non capisce nulla di calcio, altrimenti starebbe su un campo di gioco invece che in una stretta cabina giornalistica da stadio. Deprimente l’accoppiata Rimedio-Zenga; un allenatore che con i suoi strafalcioni tecnici ha fatto capire a tutti il perché dei suoi tanti incarichi interrotti; sarà pure stato un sufficiente portiere, ma lasciasse stare i commenti tecnici. E poi quel Rimedio; ma è quel Rimedio rimediato (non sono riuscito a trovare altro vocabolo) dall’ippica? Sarebbe la prima volta che sia stato accolto l’insulto inverso “Ma datti al calcio!!!” … Un solo rammarico; essersi fatti sfuggire, dopo i tanti cervelli della scienza, anche l’unico calcistico; l’Antonio Conte. Da Pugliese a Pugliese, grazie Antonio; con quel materiale cianfrusato dagli scarti di squadrette italiane hai reso campioni chi non lo era; sei l’unico che negli ultimi anni si sia fatto onore in Europa … Ritorna a renderci felici, evitando che il Vero Calcio svanisca come una bolla di sapone … Ritorna …


Edito a Bari il 12.7.2016
ALFANO NEPOTISTA

Indegno ministro Alfano, ma non indegno per le indagini in corso sulla tua persona e sui tuoi, quelli sono cavoli vostri e dei giudici, se son giusti. Fra i pochi eletti dal popolo, hai perso tale diritto quando, saltabeccando come una quaglia smarrita, ti sei unito agli abusivi dell'attuale parlamento, dopo aver cambiato penne almeno quattro, cinque volte in una sola stagione. Per quale risultato poi? Quello miserevole di rappresentare meno dell'uno per cento della popolazione del tuo condominio. Lascio stare il tuo aspetto fisico; di quello ne parlo dopo; anche se spesso ti mascheri da angelino, si sente dallo zolfo che non lo sei. Come uomo del sud non è che pretendessi favori particolari da un ministro del sud, ma almeno l'indispensabile a sopravvivere per tutto il Paese. Invece, fra siciliani fasulli (tu non puoi essere originario dell'isola Trina; hai troppo la faccia da Negus) e "toscanacci maledetti" (non è mia, ma di un altro toscanaccio, tal Curzio in arte e Kurt con quel che segue nella vita) ci state rovinando con le vostre fisse su migranti, banche, costituzione, mafia parlamentare e tutti quegli altri "cosi che ve fregano", a detta del mitico e immortale Alberto. Ci avete tolto il companatico, non toglieteci anche il pane; per questo l'indegno per te e lo sdegno per noi. In quanto al tuo aspetto (me l'ha bisbigliato quel pettegolo del tuo specchio), non ti avrei dato manco quel men dell'un per cento del mio voto. Di solito chiudo sempre con una foto peggiorativa del personaggio ma, sempre su suggerimento del tuo specchio, peggio della tua immagine reale non c'è ...


Edito a Bari il 28.4.2016
BREXIT NO, BREXIT SÌ.

E’ pur vero che la Gazzetta del Mezzogiorno il giorno dopo ha chiesto scusa a noi lettori per il madornale ed in molti casi dannoso errore relativo agli articoli sul Brexit apparsi nel quotidiano del 24 giugno scorso in prima pagina ed all’interno, poi ribaltati il giorno dopo. Era un atto educativamente dovuto a noi lettori; se non altro per essere doppiamente sostenitori e finanziatori di ogni giornale; e come acquirenti diretti ed anche in veste di obbligati contribuenti delle sovvenzioni governative, iniquamente elargite ad ogni testata. Iniquamente perché a un operaio che lavora 8 ore non gli si paga un mese intero; così non si devono sovvenzionare quelle testate che stampano un milione di copie, vendendone appena un centinaio. Tutti si stanno dando all’editoria su queste facili basi, con la deleteria scomparsa del rischio d’impresa, e questo in ogni attività sovvenzionata con soldi pubblici. Riacciuffando l’argomento Brexit, non ci si può trincerare dietro l’ora tarda relativamente striminzita per andare in edicola, a scusante del macroscopico errore con relativi commenti, accettando per buono, anche se espresso da esperti, un risultato tutto in alto mare. Vista l’incertezza della consultazione il direttore, responsabile unico di quel che si pubblica, poteva autorizzare solo commenti generici sul voto, esponendo le ragioni delle due fazioni in prospettiva probabilistica, come hanno saggiamente fatto altre testate nazionali, e non venire fuori con titoloni poi sbugiardati e diametralmente opposti 24 ore dopo. Chissà quante volte nella storia il “se” ha salvato prestigiose carriere, a partire da Quinto Fabio Massimo un paio di secoli ante Cristo. Quante persone, quante società che avevano puntato tutto sul “Sì”, e non parlo di misere scommesse ma di ingenti investimenti, sono state danneggiate da quel perentorio responso pubblicato il 24; danno poi ribaltato il 25 sulla fazione avversa. Quanti in quelle 24 ore si son precipitati a cambiar segno ai propri investimenti. Esposte le motivazioni, dunque, ci si aspettava un fondo, o almeno un trafiletto di scuse firmato dal direttore e non generico ed anonimo. Ma lui ha preferito glissare come se nulla fosse. Devo confessare di avere avversione per un personaggio che sceglie le lettere dei lettori da pubblicare preferibilmente fra quelle del più untuoso gossip, di scontati argomenti calcistici e dei più deprimenti giochi di parole. Se gli si scrive di politica, temendo di inimicarsi gli appoggi finanziari, cestina immancabilmente le lettere che più rispecchiano la realtà del Paese. Devo riconoscere che qualche mia letterina “di natale” l’ha pubblicata; ma lettere che contestavano energicamente alcuni iniqui provvedimenti governativi, mai! Sino a quando, affermando io che per pubblicare i miei scritti ci volevano “sfere d’acciaio”, ha preferito fare il maramaldo, non pubblicando più nulla di mio. Ha preferito usare la clava contro la mia penna, mentre il suo predecessore l’ha fatto intingendo il fioretto nell’inchiostro per contestarmi. Eh, tutt’altra stoffa l’elegante d’aspetto e nobile di pensiero, dottor Lino Patruno, il Direttore. Greve nella figura e con un pizzico di pecorino nell’accento, non propriamente barese verace, l’attuale direttore s’attacca a grette rivalse per eliminare un lettore che da oltre 60 anni quotidianamente compra, legge e commenta la nostra Gazzetta; un lettore che molto semplicemente gli risponderà finché ne avrà fiato con le tre enunciate azioni quotidiane. Certamente non ce l’ho con l’uomo che non ho il piacere di conoscere; può darsi che sia costretto a determinate scelte dalla proprietà, che ha molto più interesse nell’ingraziarsi la consorteria politica. Fortunatamente ora abbiamo il web che ci permette di contestare tutto quanto di marcio la società produce…


Edito a Bari il 17.7.2016
OLTRE LA BREXIT

A me i fallimenti non sono mai piaciuti. Se in Inghilterra dovesse prevalere un deleterio provincialismo, altro che di fallimento si dovrebbe parlare. Sarebbe la frantumazione dell’Europa, riportandola d’un botto a tempi bui. Ritornerebbero i beceri nazionalismi che per secoli hanno tenuto in schiavitù i popoli, contro ogni progresso civile. Non solo quindi mi auguro la sconfitta di ideologie superate dalle libertà individuali ma, come da tempo sostengo, vado oltre. Sono assolutamente convinto che per la Pace mondiale, per l'allargamento di quelle libertà a popoli che non ce l'hanno, per il totale livellamento delle uguaglianze, per l'abolizione definitiva della povertà, sono necessarie leggi e moneta unica valide in tutto il globo. Gli Stati Uniti, i Paesi Latino-americani, gli Stati Arabi, l'Unione Europea, le comunità Africane ed Asiatiche, le miriadi di popolazioni Oceaniche, tutto questo è ormai superato dalla realtà, dal progresso dei mezzi di comunicazione. I bisogni quotidiani degli umani devono essere regolati da un Governo planetario, regolarmente eletto dai Popoli. Noi Terrestri abbiamo un dovere unico nei confronti del futuro, tenere ben piantati i piedi in terra e far decollare la testa, non in siti nebulosi, ma tutt'al più per conquistare tutte quelle Sfere che circondano il nostro Pianeta (uno dei bruscolini nella terza foto). E quando saremo talmente tanti da non esserne più contenuti, Nuovi Spazi Vitali ci attendono, visto che quel bel "vizietto" di procreare non ce lo toglieremo mai ...


Edito a Bari il 23.6.2016
ITALIETTA DIVENTA ITALIA

Bah, visto quel che c'è in giro a questi europei, la nostra Italietta, fatta da mest'Antonio Conte con buoni operai, può benissimo giocarsela con tutte le squadrette che si stanno esibendo in Francia; non s'è ancora fatto notare nessun piede di velluto, ma tante vanghe metalliche che stanno arando quei bellissimi campi da gioco ... Mah! Chi si contenda gode lo stesso ... Pensare che quel Pogda, Podga, Pobga era indicato come una delle stelle di questi europei ... Va be' che in giro per il mondo c'è poco di meglio ... Troppi soldi fanno la crisi del calcio ... FORZA ITALIA, comunque e ovunque ... E augurissimi a sant’Antonio Conte …


Edito a Bari il 13.6.2016
Alle belle donne distese al sole

Bella che ti crogioli al primo sole dell’estate nascente, mentre una leggera brezza svolazza sul tuo corpo primaverile, ti stai chiedendo perché il tuo vicino se ne stia indifferente di fronte a tanta beltà. Il tipo, maturo ma ancora piacente, sornione come un gatto dietro le lenti scure, con molte primavere più delle tue nella testa, nasconde dietro la visiera abbassata del cappellino due occhi a te invisibili che navigano felini a sogguardare nel periplo della tua sagoma gioielli da scovare. Immobile nell’arrostirsi al sole, non un solo muscolo tradisce l’intimo movimento tellurico del suo animo. Ti ha squadrata con importanti triangolazioni. Più volte il suo sguardo, formulando anche equazioni di alto grado, ha calcolato alture aguzze, dolci colline, valli ubertose, cunette e dossi soavi che, a chiudere il cerchio vitruviano, compongono il tuo stupendo panorama. Dirupi, boschi ed antri nascosti sono graficamente riportati nei rilievi mentali da lui eseguiti con pluriennale esperienza professionale. Ti stai chiedendo chi sia quel vicino così poco invadente ma tanto indifferente. E' chiara e semplice la soluzione. Quel tipo che per l’intero mattino ti ha traguardata, quell’uomo che ti ha rimirata giudicandoti perfetta, è un geometra …


Edito a Bari il 7.6.2016
Macelleria Italiana

RISPOSTA ALLE FARNETICANTI DICHIARAZIONI DEL D’ALEMA PER OSPITARE IN ITALIA TRENTA MILIONI DI MIGRANTI.
D'Alema, vai sempre sparando balle, invecchiate da oltre mezzo secolo nella tua cantina cerebrale; ora ti racconto io quello che invece accadrà realmente per le vostre dissennate iniziative ... C'era un piccolo Paese, una volta grande, il cui territorio a malapena riusciva a sfamarli tutti i cittadini. Che ti fanno allora i governanti di quel piccolo Paese? Per una distorta solidarietà con altri popoli nelle stesse condizioni disperate, invitano milioni di migranti ad invadere il proprio territorio, chiedendo sacrifici impossibili ai loro concittadini, senza però farsi minimamente sfiorare dall'idea di ridursi i loro già grassi stipendi; anzi, nel periodo di massima crisi, rimpinguandoseli da veri sporcaccioni. E tira oggi, tira ogni giorno, la corda si spezzò. Non si poteva più uscire di casa se non col coltello fra i denti e una pistola in mano per potersi procurare un po' di cibo. Un capofamiglia, non potendone più, si armò con quel che aveva e disperato si avventurò per la strada. Purtroppo, senza alcuna esperienza criminale, fu ammazzato. La famiglia chiese che le venisse restituito il corpo. "Almeno, avremo da mangiare per qualche giorno ..." dichiarò una delle figlie. State attenti, quindi che prima o poi questo potrà capitare a voi politici che, per anni all'ingrasso, sarete certamente carne molto più prelibata del povero rinsecchito cittadino. Ma che credete, di governare un territorio enorme come la Cina, la Russia o gli Usa, continuando con la grancassa dell'accoglienza indiscriminata e infinita? Scusatemi un attimo, odiati politici, prendete un mappamondo qualsiasi; vedete quel pisellino appeso fra le gambe dell'Europa e disteso quasi invisibile lungo il Mediterraneo? E quello è il territorio che voi boriosamente governate grazie ai cittadini. Ne volete la riprova? E’ talmente insignificante il vostro potere contrattuale a livello internazionale, che anche un paese come l’India vi ha rigirati nel manico per più di quattro anni con la storia dei due marò. Datevi meno arie, quindi, mettete i piedi ben saldi in terra e siate realistici ... Il Popolo non ne può più di voi, dei vostri partiti, delle vostre lobby. Lo capite o no che l'Italia è nostra. Allora siate appena più intelligenti dello sciocco, prima che sia troppo tardi ... (Forse la proposta tende a sostituire tutti gli italiani con i più remissivi migranti, visto che i politici che abbiamo, con noi non ce la fanno proprio?) ...


Edito a Bari il 28.4.2016