domenica 25 settembre 2016

L’INUTILE GUERRA DELLE FALSE IDEOLOGIE

13-nov-2015 14.19
Se gli idioti non avessero diritto di voto, il m5s rimarrebbe senza elettori.
Armando Greco gaetano maria migliore,....prrrrrrrrrrrrrrr prrrrrrrrrrrrrr prrrrrrrrrr aggiù scopert a cricck...... hehehehe prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr ..........PERNACCHIAAAAAAA
Gaetano Maria Migliore Armando Greco non posso combattere guerre di intelligenza con chi, come te, è palesemente disarmato!
Vito Petino Se l'autore di quel cartello fosse un essere intelligente, capirebbe subito che, cambiando nomi e simboli di partiti nella scritta, tutti gli italiani che votano sarebbero idioti. Ma non v'accorgete di farvi tra voi una sterile guerra che in realtà favorisce soltanto quelli della casta, i veri e concreti nemici del Popolo che li paga. Sono questi i sistemi con cui vi tengono disuniti. Milioni come voi fanno la falsa repubblica democratica che abbiamo, pochi come me farebbero una vera Democrazia, liberandovi per sempre dalle catene dell'ignoranza spicciola, e senza farci la secolare e dannosa guerra fra poveri... A meno che voi non facciate parte dell'ignobile e rivoltante melma parlamentare e del suo marcio sottobosco; in quel caso siete nemici del Popolo e quindi miei nemici, che terrò in infima considerazione e molto alla larga dai miei pensieri ... Uniamoci e sconfiggeremo chi ci opprime!
Gaetano Maria Migliore Vito mi perdonerai se non credo ai salvatori della patria e se invece credo alle idee e a modelli sociali ben definiti! Dal mio punto di vista il problema sta nell'ignoranza cosmica degli italiani e nella assenza totale di senso civico e dello Stato inteso come "Res Pubblica".... Poi spiegami mi dovrei unire a chi e per fare cosa?
Vito Petino Caro Gaetano Maria, permettimi il tono affettuoso vista la mia età, nemmeno io credo ai salvatori della Patria e men che meno se tali salvatori si mascherano dietro simboli politici. Ho atteso invano da oltre 70 anni di vedere migliorare i diritti di ogni italiano dai signori politici, costatando invece che ad ogni cambio di governo nulla mutava per il cittadino, di contro sempre in meglio evolvevano le loro vite; dimenticando tutti quello che era il loro compito istituzionale: rappresentare quel cittadino grazie al quale occupavano le loro poltrone. Poiché a me è stato rubato il futuro, oggi cerco di portare a conoscenza di voi giovani la mia esperienza per evitare che veniate anche voi depredati della più bella ricchezza che l’essere umano abbia, appunto il futuro. A credere nelle idee è una gran bella cosa per lo spirito, ma in parlamento il trionfo del pensiero è ritenuta utopia dei sempliciotti; in quegli ambienti ormai da tempo trionfa il materialismo egoistico più becero. Prendo ad esempio il partito della sinistra, quello che nella sua ideologia, nel suo naturale dna, dovrebbe difendere a spada tratta i diritti del Popolo, i diritti dei Lavoratori; e invece cosa succede da tempo al suo interno? Che una ridda di ambigui capitalisti si affolla per farne parte, cambiando colore come in un arcobaleno. E allora, per noi deve continuare il credere nella propria ideologia, mentre per loro, che dovrebbero esserci da esempio, tale rettitudine non ha più senso di essere! E per meglio esercitare tale prevaricazione nei nostri confronti, per meglio strapparci i nostri diritti, per meglio tenerci disuniti, ci costringono, come tu giustamente affermi, all’ignoranza cosmica e nella conseguente assenza di senso civico. In quanto ad unirti, non so che lavoro tu svolga, ma ipotizzando un dimezzamento del tuo stipendio imposto senza alcun criterio dall’alto, istintivamente, naturalmente a chi ti potresti unire se non al tuo immediato collega, a prescindere dalle sue idee politiche. Non è qualunquismo politico il mio, ma pura necessità di vita, a cui gli stessi parlamentari ci stanno spingendo; non fanno mercato del loro voto già da anni tutti i parlamentari che cambiano in corsa casacca? Oggi come oggi, non vi sono altre divisioni che quella naturale creata dagli stessi politici: noi (milioni) da una parte nella pubblica agorà, la casta (poche decine di migliaia) nelle claustrofobiche aule istituzionali … Ti chiedo scusa d’essere stato alluvionatico; difetti d’età …
13/11/2015 16:34
Gaetano Maria Migliore  Vito Petino caro, grazie dell'affetto ma credo che l'ignoranza cosmica sia voluta non dall'alto ma dal basso.... perchè invece che leggere la gazzetta dello sport gli italianii dovrebbero imparare a leggere la gazzetta ufficiale e gli atti parlamentari! Mi spiace ma sono sinceramente convinto che senza idee e senza Cultura politica vera non possa nascere alcun progetto Politico vero! Ps: no stipedio... ma un gruppo di aziende mie che fanno il 90% del fatturato fuori dall'Italia! 76 dipendenti con stipendi medi lordi di 120.000 Euro l'anno più benefits e bonus!
Vito Petino  Vedi, Gaetano Maria, il mio fiuto non aveva sbagliato; ho intuito che fossi un privilegiato ma per meriti tuoi esclusivi; solo provocatoriamente ho accennato a "stipendio". Nel tuo scritto, comunque, scorgo una certa diffidenza verso i nostri governanti, se il tuo gruppo aziendale
15/1/2016 20:41
Caro Gaetano Maria (mi piacerebbe sapere se hai un nome con cui i tuoi ti chiamano familiarmente), ... Avevo già letto questa tua replica alla mia di quel periodo; purtroppo condizioni di salute altalenanti mi hanno tolto il piacere di rispondere ... Sì, proprio piacevole, come avevo già intuito dal modo di porti, è stato il sapere che sei un ottimo imprenditore, con quell'unica piccola pecca del "... fuori dall'Italia ..." Il Paese, invece, ha bisogno, tanto bisogno, di gente come te che si attiva per il suo prossimo ... Ma se quel fatturato estero circola in Italia, allora ritiro immediatamente l'ultimo pensiero, fermandomi soltanto alla figura dell'ottimo imprenditore ... Molto più in piccolo, anch'io ho lavorato per creare qualche posticino di lavoro per altre persone in questo nostro Sud eternamente assetato di questa linfa vitale ... Ho seguito quello che mi ripeteva sempre mio nonno "Sii consapevole dei tuoi limiti, e se proprio vuoi superarli, circondati di gente più intelligente di te" ... Ed è proprio quello che ho fatto attivando uno studio tecnico con altri amici: un geometra come me, un ingegnere, un architetto ed un geologo che, di comune accordo, riconoscendo le mie capacità organizzative, mi hanno permesso di dirigere lo studio per oltre 45 anni; ed io, a fronte delle loro alte doti tecniche, ho prodotto tanti cantieri per la costruzione di oltre duemila alloggi, creando molti posti di lavoro, nonostante la fagocitante burocrazia locale ... Ora, quel che più mi soddisfa è scoprire piacevolmente che ci sono giovani menti operose come la tua ... E' un buon viatico per il mio breve futuro ... Spero a presto di leggerti ancora ...

Edito  a  Bari il 13.11.2015


venerdì 23 settembre 2016

LENZUOLA SPORCHE
Fine modulo
Ve ne racconto un'altra, ma vera, di storia sulle lenzuola sporche.
Sino ai primi anni '60 del secolo scorso in Bari Vecchia, ed anche in molti altri quartieri del borgo nuovo, dopo la cerimonia nuziale e la festa che ne seguiva, ricca o povera che fosse, gli sposi trascorrevano in casa la prima notte.
L'alba del mattino seguente scopriva una piccola folla festante sotto la finestra degli sposi, per rappresentare l'ultima parte della cerimonia cominciata il giorno prima.
Amici e parenti, con in testa la mamma dello sposo, la più trepidante, la più interessata, attendevano fra musica e canti giocosi il simbolo dello jus primae noctis della ragazza: lo sciorinamento delle lenzuola, le migliori del corredo nuovo, usate quella notte.
Il tremolare dei vetri imponeva il silenzio più assoluto; tutti gli sguardi attratti dal movimento delle ante, in attesa che lo sposo svelasse la lieta conclusione di quella prima notte insieme.
Il solo apparire del ragazzo con le lenzuola nelle mani era di per sé un buon segno.
Se le lenzuola appena stese recavano macule inequivocabili che andavano dal rosa pallido al rosso rubino, l'urlo gioioso dei presenti faceva riprendere quella musica e quei canti senza più l'incertezza di prima, e per di più conditi con i soliti lazzi di circostanza.
In quel caso le lenzuola sporche indicavano la purezza della donna.
Ma dietro quella gamma di macchie colorate, qualche volta si celavano sotterfugi ideati da ragazze sveglie, per nascondere qualche irrefrenabile assaggio frettoloso goduto col proprio sposo prima delle nozze; o peggio, a sua insaputa senza che lui s'accorgesse di nulla ...
Naturalmente, capitava a volte che non s'apriva nessuna finestra e non veniva sciorinato nessun lenzuolo, perché lo sveglio questa volta era stato lo sposo.
In tal caso le lenzuola immacolate, o maculate di altre tinte, simboleggiavano con evidenza l'impudicizia della donna.
E la festa si concludeva con litigate della più colorita tradizione barese, a volte anche con risvolti rusticani ...
Beata gioventù moderna!

Edito  a  Bari il 3.11.2015


SEMI DI PENSIERO … 6

18 ottobre varie
Vito Petino ha commentato il post di Rocco Cosoleto.
A Bari tempo fa due coniugi ex commercianti, dopo avere invano chiesto aiuto alle autorità, hanno preferito suicidarsi che continuare a vivere in un paese condotto nella cloaca dagli attuali politici disumani, ma molto umani con i loro emolumenti, sempre a noi sottratti illecitamente.
Vito Petino ha commentato il post di Rocco Cosoleto.
corrieredelmattino.altervista.org Alfano
Ascolta Angelino, un bambino non può capire certe cose, cresci ancora di più e ne riparliamo.
Prova massima di bassa cultura. Se Gesù è immaginario, allora sono pazzi tutti gli scrittori latini testimoni dell'epoca. Il Cristianesimo non esiste perchè inventato da pazzi. La Storia è un'invenzione di pazzi, i quali pazzi non credendo alla Storia, non credono nemmeno di aver avuto genitori, perché essi sono la propria Storia più immediata. Siamo tutti figli di NS Gesù.
Vito Petino ha commentato il post di Vincenzo Stellone.
pazzoweb5stelle.it
Facci, ti sei scordato dei tuoi amici Toni Negri, Cicciolina e company ...
Vito Petino ha commentato il post di Andrea Dell'Anno.
mediatime.net
Ma dopo il manicomio, non era stato rilasciato perché guarito? Mi sa tanto di no!
Vito Petino ha commentato il post di Tutto Marco Travaglio.
No, no! Vi prego, Galan, Matacena, De Lorenzo, e altri compagni di bisbocce, datelo a me che prendo poche centinaia di euro al mese di pensione ...
Vito Petino ha commentato il post di Antonio Pallotta.
Non importano i mezzi ma la puntualità: il treno è arrivato a Milano in perfetto orario ... sei mesi dopo ...
Vito Petino ha commentato il post di Francesco Bonannella.
E subito il Vespone comincia a lavorare di lingua; non si smentisce mai il Leccone! Ma sapete perché si chiama Vespa? Perché le medesime, non potendolo sopportare, gli hanno butterato la faccia. Avessimo noi lo stesso pungiglione, l'avremmo già fatto scappare. La Rai, invece, contravvenendo a qualsiasi norma di fotogenia, ce lo fa sorbire di continuo. Meno male che so usare il telecomando, la salvezza dei popoli, così ogni sera, ormai da anni, lo zompo (da zompare). Ecco il nostro pungiglione: azzerategli lo share ed anche mamma Rai si convincerà a cacciarlo.

29-ott-2015 11.36
GDelta Mike‎ a Tutto Travaglio
Come si fa a raccontare queste balle
Il formaggio e’ come una droga. A causa della presenza della caseina potrebbe provocare dipendenza. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio…
imolaoggi.it
Vito Petino Sì è vero, ma anche pasta e fagioli, linguine agli scampi, spaghetti alle cozze, bucatini all'amatriciana, risotto alla milanese, tagliatelle alla bolognese, orecchiette alla barese, eccetera eccetera eccetera ... io sono 71 anni che mangio tutto questo e non ne posso fare a meno ... con tanti saluti agli americani ed al loro roast beef alla marmellata ...
29-ott-2015 12.00
Vito Petino Ah dimenticavo ... e sono sano come un pesce, lavoro, leggo, scrivo, faccio sport, ho fatto sei figli e tante altre cose ... e a tutt’oggi soprattutto l'amore ... (testimone attendibilissima da 45 anni mia moglie).

29-ott-2015 12.05
Cettina Tomasello ha aggiornato la sua immagine di copertina. Nudo di donna
Vito Petino Io vi ho solo visto un particolare della Dea Alata: il braccio destro e parte dello stesso fianco.

30-ott-2015 22.41
Cettina Tomasello
 “Non troverai mai la verità, se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi di trovare.” Eraclito
Commenti
Vito Petino Giusto! Ma proprio per questo nessuno cerca mai la verità. E' la stessa cosa per cui nessuno vuol sapere quanto camperà. Sempre molto meglio svicolare che affrontare! Naturalmente il riferimento è solo per l'essere umano medio.

31-ott-2015 15.57
Giulio Adani
COGLIONE (a Orfini)
Vito Petino Orfini, alcuni giorni fa ipotizzando se potessero tornare i vecchi comunisti, quelli che non ci sono più, ho concluso che vi avrebbero cacciati a mazzate per la vergognosa operazione di trapianto portata a termine contro natura, DC+PC=PD (tagliandovi di netto i C ... e passando dal compromesso storico al compromesso stolido), dando vita al cieco mostro politico che sta mandando in malora il Paese, non riuscendo a vedere i problemi reali del Popolo che indegnamente state rappresentando. Uscite dai nostri Palazzi, e ve ne accorgerete, se avete mai avuto un briciolo di sale in zucca. Detto da chi fa parte del più grande partito italiano (52% alle ultime consultazioni); il Popolo vi seppellirà.

31-ott-2015 20.32
Vincenzo Stellone‎ a MoVimento 5 Stelle S.Stefano Camastra
Vito Petino Io condannerei solo i loro pavidi colleghi che, accollandosi anche il lavoro degli assenteisti ladri, hanno avuto paura di denunciarli; anche se la reazione più immediata e virile di uomini con le sfere rotanti sarebbe stata quella di sbatterli al muro e convincerli a lavorare, unico modo di godersi con gioia lo stipendio. Finchè nelle pubbliche amministrazioni (quelle mantenute con i soldi di tutti gli italiani onesti) vi sarà collusione fra volgari ladri e omertosi vigliacchi, il Paese andrà sempre a rotoli. Non sempre la colpa è soltanto dei loro complici politici. (Ho scritto al maschile, ma è chiaro che vale anche al femminile, per tutte quelle donnine lavoratrici che, se non lavorano, non si sa proprio con cosa si sudano lo stipendio).

A partire da oggi 3 novembre 2016, alle ore 17,00 italiane non do a Facebook, o agli enti associati a Facebook, il permesso di usare le immagini mie e di altri da me pubblicate, informazioni e pubblicazioni varie, sia passate che future. Per questa dichiarazione do avviso a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o intraprendere qualsiasi altra azione contro di me in base a questo profilo e/o del suo contenuto. Il contenuto di questo profilo riguarda informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla Legge (UCC 1 – 308 – 1 1 308 – 103 e lo Statuto di Roma).
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Piercarlo Leoni ha condiviso la foto di Paolo Canova Proposta
Spero che i grillini ne faranno parte in massa
Vito Petino Saranno credibili i nostri governanti quando si taglieranno gli stipendi che decidono da se stessi (dalla fondazione della Repubblica, per tutti gli anni '50 e sino all'arrivo di Craxi i vecchi e più onesti parlamentari prendevano soltanto il gettone di presenza alle assemblee in parlamento); negli otto anni di crisi (per il popolo la crisi dura da sempre), mentre i cittadini hanno dovuto scalare molti buchi alla cinghia, loro si sono aumentati i già laidi stipendi per ben 24 volte, in media tre volte all'anno. Se non è dittatura questa ...
Piercarlo Leoni Vito Petino, non si parla di stipendi, ma della licenziabilità nel pubblico. Ce la fai?
Vito Petino Caro Piercarlo, sapessi quante proposte di legge ho fatto contro i delinquenti del posto pubblico, dal licenziamento immediato alla confisca dei beni rubati, ma ero sempre in minoranza fra DC, PC e sindacati che sempre li hanno protetti. Questi i motivi per cui gli onesti come me, dopo una breve parentesi, hanno rinunciato alla politica attiva. Tanto alla fine proprio quei politici poco credibili, quelli che ne chiedevano la decapitazione, sono stati i primi e sempre pronti a salvarli (vedi di poco tempo fa il caso Calabria dove tutti sono stati assolti). In quanto a farcela, sta' tranquillo che a 71 anni ce l'ho più che fatta per aver portato a maturazione e senza raccomandazione alcuna i miei sei figli tutti bravi uomini e donne, dal primo di 50 anni all'ultima di 30. Io non ho passato quello che state passando voi giovani attuali, ma vi garantisco che, per molto meno, al posto vostro sarei già sceso in piazza per difendere quei diritti sacrosanti che ad ogni individuo spettano per il solo fatto di essere nato (non è escluso che lo possa ancora fare se voi giovani mi invitate). Ecco il mio scetticismo sugli attuali politici, costretti alla fine a difendere i loro stessi raccomandati, quei portatori di voti che, in cambio del posto avuto, fregano gli stipendi come gli stessi politici, senza lavorare (salvo casi rarissimi). E quante ancora ne ho viste ... Potrei donarvi un'enciclopedia delle malefatte politiche negli ultimi 50 anni. Vi arricchireste ...
Tonino Zuccaro Ecco! Piercarlo Leoni impara da gente vissuta e saggia come il sig. Vito Petino, leggi rifletti, e forse fra 50 anni potrai capire che stai appoggiando una manica di delinquenti.

Vito Petino alla Boldrini
Ma il problema non sono i migranti, il problema sei tu che, pensando di invitarli a nozze, li hai invece condannati a morte, reale o civile. E per giunta, oggi eri nella mia città, costringendomi purtroppo ad anticipare il week end.

Vito Petino Ma perchè stare dietro a chi frequenta osterie televisive da mane a sera; fate come me: mentre attivo lo zapping in cerca di qualcosa di decente in tv, al primo schiamazzare di avvinazzati, fuggo veloce oltre. Cosa ne può capire di ponti uno che si è laureato all'università televisiva in "schiamazzi diurni e notturni"; uno che non fa altro che zompare senza alcun ponte da un canale all'altro, in cerca della peggior caciara in quelli che alcuni scemi continuano a chiamare "salotti" ...

Vincenzo Stellone e Agostino Oliva hanno pubblicato qualcosa in 2 gruppi.
Salvini di nuovo all’attacco: "Napoli? In Marocco ho visto città più civili"
pazzoweb5stelle.it
Vito Petino Chi critica negativamente alcune zone del proprio Paese, è alla stregua di quel tizio che in casa sua si lamenta di avere il salotto sporco, senza che faccia un ... pisellone per pulirlo. E muoviti, cacchio, invece di sbraitare pur continuando a viverci dentro beatamente! Pulisciti il salotto. Che aspetti! I cittadini ti hanno delegato per far questo. Volete solo fare gli onorevoli. Troppo comodo! A quel prezzo ci sto pure io a pulire il salotto.

Pier Paolo Petino Si cresce, si diventa più forti solo con la competizione, provando a superare chi è migliore di te. In un mondo mediocre non bisogna avere paura di incrociare chi ha maggiori qualità. Al contrario, si deve spasmodicamente cercare qualcuno che riesca a metterci in difficoltà, che alzi il livello, che corra più veloce. Misurarsi con gli altri, trovando in se stessi la forza e l'abilità per farlo, è l'unico sforzo che valga costantemente la pensa di essere prodotto. Mi dispiace per le anime candide ma sono sempre stato per la selezione naturale per la specie.
Vito Petino Io sono per il più forte che rallenta la sua corsa per prendere per mano il più debole e arrivare insieme al traguardo. Se così fosse stato, oggi non avremmo certo il più brutto mondo possibile, infarcito di egoismo, cinismo e cattiveria a più non posso; quelle doti che tu dici, caro Pierpaolo, non vanno più rispettate nemmeno nello sport, dove si avanza con i soldi e di conseguenza con artifici subdoli, pur di raggiungere una vittoria svuotata di moralità e merito reali ...
Rosario Sole Considerazione giusta e precisa, purtroppo è così!!!
Pier Paolo Petino Caro Vito la mia considerazione è determinante in un mondo competitivo e in cui le regole sono saltate. Dove spesso c'è chi bara, cerca scorciatoie, prevarica. Io sono per una competizione giusta, diretta, leale. Anche dura se necessario. Che non sia svuotata dalla giusta attenzione per il più debole o che persegua fini egoistici ed amorali. Se volessimo paragonarlo allo sport diciamo che mi rifaccio al rugby e molto meno al calcio.
Vito Petino Caro Pierpaolo (scusami se unisco i tuoi nomi ma è per rifarmi proprio a quella forza sana che tu esalti nel primo commento ed ottenere quell'unione salda che ti forma), io purtroppo, nonostante la mia giovanile passione, è proprio al calcio che mi sono rifatto, a quel calcio, che insieme alla politica, sono oggi le mie delusioni più grandi. Attività entrambe dove primeggia la forza bruta del potere e dei soldi, due simboli prevaricatori dei diritti dei più deboli. Sono invece d'accordissimo con te sul rugby per i suoi altissimi valori spirituali morali e intellettuali, nonostante la forza pura della natura che sprigiona; l'immagine di questa disciplina che più m'incanta è quella di vedere una locomotiva umana lanciata al massimo scontrarsi con una roccia umana ben salda a fermarla, senza che dal loro incontro sprizzi scintilla alcuna ... La bellezza allo stato puro; mi procura lo stesso effetto che provo nell'ammirare una Venere che sorge ... Ti chiedo scusa per il profluvio, difetto di vecchiaia penso; ti saluto fraternamente (o paternamente, ovvero in maniera nonnesca: ho il primo dei miei ragazzi 50enne, la prima nipote 22enne, non so la tua età).
Walter Loffredo Chiaramente il tutto non è una guerra e' un gioco dove ci si cimenta con degli avversari e la sfida è costituita da un interrogativo simpatico
"Vediamo se ce la faccio?!"
Si esclude del tutto il fatto di odiare l'avversario se vince lui era più forte,ci riproverò con lo stesso entusiasmo e il medesimo atteggiamento mentale,
Ma rimane un GIOCO!
Ciao a tutti!
Vito Petino Se rimanesse tale, d'accordo con tutti. Il problema si pone quando ai giochi si avvicinano tipi con le tasche piene di soldi di dubbia o amorale provenienza ...
Walter Loffredo Beh! Facciamola rimanere tale!

RenataBis Lo Giudice ha condiviso un video di L'onesto nel gruppo: Tutto Travaglio.
Veneto, Sindaco della Lega- FI, rifiuta volontariamente di stringere la mano a una ragazza di colore, semplicemente vergognoso e razzista.
Vito Petino La sindaca non era degna di stringere quella bellissima mano abbronzata, segno inconfondibile della nobile Africa, al contrario della sua mano albina e malaticcia di sicure origini barbare, come i suoi avi calati dal profondo e freddo nord; freddo come le loro menti e soprattutto i loro cuori eternamente ibernati, a dispetto degli ultimi duemila anni vissuti a stretto contatto con la pura civiltà della gens italica ...

Edito  a  Bari il 7.11.2015


GESTIONE ALBERGO DIURNO
Leggo nelle pagine della Cronaca di Bari della Gazzetta di ieri, 14 ottobre 2015, un articolo sull’Albergo Diurno che coinvolge una società da me legalmente rappresentata. Nel confermare la “costosa ristrutturazione” eseguita da altra impresa, devo però respingere l’affermazione di “gestione privata fallimentare”. La nostra società, dopo essersi aggiudicata per 10 anni la gestione della struttura, dette avvio all’attività investendo somme considerevoli per l’acquisto di macchinari ed apparecchi elettrici impostici dalla convenzione stipulata col Comune di Bari. L’inaugurazione del nuovo corso dell’Albergo Diurno avvenne il 7 maggio 1983, come è dimostrabile dalla foto allegata, alla presenza del Sindaco De Lucia che, con me alla sua destra e alla presenza di alte autorità civili e religiose, consegnò la struttura alla Città. Ma la festa fu tutta lì. Tre giorni dopo si riscontrarono pesanti carenze agli impianti elettrico ed idrico, divenuti fatiscenti per la lunga inattività trascorsa dalla fine dei lavori di ristrutturazione edile all’assegnazione nove anni dopo della gestione alla nostra società. Dopo inutili interventi riparatori tentati dal Comune di Bari, fummo costretti a chiudere la struttura il 30 agosto successivo, meno di tre mesi da quel 7 maggio, per l’insufficienza di detti impianti a sopportare il carico preteso in convenzione dallo stesso Comune, insomma la struttura di proprietà del Comune era inadatta alle esigenze della gestione richieste per contratto. In pratica nella ristrutturazione sono stati realizzati impianti sottostimati per ciò che successivamente l’erogazione prevista in convenzione richiedeva alla nostra società. Motivo per cui fummo costretti ad avviare due vertenze che hanno impiegato oltre quindici anni per giungere a conclusione; dal 1984 al 2001, Primo Grado, Appello e Cassazione. Alla fine, riconosciute alla nostra società le proprie ragioni, l’intera vertenza è costata alle casse comunali un esborso, tra danni, rimborsi e spese legali, di circa 300 milioni dell’epoca. Pertanto, la nostra società non è mai fallita. Tutti gli atti sono depositati in Tribunale, nel relativo fascicolo, a disposizione per le verifiche. Tanto per ristabilire la Verità. Saluti cortesi, Vito Petino.

Edito  a  Bari il 15.10.2015


Al gentile Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno BARI Rubrica “Lettere al Direttore”

Gentile direttore, sono al solito ad arrecarle disturbo; se l'argomento interessa decida cosa farne. Io, intanto, devo chiederle di perdonarmi un madornale errore di precedenze. A volte, pur di vedere pubblicato un mio scritto, mi precipitavo a inserirlo sul web e solo dopo lo inviavo a lei e ad alcuni suoi collaboratori; proprio come un bambino, nonostante i miei 71 anni, traevo immensa gioia baloccandomi con semplici lettere. Riflettendo, alcuni giorni fa ho capito di essere stato molto scortese verso la mia Gazzetta del Mezzogiorno, compagna di una vita nella buona (ho visto negli anni il mio nome pubblicato, sempre per fatti insignificanti, in formazioni calcistiche delle serie minori, in elenchi di candidati politici dalla cicoscrizione al senato, in cariche di associazioni religiose e civili, ed altro di poco conto) e nella cattiva sorte (il 12 giugno del 1953 ho perso un fratellino di poco più d'un anno, caduto dal balcone di casa). Riacquistata un po' di saggezza, ho capito che dovevo inviare i miei scritti prima al quotidiano da lei signorilmente diretto, ed è cosa che farò sempre d'ora in poi. Consapevole della sua enorme responsabilità, deciderà naturalmente lei quello che può essere pubblicato o meno. Nell'eventualità negativa, aspetterò una settimana prima di pubblicare il respinto sul web. La saluto cortesemente, vitopetino.

Edito  a  Bari il 19.9.2015


LE PAROLE DEL BAMBINO
Passeggiando piacevolmente nelle pagine della Gazzetta, trovo sempre più spesso il ritrito uso del gioco di parole, a commento di fatti meritevoli di ben “alta” serietà. Il 16 scorso mi è capitato di inciampare in una lettera che confutava il termine “mafia” come quello più udito da un fanciullo dopo mamma e papà. Intanto, per sfatare la leggenda che quasi tutti noi italiani apparteniamo all’una o l’altra delle tante cosche che in alto, da complici, s’è deciso di non combattere a fondo con l’unico sistema efficace, il controllo del flusso monetario (vero, banche?), ho voluto fare un personale sondaggio intorno al mio abituale habitat. Nel mio edificio di trenta appartamenti non vi è un solo mafioso, camorrista, ‘ndranghetista o altri, indicati con disgustosi termini simili, nient’altro che vomitevoli feci di pensiero. Ho proseguito negli edifici contigui, in tutto l’isolato, sino ad abbracciare l'intera zona residenziale che comprende oltre mille famiglie, col risultato di aver rilevato la presenza di soli professionisti, commercianti, artigiani, impiegati e operai. Fate altrettanto nelle vostre zone e vi saranno confermati i miei dati, ad esclusione di esigui circoscritti rioni. La realtà, quindi, è che il problema della criminalità, molto grave in effetti e da non sottovalutare affatto, coinvolge estesi quartieri, città piccole e grandi, l’intero Paese, mettendo alla gogna incolpevoli e laboriosi cittadini a causa di pochi individuabilissimi delinquenti. Gli italiani sono gente onesta; e finiamola con arcaiche leggende, ormai più che fruste, totalmente false. E men che meno si deve distorcere l’insegnamento che genitori amorevoli e istituzioni civilissime impartiscono al fanciullo. Non è vero che dopo mamma e papà il termine che più sentono i bambini è la “parolaccia”, salvo che non si tratti proprio dei poveri figli di delinquenti incalliti. Il normale bambino, dopo i termini di mamma e papà, impara a dire parole utili. Acqua, pappa, e tante altre di vitale importanza per il proprio quotidiano e sano sviluppo. Ed in ultimo, proprio in ultimo, impara il termine puppù. Soltanto dopo la puppù viene la “mafia”, la “camorra”, la “’ndrangheta” e similari.

Edito  a  Bari il 19.9.2015


CANTATA DI UN POLITICO IMBECILLE

Antonio Razzi. Intanto non lo ha votato nessuno; ce lo hanno imposto i partiti; queste le tragicomiche conseguenze dell'abolizione delle preferenze, quei pochi che vanno ancora a votare, mettendo alla cieca una croce sul partito, si son ritrovati questi esemplari da giardino zoologico, costringendo così a far portare quella croce a tutti gli italiani. Nessuno cittadino, anche di buon senso minimo, lo avrebbe votato (antoniorazzi, pur volendo trovare una rima, vengon fuori solo parolacce). E’ il danno maggiore causato al Paese da un sistema elettorale idiota, motivo per cui il partito del non voto è divenuto il partito extraparlamentare di maggioranza (52%). Politici, continuate a fare gli sciocchi giullari di un Sovrano (il Popolo, art. 1 Costituzione) ormai all'esasperazione; ancora qualche punto in più di consensi e quel partito estemporaneo diverrà la valanga che vi travolgerà, con la resa dei conti però!

Edito  a  Bari il 28.8.2015


Al gentile Direttore della Gazzetta del Mezzogiorno BARI Rubrica “Lettere al Direttore”

Caro Direttore,
ho appena letto la notizia dell’aumento del costo della Gazzetta, provando un immediato fastidio interiore. Qualcuno sta forse attentando alla mia quotidiana pace mattutina? Non s’illuda il tal signore: io, al galante appuntamento con la “mia” Gazzetta del Mezzogiorno non rinuncerò mai! Quest’anno festeggio il mio 41° anniversario di matrimonio e in tutti questi anni le mie prime azioni giornaliere hanno sempre avuto il profumo, in perfetto ordine dinamico, di Gazzetta del Mezzogiorno, di caffè e di cornetto, tutti e tre ancora caldi. Ma già da ragazzo leggevo di frequente la Gazzetta del mio babbo; da giovane ho ritirato spesso nel vecchio Palazzo di piazza Roma, subito dopo la mezzanotte, una copia calda di stampa della Gazzetta; un quotidiano, come se ne deduce, che ha avuto un’impronta decisa nella storia della mia vita. Perciò, non mi farò mai mancare il piacere di leggere l’unico giornale che tutela gli interessi della mia gente, della mia città, della mia regione; insomma della mia terra natia. Anche se il suo prezzo divenisse sempre più esorbitante. Piuttosto faccio a meno del cornetto prima, e del caffè poi, ma mai della mia “cara Gazzetta”.
Grazie, signor Direttore, e cordiali saluti.

Edito  a  Bari il 16.2.2006


IN MEMORIA DI UN FRATELLO GRANDE, BIAGIO CATALANO

Biagino, due i ricordi indelebili che dopo 60 anni mi porto dentro. La mattina dell'8 maggio del 1958, mio primo allenamento nei ragazzi del Bari sotto la guida di Onofrio Fusco. Era la prima volta che mi perdevo gli spari di San Nicola. In compenso rimasi incantato dalle cannonate da te sparate nella porta a nord del vecchio Stadio della Vittoria. Un improvviso scappellotto di mister Fusco mi distolse dall'incanto: "Pupetto, che fai dormi?" L'altro qualche hanno dopo, in un torneo estivo sul vecchio campo da calcio, quello con la polvere di tufo, del Redentore. Noi più giovani stavamo facendo i soliti tiri di prova prima della partita, quando il pallone da me calciato male finì dietro la nuca del Parroco che, indirizzato da alcuni amici "ruffiani", stava per raggiungermi e darmi uno di quei "checheri" di cui andava famoso; tu Biagio, subito ti intromettesti dicendogli "Don Castiglione, non l'ha fatto apposta!", evitandomi così una bella "panocchia" per il giorno dopo e, come immediata reazione al dolore, di apostrofarlo "Don Cazzchiglione ... ", nomignolo con cui, storpiando il suo cognome, lo ingiuriavamo un po' tutti. Ciao Biagino, sei partito prima, ma tanto ci rivedremo!

Edito  a  Bari il 29.8.2015


giovedì 22 settembre 2016

SEMI DI PENSIERO … 5

30-ago-2015 12.35
in memoria di biagio e licio
Vito Petino Mi è sfuggito, Mimmo, di aggiungere che per partecipare a quei tornei estivi di calcio, io e la buonanima di Licio Calabrese ci facevamo a piedi il tragitto Japigia-Redentore-partita-Redentore-Japigia. Quanto vorrei riavere un decimo di quelle energie. Comunque mi accontento lo stesso. Ciao.
Mimmo Magistro Vito...ahahah..vale per tutti...io uscivo di scuola e alle 14.30 avevo allenamento..al Rossani..alla ex G.I.L. o allo Stadio della Vittoria...poi al Redentore dalle 17.00 facevo pallavolo...pallacanestro..atletica leggera e tennis tavolo sino alle 22.00...Per studiate? Beh ero attento in classe e tra un cambio e l'altro mi preparavo per il giorno dopo!
Vito Petino Altra classe, Mimmo; vallo (licenza pratica) a dire ai giovani d'oggi.
Mimmo Magistro Ahahah...ciao...Vito..
Vito Petino Comunque, non volevo mettere in risalto una fatica che a quell'età è un leggero spiffero del respiro, ma ricordare il nostro caro amico comune, Licio.
Mimmo Magistro ...grande amico Licio..rip

Martedì 1 settembre 2015 h 14:44
A PROPOSITO DI QUEL giudice CHE HA ASSOLTO 24 CONSIGLIERI REGIONALI VALDOSTANI PER AVER ADDEBITATO OGNI SPESA FATTA, DALLO STECCHINO AL KOH-I-NOOR, AL POPOLO ITALIANO; MOTIVAZIONE "NON SAPEVANO DI STAR COMMETTENDO REATO!!!"
La cosa (perchè di cosa si tratta; un vero essere umano non l'avrebbe mai fatto) più scandalosa è proprio il giudice (con la minuscola, essendo nome di cosa).
SENTENZA DEL POPOLO "TUTTI A CASA PER ACUTA DEFICIENZA MENTALE!!!" (dopo aver restituito il maltolto; tanto ai mentecatti i soldi non servono; l'hanno dimostrato proprio loro stessi).

1-set-2015 21.40
IN RISPOSTA AD UN COMMENTO NORDISTA PER UNA SCRITTA SGRAMMATICATA POSTA SULLA TORTA DA UN PASTICCIERE MERIDIONALE
Ma perchè prendersela; io di errori ben peggiori ne ho visti tanti anche al nord. Provate a girarvi le contrade del valdostano, le langhe piemontesi, la bassa bergamasca e padana, le avvinazzate campagne venete, le mulattiere del trentino, e di leggere i cartelli esposti nelle pubbliche vie; vi verrà talmente da ridere da farvi accompagnare al più vicino pronto soccorso; diagnosi "riso a crepapalle acuto", anche per chi ne è privo. Ohps, anch'io ho commesso un errore, ho scambiato una "e" con una "a". Sempre italiani siamo, fratelli!

4 settembre alle ore 22:30
ALL’INDEGNO SINDACO DI ROMA PER AVER FATTO COME SCHETTINO
Marino, se non ti vergogni da solo, dimmi ma almeno hai vergogna davanti a tutti? Qualunque altro essere vivente, non solo l'umano, si sarebbe andato a nascondere nel posto più buio per illuminarlo col proprio incandescente rossore.

venerdì 4 settembre 2015 h 19:51
A MIA FIGLIA CHE HA CONDIVISO UN POST SULL'OSPITALE ISLANDA
Antonè, il problema, papà, non è che l'Islanda voglia ospitare più profughi, ma se l'Islanda ospiterebbe più profughi delle proprie possibilità. Se hai una casa, un tavolo ed un portafoglio che possono permetterti di ospitarne 10, 15 al massimo, permetteresti scriteriatamente di accettarne mille col rischio, non solo di lasciarli morire di fame e di morirne pure tu, ma anche di accendere pericolosi focolai di rivolta con le tragiche conseguenze che ben si possono immaginare col solo buon senso. Ma possibile, io mi chiedo, che di quei baccucconi (nel senso di vecchie teste rimbambite, piene di legno fino, e di ogni età) dei politici, dei personaggi e giornalisti di carta e tv, dei cantanti, attori e intellettuali, tutti con sostanziose ricchezze certificate, messe insieme con i soldi del Popolo, oltre che produrre solo e soltanto fiato malsano dai loro gonfi otri addominali, ma possibile che nessuno, proprio nessuno si sia mai offerto di ospitare qualcuno di quei profughi a casa propria (salvo che sfruttarli come servitù sottopagata)? Non è più che sospetto il loro comportamento? Si ergono a paladini dei profughi, ma di concreto c'è che devono stare più alla larga possibile dai loro salotti, sempre pagati con i nostri soldi. Se questo è l'effetto che la ricchezza sortisce, io sono felicissimo di non essere ricco. I tanti soldi danno alla testa. E' risaputo; infatti i delinquenti si ammazzano tra di loro per i soldi.

venerdì 4 settembre 2015 h 21:13
a cettina tomasello
Vito Petino Riguardavo le amicizie, eliminando quelle che avessi accettato per errore. Capita. Al tuo nome ho avuto un sussulto e, prima che il dito pigiasse, ho voluto approfondire. Mai esitazione è stata più benigna: tutta quell'arte raccolta nel museo del tuo animo mi ha estasiato. E mi sono fermato. Sono gli animi come il tuo che salveranno il mondo.
Cettina, il grazie è tutto per te nell'avermi reso così leggero da toccare il cielo con quell'arte alata.

Alex Zanardi
Vito Petino Ale, sei di una forza ultrasonica; voli con la facilità degli angeli. Io, nonostante le ali, non sono riuscito a staccarmi una sola volta dal suolo. Ho provato col calcio, col canto, con cinema e tv; presidente di associazioni civili e vice di una cattolica; candidato a camera prima e senato poi. Ho scritto nove romanzi, tutti incompiuti per mancanza di sponsor; geometra per una vita. Insomma, non ho mai concluso nulla. L'unica, per me, cosa preziosa che ho realizzato, quella di aver cresciuto, insieme alla mia meravigliosa moglie e loro straordinaria mamma, sei bravissimi ragazzi (il maggiore ha un anno più dei tuoi), ottimi lavoratori, che mi hanno dato quella felicità cercata invano per il mondo, facendomi diventare nonno. Ah, se avessi avuto un sol frammento infinitesimale della tua forza d'animo. Ti seguo sempre in tv ed aspetto con ansia di rivederti al più presto, per continuare a sorbire quel tuo magico fluido tanto lenitivo per i pochi anni che mi restano. Sarai sempre il benvenuto virtuale in casa mia. Un abbraccio paterno.

18-set-2015 20.19
vito petino e i calcoli per acquistare una maglietta
Da nessuna parte; papà e mamma ti hanno dato 50 euro a testa per un totale di 100; in pratica l'euro falsamente mancante è da sottrarre e non da aggiungere, così si hanno 97 euro spesi e 3 di resto; 1 a testa ai tuoi e 1 in tasca tua che, se lo suddividi tra papà e mamma, in realtà ti avrebbero dato 48,5 euro a testa; è il classico problema di falsa logica. Ovvero, la matematica e le sue illusioni ottico-cerebrali. Ciao, zio.
Risposta di Vito: Grande zio

mercoledì 7 ottobre 2015 h 13:51
albert einstein
Vito Petino Peccato, Albert, non essere vissuto ai tuoi tempi; ti giuro che per te sarei stato disposto volontariamente e da vivo alla donazione di organi; ti avrei donato con tutto il cuore il mio cervello!!! ??? ...

mercoledì 7 ottobre 2015 h 14:13
la ricchezza è aprire gli occhi e guardare i giorni che abbiamo davanti
Vito Petino E' vero, zio; ma quando, come me, i giorni che ho davanti sono pochi, mi conviene guardare dietro per vedere la mia ricchezza.

mercoledì 7 ottobre 2015 h 14:28
adorazione e odorazione di morandi e baglioni
Vito Petino Ciao zio, io non li "odoro" più perchè puzzano di vecchiaia, e mi basto già io.

8 ottobre
Ma qualsiasi male non riesce mai a cancellare la gioia per il bene fatto (detto barese dei ragazzi della 5a C geom 1971). Ciao Bruno.

8 ottobre
Vito Petino ha commentato la foto di Ulisse.
E' l'ennesima riprova che il presente è figlio del passato, ed il futuro suo nipote.

sabato 10 ott 2015 h 14:13
a proposito di pd e 5 seghe di roberto lavalle
Vito Petino Guarda che non è suo perchè acefalo. In compenso ha dimostrato di saper usare molto bene l'attrezzo da falegname con la bocca. Naturalmente ha dimenticato che quella S, per una questione di decoro, l'hanno elisa proprio dal vecchio PDS che a Firenze era noto come il Partito Dei Segaioli.

13 ottobre
Vito Petino ha commentato il post di Robby Bellastoria.
In uno grasso ci puoi anche trovare un palestrato, ma in uno magro come me ci trovi certamente 206 ossa sbalestrate. Ciao, zio.

Data: Mer, 14 Ott 2015 23:37
lettera ringraziamenti a Carlo
Vito Petino a ‎Carlo Petino
Carissimo Carlo, sono contento che la lettera di ringraziamento ti sia piaciuta. Ma avendo già provato la solidità della tua amicizia, sento come un piccolo tradimento per averla inviata anche a te in maniera molto condensata. Ho dovuto usare tale soluzione per ritegno e dignità personali perché, pur riconoscente ed obbligato di conseguenza al ringraziamento dei diretti interessati, non mi andava di rendere pubblici fatti così intimi della mia famiglia. Ma ho subito capito che con te avevo sbagliato. Però rimedio subito inviandoti la lettera per intero. Solo un amico come te può capire cosa ho passato negli ultimi 19 mesi, senza giudicare me e mio fratello in maniera negativa. Voglio solo premetterti che i guai per mio fratello sono cominciati tanti anni fa quando assunse come segretaria nel suo laboratorio di odontotecnico una donna sposata e con un bambino, facendolo passare poi per figlio di mio fratello e non del marito. Tutto ciò per attirarlo a sè dopo aver visto il fiume di soldi che mio fratello guadagnava. Eccoti, dunque, la versione integrale della mia supplica alle autorità per salvare mio fratello che in 19 mesi è passato da un armadio di un metro e novantacinque di altezza e 120 chili di peso ad uno spaventoso attaccapanni di appena 65 chili.
Data: Gio, 15 Ott 2015 11:19
Carlo a lettera ringraziamenti
Carlo Petino Cosa dirti....sei una lezione per tutti....anche per me...pur se non mi trovo e non mi sono mai trovato nelle tue (vostre) condizioni..... Mi resta solo da scriverti BRAVO...resta sempre così.
Data: Gio, 15 Ott 2015 19:24
risposta a Carlo
Vito Petino Devo solo aggiungere che questi sono i risultati della legge sul femminicidio, giustissima e necessaria senz'altro, ma a volte interpretata male dai Giudici che non sanno individuare in alcuni casi chi sia la vera vittima; saranno anche pochi, ma casi in cui la donna è il boia e l'uomo il capro da immolare ve ne sono pure. Dopo tante angherie subite, mio fratello ha perso la pazienza dando fuoco a quella che per lui era il simbolo delle sue sofferenze, la camera da letto. In quel momento la moglie era nel bagno quindi nemmeno presente in loco, tant'è che al primo fumo è stata sveltissima ad uscire nelle scale, mentre mio fratello, tentando di spegnere le fiamme, ha rischiato lui di rimanere bruciato o asfissiato. Ma i cattivi interpreti della legge lo hanno accusato di tentato omicidio. Ma si può uccidere con un po' di acquaragia una persona dieci metri distanti e che in pratica non ha subito nessun danno, nemmeno quello della breve paura? Ecco ciò che in un attimo è costato a mio fratello 19 mesi di sofferenze, con la conseguenza che, soprattutto per l'immediato senso di colpa, ha cominciato a non mangiare più, facendoci temere il peggio. Mentre la moglie, nelle sue dichiarazioni durante tutto questo brutto periodo, non ha fatto altro che dire anche a nome dei due figli, "Ce ne siamo liberati senza sporcarci le mani". Basta. Scusami, Carlo, ma non voglio più affliggerti con le mie sofferenze personali. Spero solo di tornare ad essere quello di prima. Ciao.

16 ottobre Canone TV in bolletta luce
Vito Petino ha commentato il post di Antonio Rizzo.
E chi non riesce a vederla perchè fa proprio schifo, che caaa...none deve pagare?
Vito Petino ha commentato il post di Antonio Rizzo.
Mentre i ricchi col fotovoltaico non pagheranno una ci...nghia, come dicono in Sicilia.
Vito Petino ha commentato il post di Antonio Rizzo.
Sì, perché hanno un contratto Enel per vendere corrente e arricchirsi di più. Al di là del faceto, in verità il canone non si deve pagare perchè è un vero furto, dopo i tanti soldi che già ci fregano con la pubblicità: la Rai fa pubblicità e incassa, le aziende caricano le spese della pubblicità sui prodotti e alla fine chi è a pagare per tutti i ladroni? Il solito milite ignoto.

17 ottobre Canone TV in bolletta
Vito Petino ha commentato il post di Rocco Cosoleto.
corrieredelmattino.altervista.org
Che brutta fine il PD (estratto venefico di DC e PC elidendo le C), per decenni ha lottato con la chiara intenzione di prendere il posto della DC, e l'euforia per averlo conquistato ha talmente accecato ex DC ed ex PC che non si sono accorti di averne ereditato tutti i difetti, tutti i reati, tutti i fallimenti (dai loro nonni cravattari); non solo, ma hanno fatto di "meglio" incrementando quella eredità da malandrini, per portarla ad altissimi valori immorali.

Edito  a  Bari il 22.9.2016