lunedì 26 settembre 2016

MALEDETTO TOSCANO
(ovvero Inno dei non fumatori)
 Maledetto toscano. Maledetto te e i tuoi simili. In breve tempo, entrando nella mia vita, ed in quella di tanti altri hai distrutto idee, speranze e voglia di vivere; le tue suzioni hanno sorbito ogni energia vitale, svuotando l’ottimismo delle future generazioni. E chi poteva immaginarlo! Chi? Che una insignificante foglia secca potesse fare tanti danni; una foglia secca propinataci dai mass media come fresco elisir contro i mali che già ci affliggevano, illudendoci ancora una volta. Eppure ci avevano assicurati che fossi un rimedio innocuo, non venefico. Invece, il vacuo fumo che produci fa di te un assassino. Siam caduti nella brace dopo aver sofferto in tegamini, casseruole e padelle. Certo non è tutto tuo il “merito”; altre mani, mani diaboliche, ti hanno confezionato per il proprio arricchimento, ti hanno introdotto nel nostro sistema, a guisa di dittatore-marionetta, grazie anche ad effimeri collaboratori, nient’altro che schegge infuocate di inutili sostanze, producendo come te fumo, cenere ed inquinamento nel nostro organismo. Hai cominciato col toglierci quell’aria pura che ci ossigenava il sangue. Hai svuotato le nostre sostanze finanziarie, riducendoci alla Caritas! Quale novello Nosferatu hai morso le nostre monete per succhiarti il sangue delle nostre fatiche e riempire così le casse dei tuoi produttori. Hai avvelenato le nostre esistenze. Hai stravolto la natura delle cose, pubbliche e soprattutto private. Non ti permetterò di fare danni ulteriori e, vista la situazione, irreversibilmente più deleteri per la nostra già precaria salute. Anche perché, alla fin fine, non produci altro che cenere. Ce n’è voluto per capirlo; ma spero che anche gli altri capiscano l’inutilità della tua volatile sostanza, abbandonandoti per il bene del nostro Paese. Non ci vorrà poi molto a trovare linimenti migliori per risollevarne le sorti. Che tu sia maledetto, toscano snaturato; e per dimenticarti più facilmente, ti ho messo, spento per sempre, nel posacenere della scrivania, a mo’ di contrito promemoria. Basta! Ho fatto un voto. Da oggi non ti fumo più.

Edito  a  Bari l’11.12.2015


LETTERA DI RINGRAZIAMENTI
Ho importunato autorità e privati con la mia supplica per portare a loro conoscenza le disumane condizioni di salute in cui versava mio fratello Antonio, dimagrito a tal punto da far temere il peggio. Ora che finalmente l’intervento, o gli interventi di più persone gli hanno ridato la libertà, sento immediato l’obbligo di ringraziare con il sentimento più profondo tutti coloro ai quali ho inviato la mia lettera, in primis Presidente della Repubblica e Ministro della Giustizia. E a seguire ringrazio con lo stesso sentimento: Presidente del Tribunale di Bari, Direttore del Carcere di Bari, Presidente Regione Puglia, prof. Rossi, garante dei diritti dei detenuti, avvocato De Palma, difensore di mio fratello, le redazioni dei quotidiani La Gazzetta del Mezzogiorno, Corriere della Sera, La Repubblica, Il Giornale, Rai 3 TGR Puglia, padre Dante Leonardi, responsabile dell’associazione di volontariato Nuovi Orizzonti Centro San Nicola Vita che rinasce di Bari Torre a Mare, le Associazioni Libera, Casa Betania di Terlizzi, Comunità Oasi San Francesco di Trani, Caps di Bari, Centro Accoglienza Nord-Est di Cuneo, Giudice, Pubblico Ministero e avvocati difensori della controparte che non si sono opposti alla scarcerazione, e per ultimo ma non certamente ultimo, il carissimo Onofrio Introna, amico sin dalla nostra età più verde, che ci ha immediatamente offerto tutta la sua solita signorile disponibilità innata. Avevo visto giusto sostenendo nella mia petizione che Tonino non sopportava un regime di vita tanto costrittivo; mio fratello non è un delinquente abituale, per cui ha risentito molto del senso di colpa per ciò che in un attimo di obnubilamento aveva fatto, senza però procurare male a nessuna persona, se non il solo danneggiare cose ed oggetti di casa. Ma vanno ascritte a sua enorme attenuante tutte le pesanti offese che da tempo era costretto a subire, sino a colpirlo gravemente nella sua più intima dignità di uomo, così come lui mi ha confidato più volte negli ultimi tempi. Cosa lo abbia reso tanto abulico da quell’intraprendente odontotecnico che era non riesco proprio ad individuarla. Conosco Tonino meglio di chiunque altro, anche di chi gli è vissuto accanto per oltre 25 anni; gli ho dovuto fare quasi da padre quando, io vent’anni lui undici, abbiamo perso il nostro di padre; un padre che a noi fratelli più grandi, e più fortunati, ha saputo impartire un’ educazione ed una moralità altamente spartane. Ricordo come fosse oggi l’episodio che ci spinse a dargli l’appellativo di stampo medievale “il gigante buono”. Tonino, con nostro fratello minore Angelo, volle accompagnarmi con la sua auto in un viaggio di lavoro; giunti in un grande rondò alla periferia di Bologna, ci accorgemmo di un'altra auto che aveva preso fuoco; in tanti ci fermammo a guardare ipnotizzati dalle fiamme; l’unico che ebbe coraggio e riflessi pronti fu proprio lui; armato di estintore preso dalla sua auto, si precipitò verso l’auto sinistrata rompendo con lo stesso estintore il vetro della portiera di guida e traendo in salvo una donna semiasfissiata, e come se nulla fosse con la massima calma provvide poi anche a spegnare l’incendio; alle prime pacche sulle spalle con l’estintore scarico ancora tra le mani, ci segnalò di entrare in macchina, partendo a velocità sostenuta  per evitare quei complimenti che sempre lo mettevano in imbarazzo. Quindi, avevo visto giusto che per far tornare mio fratello, almeno parzialmente, a quello stato fisico per cui in famiglia lo avevamo definito “il gigante buono”, con quella stazza da pivot che già si è ritrovata sin dai suoi quindici anni, l’unica soluzione era quella di ridargli la libertà. Infatti, la riprova la si è avuta addirittura in meno di ventiquattr’ore quando, nel fatidico primo ottobre scorso, ricevendo l’ordine di scarcerazione, ha immediatamente preso otto chili, passando dai 65 chili che lo rendevano del tutto simile ad un ligneo attaccapanni ambulante, ai settantatrè che gli ridavano almeno una parvenza molto più umana. Ma soprattutto uno sguardo talmente vitale da cancellare in pochi istanti quella spenta luce che i suoi occhi emanavano da ben 19 mesi, in quella che ho sempre ritenuto una punizione eccessiva per uno come lui. Alla fin fine hanno sbagliato in due ed a pagare è stato solo mio fratello. Comunque, Tonino è rinato quel primo ottobre. Un vero miracolo. Miracolo ascrivibile a tutti quegli amici cui mi sono rivolto e più su menzionati. Ora voglio parlare direttamente a mio fratello per spiegargli dopo oltre 25 anni un certo nostro comportamento assunto all’epoca. Tonino, dopo i primi nove giorni trascorsi da uomo libero, anche se trascorsi nel Policlinico per rimetterti, la pietra miliare della tua nuova vita è segnata 10 ottobre 2015 ore 14, momento in cui sei stato dimesso acquisendo finalmente la totale libertà. Grazie anche al tuo bravissimo figlio Vito che, accettando di ospitarti a casa sua, ti ha evitato altri dispiaceri permettendoti, con quel treno preso ieri sera alle 23 per raggiungerlo, di riannodare quei fili violentemente spezzati 26 anni fa con la tua famiglia originaria. Da padre, capisco il dolore che provi nel lasciare qui a Bari altri due figli ma, come ti spiegherò in seguito, fanno parte delle innumerevoli incomprensioni che accadono in ogni famiglia. Ciò che mi preme chiarire dopo tanti anni è la presa di posizione mia, dei tuoi fratelli e di altri familiari. Hai capito il perché del nostro prendere subito le distanze da quella tua sciagurata scelta? Non perché ce l’avessimo con la tua seconda compagna, ma per l’essere stati traditi negli affetti fraterni e di amicizia quando si è scoperta la vostra tresca alle nostre spalle, tramata con una finzione ed una recita degne dei peggiori personaggi kafkiani. Nelle tante manifestazioni organizzate e trascorse insieme (festività civili e religiose, gite, vacanze), ognuno di noi di tanto in tanto introduceva nella comitiva nuove amicizie, che durano ancora oggi. Non era mai successo nel nostro gruppo, composto da tanti giovani nuclei familiari tutti amici tra loro, che ci si rubasse mariti o mogli. Provate ad immaginare, dunque, che colpo ci avete inferto quando è venuta fuori la vostra storia. L’esperienza di noi più grandi ci ha quindi suggerito di prendere subito le distanze da voi. Non poteva venir fuori nulla di buono da quella torbida faccenda, e ti dico il perché. La vostra incosciente leggerezza vi ha fatto dimenticare totalmente quante persone avrebbero sofferto per quella vostra decisione sciagurata. La vostra apparente leggerezza ha letteralmente schiacciato tante vite: tu, capace di trascurare completamente tua moglie ed i tuoi tre figli, i tuoi fratelli, cognati e nipoti; lei, capace di rigirarsi nel manico l’ex marito, il figlio, quei poveri anziani genitori e tre fratelli, pur di costringerli ad accettarti nella loro famiglia; e alla fine s’è rigirata anche te, sino al punto di infischiarsene altamente che il tuo arresto avrebbe macchiato in modo indelebile lei ed i suoi figli prima di tutto, non pensando che la pubblica opinione fa presto ad etichettare le vittime di casi simili col marchio di “moglie di carcerato” e “figli di carcerato”; e di conseguenza estendendo l’insulto anche agli incolpevoli suoi genitori, a sorelle e fratelli tuoi e suoi; ingiuria insopportabile per quelle che sono state le innocenti vittime della vostra superficiale passione, i vostri cinque figli. Ecco ciò che rimane del vostro preteso “grande amore”, un immenso cumulo di cenere dopo il pauroso fallimento. In verità dovevano essere ben altri gli interessi che vi hanno legato e che soltanto voi due conoscete. Con gli anni ho anche capito il rifiuto della tua seconda compagna in risposta all’invito di partecipazione al matrimonio di mio figlio Bepi; invito che, molto esplicitamente, sottintendeva solo l’intenzione di spezzare una lancia in vostro favore; in fin dei conti stavate insieme da tanti anni, hai cresciuto suo figlio per oltre 25 anni. Avevate avuto anche una figlia insieme, l’unica nipote che non ho potuto veder crescere fra noi, raccontandole dei miei genitori, dei suoi nonni paterni; l’unica dopo mia figlia Rosa che porti il nome di nostra madre, e se la tua compagna ha accettato di chiamarla così, è l’inequivocabile segno che ci teneva alla tua famiglia, altrimenti avrebbe rifiutato. Penso che lei abbia deciso di non partecipare al matrimonio di Bepi per timore di tenere lo sguardo sempre basso nei nostri confronti, a causa del troppo pesante senso di colpa; vergogna di affrontarci dopo tanti anni, insomma. Ma posso rassicurarla che mai avremmo rivangato un passato ormai immutabile; l’avremmo accolta come una sorella. E col tempo saremmo stati felici di conoscere i suoi genitori e i fratelli. Anche se il padre me lo hai presentato quand’ero presidente dell’Assi Casa per un problema di manutenzione Iacp, non lo ricordo bene dopo i tanti anni trascorsi. Ma ciò che più mi addolora è la sorte dei due ragazzi rimasti a Bari; due nipoti per i quali mi rendo disponibile se avessero bisogno di consigli o di conoscere meglio le loro radici paterne; e se respingono questa mia offerta per motivi molto giustificabili, possono farlo da soli andando sul sito www.tinodabari.blogspot.com dove troveranno la storia bimillenaria dei Petino che ci appartengono. E se il ragazzo, pur rimanendo tuo figlio avendolo cresciuto per ben 26 anni, dovesse essere figlio naturale del caro amico Franco che abbiamo trattato tempo fa e che gli ha dato il cognome, quell’amico che rivedo volentieri e spesso in un filmino che conservo della Pasquetta 1989, fate un atto di carità cristiana rendendo i suoi diritti a quel padre offeso e le sue sacrosante radici al ragazzo. Ti avevo sempre detto di dare certezze a quel figlio con l’esame del DNA, e se è tuo, cambiategli cognome; caso contrario lasciategli il cognome del padre vero, che d’altronde è anche un nobile cognome, senza costringerlo ad una vita priva di quella basilare certezza che per ogni essere sono le proprie radici. A questo mio consiglio hai sempre opposto motivi finanziari; ma potevate ben vendervi un auto delle tante che avevate per una causa così vitale per il ragazzo; io lo avrei fatto senza alcun indugio. Comunque gli vorrò sempre bene, io; per me continuerà ad essere quel nipote che già avevo annoverato fra gli altri. Ricordo ancora una indelebile discussione che un giorno abbiamo avuto davanti alla Cariplo e di fronte a Sant’Antonio quando, ad una mia precisa accusa sui tuoi errori,  ribattesti in tono ricusatore “ … e tu che hai fatto …” permettendoti di paragonare la tua ingarbugliata situazione con la mia limpida ed esemplare, visto che io ed Alice siamo insieme da 45 anni, legati da un sentimento tanto intenso oggi come lo era allora; e i nostri figli, tutti Petino, sino ai 25 anni in media sono sempre vissuti sotto il nostro stesso tetto; hanno lasciato casa ognuno nel momento in cui ha deciso di crearsi autonomamente la sua famiglia con il proprio compagno o compagna; incomprensioni ce ne sono sempre e dappertutto, però con l’Amore profondo e sincero tutto si supera. Ma se manca l’amore è fallimento totale …

                                                                                  tuo fratello vito.

Edito  a  Bari il 12.10.2015

LA LEOPOLDA
(Summit per il risanamento delle bische clandestine autorizzate)

L’evolversi della caduta morale delle banche italiane, che col passare del tempo supera uno dietro l’altro nuovi infimi record, raggiungendo ad oggi abissi tenebrosi, ha una storia ultracentenaria, avendo inizi quasi contemporanei allo stesso sorgere dei primi istituti di credito, nel periodo unitario. Già a fine ‘800, sotto il governo Crispi, vi fu lo scandalo della Banca Romana. Salto il ventennio, proprio per non parlare dello spudorato contributo dato dalle banche degli industriali alla fondazione e affermazione del, tutto sommato, infausto regime. Comunque, sino a quel momento i disastri bancari non coinvolgevano le classi più deboli, condannate com’erano a secolare indigenza cronica. I guai per il Popolo dei lavoratori cominciano proprio con l’avvento della Repubblica. Intuendo che rubare al ricco, a chi avesse dimestichezza col denaro e disponesse di energico deterrente legale, fosse poco facile ma molto rischioso, che ti fa la maggior parte delle banche. Cominciano a battere tutte le vie cittadine italiane con la grancassa degli investimenti “sicuri” alla portata di tutti, anche di semplici salariati, calcolando furbescamente che la massa di denaro dei piccoli risparmiatori fosse molto più ingente di quella di più ricchi messi assieme. Ma soprattutto, che il risparmiatore minuto, con i suoi pochi e sudati spiccioli, non avesse forza sufficiente a far valere i propri diritti per via giudiziaria. Senza mettere in conto, inoltre, le amicizie che contano in ogni settore della vita pubblica del Paese a protezione di istituzioni truffaldine. Infatti, sino ad oggi non c’è mai stata sentenza che restituisse il maltolto ai poveri derubati. Gettata la rete, hanno arraffato a man bassa il ricco pescato ripulendo, da irresponsabili e senza controllo alcuno, i conti dei risparmiatori che, fiduciosi, glieli avevano dati da gestire. E passiamo ad esaminare soltanto gli scandali continui degli ultimi anni, che tante vittime innocenti hanno mietuto. Gelli, Calvi, Sindona, Ior, Banco Ambrosiano, Monte dei Paschi di Siena; e sino alle ultime banche salvate dal governo Renzi, tra cui quella dell’Etruria, spingendo alla disperazione chi ha visto ridurre la propria vita, e quella dei propri congiunti, in miseria da un giorno all’altro. E tralascio per il momento di accennare a tante altre banche sul filo del fallimento. Altro che strumentalizzare le morti, messer Renzi; nel tuo caso il morto che ti ritrovi fra le braccia ha tanto di nome cognome ed età, importo truffato e numero di parenti affossati nel dolore; senza considerare che, comunque, in tutte le famiglie coinvolte in crack bancari, la disastrosa situazione economica che ne consegue costringe tanta gente a un’indigenza impensabile ed imprevista, dopo i sacrifici fatti per una vita; indigenza, che in molti casi sfocia in vera e propria miseria, causata esclusivamente da autentici delinquenti, protetti come sempre da politici irresponsabili. Un classico omicidio di stato quello che ha portato al suicidio il povero Luigi. L’omicidio di stato non è solo quello che in epoche meno civili , in quanto a diritti, spingevano individui prepotenti ad ammazzare con pugnali o veleno. Tale omicidio, oggi, si realizza semplicemente azzerando le sostanze vitali di un ignaro cittadino. E in casi estremi, per salvarsi da fallimenti certi, molti istituti di credito emulando l’araba fenice, sono sorti a nuova vita da quelle stesse ceneri di carta straccia in cui avevano ridotto i risparmi del povero cittadino. Spariti così Credito Italiano, Banco di Roma, Cariplo, San Paolo, Cassa di Risparmio di Puglia, sono apparse Chebanca, Unicredit, Ubi banca, Banca Intesa, Carime, giusto per farne degli esempi. Voi politici, per ogni scandalo che vi scappa dalle mani danneggiando il Popolo, siete sempre pronti a trincerarvi, cinicamente, dietro gli evanescenti paraventi della strumentalizzazione, del populismo e della effimera maggioranza posseduta in parlamento, proprio come ha fatto la simpatica, la bella, l’attraente ministra Boschi. Così affascinante da essere sprecata e quindi inutile nel ruolo politico. Con la sua conturbante bellezza avrebbe raggiunto fama internazionale, alla stregua della celebrata Cleopatra VII, e traguardi economici molto più cospicui che raccattare “miseri” spiccioli in ambito politico e “miserande” mance da attività usuraie come le bancarie. Avrebbe condotto vita da regina con ricchezze proprie, invece che una vita a “servire” i cittadini e dipendere, con tutta la sua famiglia, dai loro sudati salari. E soprattutto senza trincerarsi dietro l’ormai lisa e maleodorante “pezza” della “maggioranza in parlamento”, con cui tanti reati si cerca di coprire inutilmente. A tanto si è arrivati nel nostro maltrattato paese. All’immorale convinzione che una maggioranza possa cancellare reati gravi come il furto, la truffa, la corruzione e quant’altro di losco accade in sedi istituzionali, in cui a ben altri supremi intenti si dovrebbe mirare. Siamo al punto che i furti si depennano con la “maggioranza in parlamento”; che i ladri siano assolti con la “maggioranza in parlamento”, peggio del camorrista all’interno della propria cosca. Certo, servirsi di una delle perle della democrazia, che fa dell’espressione di maggioranza il perno principale su cui reggersi, al solo scopo di rimescolarla nel pastone per porci con cui nutrire la pubblica opinione, è quanto di più vomitevole esseri spregevoli possano concepire. Ma la gente intelligente quel pastone non lo accetta mica. D’altronde, non ci si può aspettare altro da uno stato che, per risolvere la crisi, istiga la gente a puntare tutto su giochi immorali; sui grattaevinci, sulle schedine e sulle scommesse clandestine. Logico, poi, che le banche diventino veri e propri casinò, se non addirittura bische di stato, in cui gli sprovveduti risparmiatori, mal consigliati, si giocano la vita. A questo punto, inoltre, visto che depositare in banca i risparmi non dà più frutti ma solo costi, e dopo aver chiesto a tutti voi cittadini se siete disposti a chiuderle per sempre queste bische clandestine legalizzate, l’unico consiglio è “Ritirate tutti i risparmi affidati alla banche e tornate ai vecchi sistemi del “materasso” e del “mattone”; tenetevi i risparmi in casa. E’ proprio quello che già fanno molti grandi evasori e grossi calibri della malavita. Dove pensate che questi fior fiore di delinquenti nascondano il malefico frutto delle loro sporche attività? Nelle banche? E mica sono scemi! Ma voi, in fin dei conti, lasciate che a servirsi delle bische di stato siano solo i più ricchi, che possono permettersi di scannarsi a vicenda. Alla stregua delle banche, l’altra grande truffa di stato sono le assicurazioni auto, di cui esternerò in altro tema. Guarda caso in entrambe sono tanti i politici che detengono grosse quantità di azioni. Che i cittadini vengano, come accade di continuo, abbandonati a se stessi, senza che il parlamento ne tuteli i diritti, è la logica conseguenza dell’abnorme conflitto di interessi creatosi nelle attuali e inelette classi politiche, sostenute dai loro degni complici, sempre nascosti dietro le quinte a tramare e muovere i fili dei burattini che si esibiscono in quello stesso parlamento. Al pari della storica dinastia dei Pipinidi (Pipino III esautorò i re Fannulloni con furbesche blandizie), questa classe politica, usurpando il potere della sovranità che la nostra costituzione sancisce, da maggiordomi o maestri di Palazzo, si sono autoproclamati regnanti, invece che rappresentanti, o come ne prevede il ruolo, servitori del Popolo, rimestando di proposito e continuamente l’apparato legislativo, proprio per renderlo incomprensibile e del tutto assoggettato al suo personale tornaconto. E per meglio distoglierne l’attenzione dei cittadini, si serve della droga di stato, ammansendoli con sport, televisione ed amenità simili. Non ne caveremo mai nulla in nostro favore se non ci si libera dai predetti narcotici; solo così si potrà ribaltare energicamente e per sempre il corso della storia modernissima, perché la moderna è superata da un bel pezzo. In alto ci si deve ormai rassegnare che la storia oggi viene fatta dalle classi lavorative a reddito fisso, che tanto hanno patito la secolare prepotenza di chi è ricco senza meriti. E per fare più in fretta, la prima conquista da realizzare è quella della moneta magnetica nominativa che, in un colpo spazzerà via evasori, delinquenza associata, politici corrotti, piccola delinquenza, permettendo a tutti di conseguire quella naturale felicità che la nostra costituzione non prevede, ma che spetta ad ogni cittadino per il solo fatto di venire al mondo. Perché solo senza i delinquenti si può essere felici, per i molteplici e ovvi risvolti positivi, finanziari, civili e sociali che ne conseguiranno. Verranno poi da soli altri vitali diritti, quali alimentazione, abitazione, lavoro, libertà, ambiente sano, assistenza sanitaria, denaro quotidiano; insomma, parità globale in ogni umana caratteristica psicofisica. Tutto questo è realizzabile se ogni cittadino non spreca, come sino ad oggi è stato fatto, la moneta più preziosa che si ritrova totalmente gratuita nelle mani, il proprio voto. Adoperiamolo con intelligenza e parsimonia, anche se non ci è costato la minima fatica. E’ con esso che potremo fare le leggi che vanno bene per tutti. Ad esempio, porre il limite di elezione a due soli mandati in ogni ambito territoriale, comunale, regionale, nazionale. Dal parlamento mai uscirà una tale legge; e allora che si fa? Sin dalla prossima tornata elettorale non bisogna votare i soliti nomi che bivaccano da una vita nelle sedi istituzionali, o su nomi indegni di essere catalogati quali esseri civili ed umani. Cancellateli dalla mente e proviamo con gente nuova. Utilizziamo l’unica arma decisionale di cui siamo in possesso, il referendum; firmate tutti per liberarci del vecchiume. Ci propinano liste preconfezionate, rubandoci il diritto di scegliere liberamente, volendo, anche un nostro vicino che sappiamo essere onesto, capace e che rappresenti realmente gli interessi del Popolo. Rifiutatevi di votare liste “ciambotto” preparate dai soliti partiti screditati, anche se cambiano di continuo sigle, loghi ed esaltati capi_cosca che, non più d’una decina, da sempre burattini sulle mani dei pupari dell’alta finanza internazionale, comandano a bacchetta gli altri 935 pupi e marionette del parlamento in modo da alzare o chinare la testa per il no o per il sì. Ricordarsi della estesa schiera di questi perfetti sconosciuti privi di qualsiasi iniziativa propria, scemi prima e ricchi a fine mandato, è arduo. Ve ne ricordate qualche nome? Io, dopo lunghi ed enormi sforzi mentali, non sono riuscito a trovarne uno.  Perciò, non buttate agli stenterelli il vostro voto. Valorizzatelo al massimo, più della stessa moneta che vi sudate quotidianamente. E un’altra cosa importante, che la smettiate di trattare le ideologie alla stregua delle malridotte bandiere calcistiche. Sì, certo; tutta colpa di un individuo che ha stoltamente creduto di mutuare tutto l’ambiente calcistico per trasfonderlo in ambito parlamentare, facendoci sorbire, ultras mentecatti, mercato del voto, panchinari inutili, arbitri venduti se non cornuti, assi drogati se non autentici bidoni, vessilli senza storia. Non dal tifo malarico dobbiamo farci contagiare, ma farci guidare dalla perfetta sanità mentale nelle scelte politiche che decidono della nostra vita. Se poi qualcuno in alto non è d’accordo, ce lo dicesse! Ci adegueremo ai loro costumi, emulandoli e superandoli in ruberie nel loro stesso teatrino del frega frega, allargato a tutto il paese; non è poi così difficile se hanno potuto farlo loro. E senza più scomodare adunate antistoriche in quella casa chiusa che voi giovani chiamate la “Leopolda”. Noi cattivissimi maschietti meno giovani la chiamavamo diversamente, secondo il proprio ambito territoriale e dialettale …

Edito  a  Bari il 22.12.2015


VERGOGNA ELIMINARE IL CROCIFISSO

1-dic-2015 15.15
Alessandra Pezzo Ieri alle 15:15                                                                                                                                             Ufficiale dal 2016 abolito il Crocifisso nei luoghi pubblici, pena multe fino a 5.000 Euro. Scandalo.  “Quando andiamo noi nei loro paesi dobbiamo sottostare alle loro usanze”!
Silio Andronaco  Magari fosse vero! I luoghi pubblici di uno stato LAICO non devono favorire una specifica religione. Siamo o non siao contro i privilegi? Beh, in Italia il cristianesimo, specie quello cattolico) è privilegiato, in caso non ve ne siate resi conto.
Silio Andronaco  No, non ci siamo capiti... il problema non è "quando andiamo nel loro paese", ma la prevaricazione che tutti i non credenti subiscono anche qui, nel nostro paese, da parte di quei gruppi di sedicenti "cristiani" che pretendono che la LORO religione abbia un posto speciale nella NOSTRA cultura. Ma vi credete davvero tanto diversi dai musulmani? Ma dai! :D Ed è proprio perché vogliamo che in questo paese sia diverso da com’è in quei paesi di cui voi stessi vi lamentate che chiediamo che, -almeno qui da noi!-, non ci sia un gruppo religioso che imponga i suoi principi e persino i suoi simboli religiosi su tutta la società.
2-dic-2015 10.34
Vito Petino Ecco i mali derivanti dal non conoscere la Storia. Senza il Cristianesimo non esisterebbe uno stato chiamato Italia, e quindi non esisteremmo come italiani. Così come non esisterebbero tanti altri stati moderni. Anzi vado oltre, non esisterebbe nemmeno la religione mussulmana, diretta creatura sorta circa 650 dopo in contrapposizione proprio al Cristianesimo; come non esisterebbero gli stessi luterani, protestanti, altre congregazioni e testimoni eterogenei, e via raccontando. Piuttosto, sono sempre stato del parere di eliminare il lugubre crocifisso come segno della Cristianità, e sostituirlo con il Cristo risorto, immagine molto più tangibile nel rappresentare lo spirito del Cristianesimo; vera prosprettiva di Pace in Terra e del mondo Ultraterreno, almeno per noi fedeli.
Silio Andronaco Già... come se per fare l'Italia non fosse stata necessaria la breccia di Porta Pia!
Vito Petino Ma tutto ciò che viene dopo quell'atto d'amore di 2015 anni fa (lascio perdere i 4 o 5 anni in più o in meno, i calendari giuliano e gregoriano ed altri refusi storici che non cambiano la sostanza della nostra fede), non è altro che conseguenza temporale in cui si è formato il mondo così com'è oggi. Un mondo malvagio che ha messo da parte la fraternità cristiana predicata da Cristo. Non sono chiesastico, anzi sono contro quella chiesa dietro cui tanti uomini malvagi si sono trincerati per esclusivo interesse personale, dando vita al viscido Potere Temporale, alle barbariche crociate insozzando il nome del Signore, alla più cruenta associazione a delinquere che è passata sotto il nome di Inquisizione, al vergognoso innalzare ai sacri altari autentici assassini facendoli santi, alle secolari guerre di religione che tante vittime innocenti continuano a disseminare e, proprio sull'infimo gradino delle umane turpitudini, ai preti amanti ed a quelli pedofili. Pretesi uomini di chiesa hanno prodotto tanto sudiciume; a loro di conseguenza si sono uniti politici arrivisti che, imitandoli nel dissacrato nome del potere, hanno confezionato il mondo attuale il cui DNA è intriso interamente di malvagità. Tutt'altra Chiesa è quella a cui io mi riferisco; una Chiesa fatta di uomini di pace, di gente d'amore il cui DNA è impregnato esclusivamente di quello Spirito che innalza gli uomini di buona volontà al Cielo.
7-dic-2015 h 19,43
Vito Petino e Gennaro Cozzolino hanno condiviso la foto di Bob Damb                                                Vito Petino E' il mio Signore, l'Unico; ma io preferisco vederLo rappresentato nella sua migliore immagine, quella del Cristo Risorto, la sola che dà l'idea della Vita e del Suo Infinito ... Propongo questa sostituzione d'immagine in tutti i luoghi pubblici Cristiani, l'Edificante al posto del funesto ...
 Edito  a  Bari il 7.12.2015

domenica 25 settembre 2016

SEMI DI PENSIERO … 7

10-nov-2015 18.42
Vincenzo Stellone‎ a Tutto Travaglio
Bastarde....
La figlia di Wanna Marchi: «Noi criminali? No, coglioni e cornuti quelli che ci davano i soldi …
Vito Petino Alcuni di quei ... cornuti (detto da due docenti universitarie di cornologia televisiva e reale), per vostra esclusiva colpa, non ci sono più; sapeste come vi stanno aspettando per vedervi nel rogo eterno a cui il Signore vi ha già condannate; l'aspetto lo avevate già qui in terra. Noi vivi, invece, ci accontentiamo di vedervi soffrire in questa valle umana e il più a lungo possibile, con la chiara speranza di trovarvi al più presto in cenci ad un angolo di strada; saremo molto meno cinici di voi, un po' d'acqua di stagno e un tozzo di pane raffermo non ve li negherà nessuno ... Noi non siamo come voi ... ma molto più caritatevoli di voi streghe ...

10-nov-2015 18.48
Vincenzo Stellone e Agostino Oliva hanno pubblicato qualcosa in 2 gruppi.
Boschi: se non cambiamo l’Italia torno a fare l’avvocato
A nome di tutti gli Italiani, inizia già a pensarci di tornare al tuo lavoro!!!
Vito Petino Statene alla larga! Specializzatasi in parlamento, sarà certamente una dei tanti avvocati delle cause perse ...

10-nov-2015 18.56
Giulio Adani‎ a Tutto Travaglio
questa notizia mi ha scosso molto...
Laura Ravetto torna single …
Vito Petino Anch'io non ho nessuno. Mi faresti da badante? Ho ottime credenziali, sono di Bari anch'io ...

10-nov-2015 18.56
Andrea Bortolotti ha condiviso la foto di La Minchia nel Pugno
Questa è Cristina Bertotti giudice …
Per colpa sua Ermes è morto di crepacuore, per essere stato condannato a 5 anni di carcere e ad un risarcimento di 135 mila euro a favore dei rom ladri.
Un giudice che premia i criminali è un criminale.
Vito Petino Ecco perché da oltre mezzo secolo vado propugnando l'elezione diretta dei Giudici. Così, quando sbagliano, noi cittadini possiamo liberarci dal male ...

10-nov-2015 19.37
Andrea Bortolotti ha condiviso il post di Gianfranco Nuzzo
ECCOLO FERRARA, SEMPRE AL SERVIZIO DEI RICCHI.
Vito Petino Ecco un Robin Hood rovesciato, alla mussolini in piazzale Loreto per intenderci, con i piedi al posto della testa. Come mai con tanto immenso intelletto dei lacchè di stato disponibile, i politici hanno mandato il Paese in malora? Proprio perché i lacchè non erano poi in possesso né di tanto, ma nemmeno di pochissimo intelletto, se non di quel poco di illecita furberia per accaparrarsi laute mance. Elargizioni pagate da me, da te e dai tanti cittadini onesti che, in una democrazia vera, se ne sarebbero liberati già da tempo. Io non sostengo nessun partito dell'arco extra e interno al parlamento. Sono un cittadino che da oltre cinque decenni propugna Onestà e Giustizia. Se il connubio si fosse realizzato, oggi tutto il Paese, anzi il mondo intero, sarebbe libero da simili cariatidi e felice. Ma non mi arrendo, come si dice, la speranza è l'ultima ... anche se dovessi essere io a morirne prima. Lascerò tale compito in eredità ai posteri. Pur di sapere realizzato questo mio sogno, son pronto a dare tutto me stesso ...

11-nov-2015 20.22
Andrea Bortolotti ha condiviso la foto di La Minchia nel Pugno
Le perle di un pirla. Alfano afferma che non conviene togliere ai ricchi perché son pochi.
Vito Petino Siete in pochi ma con i vostri artigli rapaci avete arraffato illecitamente il 90% della ricchezza del Paese; tassarvi quindi al 90% è un puro atto di giustizia ... Solo una equa distribuzione della ricchezza rende un Paese più civile, abolendo il 90% dei conflitti ... E voi pochi voraci Cresi vi sentireste lo stomaco più leggero, senza constringervi con l'olio di ricino che da tempo ci spingete ad ingollare a forza ... Attenti che il popolo è stanco dei vostri soprusi ... Angelino, in fin dei conti sei anche scarso in matematica; fatteli meglio e scoprirai che il 10% del 90% è di molto superiore al 10% del 10% … Scommetto che non ci hai capito nulla … Ho vinto, ho vinto !!! …

12-nov-2015 10.07
Rosario Palladino ha condiviso il post di Corriere del Mezzogiorno
IL "MIO" PONTILE A PANE E POMODORO
Vito Petino Rosario, bello l'attuale Panepomodoro, il nostro però, nel 1954, era più a sud proprio a ridosso del vecchio Lido Marzulli, con accesso dalla stradina limitrofa alla ferrovia, non essendo stata ancora realizzata la strada attuale a doppia corsia. Un caro saluto in memoria di quei tempi senza pensieri ...

12-nov-2015 10.13
Rosario Palladino ha condiviso il post di Roberta Albanese
Vito Petino Ecco finalmente svelato il segreto; ed io che mi son chiesto per una vita perchè dopo quell'unzione quasi tutti morissero ... Ah i preti, pur di far soldi ...

26 nov 2015 h 20:52
Vito Petino  Cambia sempre residenza, così sfuggirai alla Morte che non riuscirà mai a trovarti ...
Nico Arciuli ha condiviso il tuo post
Nicola De Benedictis ha condiviso il tuo post
Aspetta sempre che si avvera ciao Vito
Vito Petino Nicola, può accadere, e chissà quante volte è già accaduto, che un uomo muore senza che si trovi il suo corpo quindi, senza che nessuno sappia niente, in questo caso continua a vivere nei cuori speranzosi di chi resta; la Morte invece, con tutti i morti che ha, non sa di averlo già in casa e continua a cercarlo ... Diversa la situazione dell'anima che segue il suo cammino indipendente ... se ha meritato, si ritroverà in Paradiso ... altrimenti è tutta un'altra storia ...

27-nov-2015 20.16
Vito Petino e Rosario Palladino hanno condiviso la foto di La Bella è la Bestia.
La nebbia a Milano non fa vedere le facce di bronzo
Vito Petino  Weh, terun, mi a Milan ghè so' stàt tre ani; a Milan ghè la nebia ... e cu' la nebia ... quelle facce lì non si vedono, per fortuna; è alla luce del sole che le riconosci: so' probrie facc d ... f’cazz ... non chedda bares ... (per la traduzione servirsi del vocabolario Zingaraccio appulo-lombardo)

29-nov-2015 20.33
Vito Petino ha condiviso il post di Rosangela Petino
Inglese alla barese maccheronico ... sì, sì, proprio maccheronico cioè con i maccheroni, proprio per questo più gustoso ...
Rosangela Petino Ahahahahah

29-nov-2015 20.47
Robby Bellastoria
" Quando Hai Più di Quanto Necessiti, Costruisci Un Tavolo Più Lungo non Un Recinto Più Alto ." ... ....
Love Always
Gaetano Franchini grande Roberto , hai postato un messaggio encomiabile.
Robby Bellastoria Si Gaetano, molto molto bello .
Vito Petino Quando la lingua sbatte, è sempre lo stomaco che vuole e il dente rumina ... ciao Roberto una portata di bacioni a te e Indra ...

29-nov-2015 20.54
Andrea Bortolotti ha condiviso la foto di Emoticon heart L'Amicizia Emoticon heart
Se lei fosse stata magra questa foto avrebbe preso una montagna di mi piace! Lei è bellissima! La società è malata!!! Se pure te la pensi come me metti mi piace e commenta. Grazie!
Vito Petino Sono più di 70 anni che mi piace abbuffarmi ...

Edito  a  Bari il 29.11.2015


L’INUTILE GUERRA DELLE FALSE IDEOLOGIE

13-nov-2015 14.19
Se gli idioti non avessero diritto di voto, il m5s rimarrebbe senza elettori.
Armando Greco gaetano maria migliore,....prrrrrrrrrrrrrrr prrrrrrrrrrrrrr prrrrrrrrrr aggiù scopert a cricck...... hehehehe prrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrrr ..........PERNACCHIAAAAAAA
Gaetano Maria Migliore Armando Greco non posso combattere guerre di intelligenza con chi, come te, è palesemente disarmato!
Vito Petino Se l'autore di quel cartello fosse un essere intelligente, capirebbe subito che, cambiando nomi e simboli di partiti nella scritta, tutti gli italiani che votano sarebbero idioti. Ma non v'accorgete di farvi tra voi una sterile guerra che in realtà favorisce soltanto quelli della casta, i veri e concreti nemici del Popolo che li paga. Sono questi i sistemi con cui vi tengono disuniti. Milioni come voi fanno la falsa repubblica democratica che abbiamo, pochi come me farebbero una vera Democrazia, liberandovi per sempre dalle catene dell'ignoranza spicciola, e senza farci la secolare e dannosa guerra fra poveri... A meno che voi non facciate parte dell'ignobile e rivoltante melma parlamentare e del suo marcio sottobosco; in quel caso siete nemici del Popolo e quindi miei nemici, che terrò in infima considerazione e molto alla larga dai miei pensieri ... Uniamoci e sconfiggeremo chi ci opprime!
Gaetano Maria Migliore Vito mi perdonerai se non credo ai salvatori della patria e se invece credo alle idee e a modelli sociali ben definiti! Dal mio punto di vista il problema sta nell'ignoranza cosmica degli italiani e nella assenza totale di senso civico e dello Stato inteso come "Res Pubblica".... Poi spiegami mi dovrei unire a chi e per fare cosa?
Vito Petino Caro Gaetano Maria, permettimi il tono affettuoso vista la mia età, nemmeno io credo ai salvatori della Patria e men che meno se tali salvatori si mascherano dietro simboli politici. Ho atteso invano da oltre 70 anni di vedere migliorare i diritti di ogni italiano dai signori politici, costatando invece che ad ogni cambio di governo nulla mutava per il cittadino, di contro sempre in meglio evolvevano le loro vite; dimenticando tutti quello che era il loro compito istituzionale: rappresentare quel cittadino grazie al quale occupavano le loro poltrone. Poiché a me è stato rubato il futuro, oggi cerco di portare a conoscenza di voi giovani la mia esperienza per evitare che veniate anche voi depredati della più bella ricchezza che l’essere umano abbia, appunto il futuro. A credere nelle idee è una gran bella cosa per lo spirito, ma in parlamento il trionfo del pensiero è ritenuta utopia dei sempliciotti; in quegli ambienti ormai da tempo trionfa il materialismo egoistico più becero. Prendo ad esempio il partito della sinistra, quello che nella sua ideologia, nel suo naturale dna, dovrebbe difendere a spada tratta i diritti del Popolo, i diritti dei Lavoratori; e invece cosa succede da tempo al suo interno? Che una ridda di ambigui capitalisti si affolla per farne parte, cambiando colore come in un arcobaleno. E allora, per noi deve continuare il credere nella propria ideologia, mentre per loro, che dovrebbero esserci da esempio, tale rettitudine non ha più senso di essere! E per meglio esercitare tale prevaricazione nei nostri confronti, per meglio strapparci i nostri diritti, per meglio tenerci disuniti, ci costringono, come tu giustamente affermi, all’ignoranza cosmica e nella conseguente assenza di senso civico. In quanto ad unirti, non so che lavoro tu svolga, ma ipotizzando un dimezzamento del tuo stipendio imposto senza alcun criterio dall’alto, istintivamente, naturalmente a chi ti potresti unire se non al tuo immediato collega, a prescindere dalle sue idee politiche. Non è qualunquismo politico il mio, ma pura necessità di vita, a cui gli stessi parlamentari ci stanno spingendo; non fanno mercato del loro voto già da anni tutti i parlamentari che cambiano in corsa casacca? Oggi come oggi, non vi sono altre divisioni che quella naturale creata dagli stessi politici: noi (milioni) da una parte nella pubblica agorà, la casta (poche decine di migliaia) nelle claustrofobiche aule istituzionali … Ti chiedo scusa d’essere stato alluvionatico; difetti d’età …
13/11/2015 16:34
Gaetano Maria Migliore  Vito Petino caro, grazie dell'affetto ma credo che l'ignoranza cosmica sia voluta non dall'alto ma dal basso.... perchè invece che leggere la gazzetta dello sport gli italianii dovrebbero imparare a leggere la gazzetta ufficiale e gli atti parlamentari! Mi spiace ma sono sinceramente convinto che senza idee e senza Cultura politica vera non possa nascere alcun progetto Politico vero! Ps: no stipedio... ma un gruppo di aziende mie che fanno il 90% del fatturato fuori dall'Italia! 76 dipendenti con stipendi medi lordi di 120.000 Euro l'anno più benefits e bonus!
Vito Petino  Vedi, Gaetano Maria, il mio fiuto non aveva sbagliato; ho intuito che fossi un privilegiato ma per meriti tuoi esclusivi; solo provocatoriamente ho accennato a "stipendio". Nel tuo scritto, comunque, scorgo una certa diffidenza verso i nostri governanti, se il tuo gruppo aziendale
15/1/2016 20:41
Caro Gaetano Maria (mi piacerebbe sapere se hai un nome con cui i tuoi ti chiamano familiarmente), ... Avevo già letto questa tua replica alla mia di quel periodo; purtroppo condizioni di salute altalenanti mi hanno tolto il piacere di rispondere ... Sì, proprio piacevole, come avevo già intuito dal modo di porti, è stato il sapere che sei un ottimo imprenditore, con quell'unica piccola pecca del "... fuori dall'Italia ..." Il Paese, invece, ha bisogno, tanto bisogno, di gente come te che si attiva per il suo prossimo ... Ma se quel fatturato estero circola in Italia, allora ritiro immediatamente l'ultimo pensiero, fermandomi soltanto alla figura dell'ottimo imprenditore ... Molto più in piccolo, anch'io ho lavorato per creare qualche posticino di lavoro per altre persone in questo nostro Sud eternamente assetato di questa linfa vitale ... Ho seguito quello che mi ripeteva sempre mio nonno "Sii consapevole dei tuoi limiti, e se proprio vuoi superarli, circondati di gente più intelligente di te" ... Ed è proprio quello che ho fatto attivando uno studio tecnico con altri amici: un geometra come me, un ingegnere, un architetto ed un geologo che, di comune accordo, riconoscendo le mie capacità organizzative, mi hanno permesso di dirigere lo studio per oltre 45 anni; ed io, a fronte delle loro alte doti tecniche, ho prodotto tanti cantieri per la costruzione di oltre duemila alloggi, creando molti posti di lavoro, nonostante la fagocitante burocrazia locale ... Ora, quel che più mi soddisfa è scoprire piacevolmente che ci sono giovani menti operose come la tua ... E' un buon viatico per il mio breve futuro ... Spero a presto di leggerti ancora ...

Edito  a  Bari il 13.11.2015


venerdì 23 settembre 2016

LENZUOLA SPORCHE
Fine modulo
Ve ne racconto un'altra, ma vera, di storia sulle lenzuola sporche.
Sino ai primi anni '60 del secolo scorso in Bari Vecchia, ed anche in molti altri quartieri del borgo nuovo, dopo la cerimonia nuziale e la festa che ne seguiva, ricca o povera che fosse, gli sposi trascorrevano in casa la prima notte.
L'alba del mattino seguente scopriva una piccola folla festante sotto la finestra degli sposi, per rappresentare l'ultima parte della cerimonia cominciata il giorno prima.
Amici e parenti, con in testa la mamma dello sposo, la più trepidante, la più interessata, attendevano fra musica e canti giocosi il simbolo dello jus primae noctis della ragazza: lo sciorinamento delle lenzuola, le migliori del corredo nuovo, usate quella notte.
Il tremolare dei vetri imponeva il silenzio più assoluto; tutti gli sguardi attratti dal movimento delle ante, in attesa che lo sposo svelasse la lieta conclusione di quella prima notte insieme.
Il solo apparire del ragazzo con le lenzuola nelle mani era di per sé un buon segno.
Se le lenzuola appena stese recavano macule inequivocabili che andavano dal rosa pallido al rosso rubino, l'urlo gioioso dei presenti faceva riprendere quella musica e quei canti senza più l'incertezza di prima, e per di più conditi con i soliti lazzi di circostanza.
In quel caso le lenzuola sporche indicavano la purezza della donna.
Ma dietro quella gamma di macchie colorate, qualche volta si celavano sotterfugi ideati da ragazze sveglie, per nascondere qualche irrefrenabile assaggio frettoloso goduto col proprio sposo prima delle nozze; o peggio, a sua insaputa senza che lui s'accorgesse di nulla ...
Naturalmente, capitava a volte che non s'apriva nessuna finestra e non veniva sciorinato nessun lenzuolo, perché lo sveglio questa volta era stato lo sposo.
In tal caso le lenzuola immacolate, o maculate di altre tinte, simboleggiavano con evidenza l'impudicizia della donna.
E la festa si concludeva con litigate della più colorita tradizione barese, a volte anche con risvolti rusticani ...
Beata gioventù moderna!

Edito  a  Bari il 3.11.2015


SEMI DI PENSIERO … 6

18 ottobre varie
Vito Petino ha commentato il post di Rocco Cosoleto.
A Bari tempo fa due coniugi ex commercianti, dopo avere invano chiesto aiuto alle autorità, hanno preferito suicidarsi che continuare a vivere in un paese condotto nella cloaca dagli attuali politici disumani, ma molto umani con i loro emolumenti, sempre a noi sottratti illecitamente.
Vito Petino ha commentato il post di Rocco Cosoleto.
corrieredelmattino.altervista.org Alfano
Ascolta Angelino, un bambino non può capire certe cose, cresci ancora di più e ne riparliamo.
Prova massima di bassa cultura. Se Gesù è immaginario, allora sono pazzi tutti gli scrittori latini testimoni dell'epoca. Il Cristianesimo non esiste perchè inventato da pazzi. La Storia è un'invenzione di pazzi, i quali pazzi non credendo alla Storia, non credono nemmeno di aver avuto genitori, perché essi sono la propria Storia più immediata. Siamo tutti figli di NS Gesù.
Vito Petino ha commentato il post di Vincenzo Stellone.
pazzoweb5stelle.it
Facci, ti sei scordato dei tuoi amici Toni Negri, Cicciolina e company ...
Vito Petino ha commentato il post di Andrea Dell'Anno.
mediatime.net
Ma dopo il manicomio, non era stato rilasciato perché guarito? Mi sa tanto di no!
Vito Petino ha commentato il post di Tutto Marco Travaglio.
No, no! Vi prego, Galan, Matacena, De Lorenzo, e altri compagni di bisbocce, datelo a me che prendo poche centinaia di euro al mese di pensione ...
Vito Petino ha commentato il post di Antonio Pallotta.
Non importano i mezzi ma la puntualità: il treno è arrivato a Milano in perfetto orario ... sei mesi dopo ...
Vito Petino ha commentato il post di Francesco Bonannella.
E subito il Vespone comincia a lavorare di lingua; non si smentisce mai il Leccone! Ma sapete perché si chiama Vespa? Perché le medesime, non potendolo sopportare, gli hanno butterato la faccia. Avessimo noi lo stesso pungiglione, l'avremmo già fatto scappare. La Rai, invece, contravvenendo a qualsiasi norma di fotogenia, ce lo fa sorbire di continuo. Meno male che so usare il telecomando, la salvezza dei popoli, così ogni sera, ormai da anni, lo zompo (da zompare). Ecco il nostro pungiglione: azzerategli lo share ed anche mamma Rai si convincerà a cacciarlo.

29-ott-2015 11.36
GDelta Mike‎ a Tutto Travaglio
Come si fa a raccontare queste balle
Il formaggio e’ come una droga. A causa della presenza della caseina potrebbe provocare dipendenza. Queste, in estrema sintesi, le conclusioni di uno studio…
imolaoggi.it
Vito Petino Sì è vero, ma anche pasta e fagioli, linguine agli scampi, spaghetti alle cozze, bucatini all'amatriciana, risotto alla milanese, tagliatelle alla bolognese, orecchiette alla barese, eccetera eccetera eccetera ... io sono 71 anni che mangio tutto questo e non ne posso fare a meno ... con tanti saluti agli americani ed al loro roast beef alla marmellata ...
29-ott-2015 12.00
Vito Petino Ah dimenticavo ... e sono sano come un pesce, lavoro, leggo, scrivo, faccio sport, ho fatto sei figli e tante altre cose ... e a tutt’oggi soprattutto l'amore ... (testimone attendibilissima da 45 anni mia moglie).

29-ott-2015 12.05
Cettina Tomasello ha aggiornato la sua immagine di copertina. Nudo di donna
Vito Petino Io vi ho solo visto un particolare della Dea Alata: il braccio destro e parte dello stesso fianco.

30-ott-2015 22.41
Cettina Tomasello
 “Non troverai mai la verità, se non sei disposto ad accettare anche ciò che non ti aspettavi di trovare.” Eraclito
Commenti
Vito Petino Giusto! Ma proprio per questo nessuno cerca mai la verità. E' la stessa cosa per cui nessuno vuol sapere quanto camperà. Sempre molto meglio svicolare che affrontare! Naturalmente il riferimento è solo per l'essere umano medio.

31-ott-2015 15.57
Giulio Adani
COGLIONE (a Orfini)
Vito Petino Orfini, alcuni giorni fa ipotizzando se potessero tornare i vecchi comunisti, quelli che non ci sono più, ho concluso che vi avrebbero cacciati a mazzate per la vergognosa operazione di trapianto portata a termine contro natura, DC+PC=PD (tagliandovi di netto i C ... e passando dal compromesso storico al compromesso stolido), dando vita al cieco mostro politico che sta mandando in malora il Paese, non riuscendo a vedere i problemi reali del Popolo che indegnamente state rappresentando. Uscite dai nostri Palazzi, e ve ne accorgerete, se avete mai avuto un briciolo di sale in zucca. Detto da chi fa parte del più grande partito italiano (52% alle ultime consultazioni); il Popolo vi seppellirà.

31-ott-2015 20.32
Vincenzo Stellone‎ a MoVimento 5 Stelle S.Stefano Camastra
Vito Petino Io condannerei solo i loro pavidi colleghi che, accollandosi anche il lavoro degli assenteisti ladri, hanno avuto paura di denunciarli; anche se la reazione più immediata e virile di uomini con le sfere rotanti sarebbe stata quella di sbatterli al muro e convincerli a lavorare, unico modo di godersi con gioia lo stipendio. Finchè nelle pubbliche amministrazioni (quelle mantenute con i soldi di tutti gli italiani onesti) vi sarà collusione fra volgari ladri e omertosi vigliacchi, il Paese andrà sempre a rotoli. Non sempre la colpa è soltanto dei loro complici politici. (Ho scritto al maschile, ma è chiaro che vale anche al femminile, per tutte quelle donnine lavoratrici che, se non lavorano, non si sa proprio con cosa si sudano lo stipendio).

A partire da oggi 3 novembre 2016, alle ore 17,00 italiane non do a Facebook, o agli enti associati a Facebook, il permesso di usare le immagini mie e di altri da me pubblicate, informazioni e pubblicazioni varie, sia passate che future. Per questa dichiarazione do avviso a Facebook che è severamente vietato divulgare, copiare, distribuire o intraprendere qualsiasi altra azione contro di me in base a questo profilo e/o del suo contenuto. Il contenuto di questo profilo riguarda informazioni private e riservate. La violazione della privacy può essere punita dalla Legge (UCC 1 – 308 – 1 1 308 – 103 e lo Statuto di Roma).
Nota: Facebook è ora un’entita pubblica. Tutti i membri devono pubblicare una nota come questa. Se preferisci, puoi copiare e incollare questa versione. Se non pubblichi la dichiarazione almeno una volta, starai tatticamente permettendo l’uso delle tue foto, così come le informazioni contenute negli aggiornamenti di stato del profilo. Non condividere. Devi copiare e incollare.

Piercarlo Leoni ha condiviso la foto di Paolo Canova Proposta
Spero che i grillini ne faranno parte in massa
Vito Petino Saranno credibili i nostri governanti quando si taglieranno gli stipendi che decidono da se stessi (dalla fondazione della Repubblica, per tutti gli anni '50 e sino all'arrivo di Craxi i vecchi e più onesti parlamentari prendevano soltanto il gettone di presenza alle assemblee in parlamento); negli otto anni di crisi (per il popolo la crisi dura da sempre), mentre i cittadini hanno dovuto scalare molti buchi alla cinghia, loro si sono aumentati i già laidi stipendi per ben 24 volte, in media tre volte all'anno. Se non è dittatura questa ...
Piercarlo Leoni Vito Petino, non si parla di stipendi, ma della licenziabilità nel pubblico. Ce la fai?
Vito Petino Caro Piercarlo, sapessi quante proposte di legge ho fatto contro i delinquenti del posto pubblico, dal licenziamento immediato alla confisca dei beni rubati, ma ero sempre in minoranza fra DC, PC e sindacati che sempre li hanno protetti. Questi i motivi per cui gli onesti come me, dopo una breve parentesi, hanno rinunciato alla politica attiva. Tanto alla fine proprio quei politici poco credibili, quelli che ne chiedevano la decapitazione, sono stati i primi e sempre pronti a salvarli (vedi di poco tempo fa il caso Calabria dove tutti sono stati assolti). In quanto a farcela, sta' tranquillo che a 71 anni ce l'ho più che fatta per aver portato a maturazione e senza raccomandazione alcuna i miei sei figli tutti bravi uomini e donne, dal primo di 50 anni all'ultima di 30. Io non ho passato quello che state passando voi giovani attuali, ma vi garantisco che, per molto meno, al posto vostro sarei già sceso in piazza per difendere quei diritti sacrosanti che ad ogni individuo spettano per il solo fatto di essere nato (non è escluso che lo possa ancora fare se voi giovani mi invitate). Ecco il mio scetticismo sugli attuali politici, costretti alla fine a difendere i loro stessi raccomandati, quei portatori di voti che, in cambio del posto avuto, fregano gli stipendi come gli stessi politici, senza lavorare (salvo casi rarissimi). E quante ancora ne ho viste ... Potrei donarvi un'enciclopedia delle malefatte politiche negli ultimi 50 anni. Vi arricchireste ...
Tonino Zuccaro Ecco! Piercarlo Leoni impara da gente vissuta e saggia come il sig. Vito Petino, leggi rifletti, e forse fra 50 anni potrai capire che stai appoggiando una manica di delinquenti.

Vito Petino alla Boldrini
Ma il problema non sono i migranti, il problema sei tu che, pensando di invitarli a nozze, li hai invece condannati a morte, reale o civile. E per giunta, oggi eri nella mia città, costringendomi purtroppo ad anticipare il week end.

Vito Petino Ma perchè stare dietro a chi frequenta osterie televisive da mane a sera; fate come me: mentre attivo lo zapping in cerca di qualcosa di decente in tv, al primo schiamazzare di avvinazzati, fuggo veloce oltre. Cosa ne può capire di ponti uno che si è laureato all'università televisiva in "schiamazzi diurni e notturni"; uno che non fa altro che zompare senza alcun ponte da un canale all'altro, in cerca della peggior caciara in quelli che alcuni scemi continuano a chiamare "salotti" ...

Vincenzo Stellone e Agostino Oliva hanno pubblicato qualcosa in 2 gruppi.
Salvini di nuovo all’attacco: "Napoli? In Marocco ho visto città più civili"
pazzoweb5stelle.it
Vito Petino Chi critica negativamente alcune zone del proprio Paese, è alla stregua di quel tizio che in casa sua si lamenta di avere il salotto sporco, senza che faccia un ... pisellone per pulirlo. E muoviti, cacchio, invece di sbraitare pur continuando a viverci dentro beatamente! Pulisciti il salotto. Che aspetti! I cittadini ti hanno delegato per far questo. Volete solo fare gli onorevoli. Troppo comodo! A quel prezzo ci sto pure io a pulire il salotto.

Pier Paolo Petino Si cresce, si diventa più forti solo con la competizione, provando a superare chi è migliore di te. In un mondo mediocre non bisogna avere paura di incrociare chi ha maggiori qualità. Al contrario, si deve spasmodicamente cercare qualcuno che riesca a metterci in difficoltà, che alzi il livello, che corra più veloce. Misurarsi con gli altri, trovando in se stessi la forza e l'abilità per farlo, è l'unico sforzo che valga costantemente la pensa di essere prodotto. Mi dispiace per le anime candide ma sono sempre stato per la selezione naturale per la specie.
Vito Petino Io sono per il più forte che rallenta la sua corsa per prendere per mano il più debole e arrivare insieme al traguardo. Se così fosse stato, oggi non avremmo certo il più brutto mondo possibile, infarcito di egoismo, cinismo e cattiveria a più non posso; quelle doti che tu dici, caro Pierpaolo, non vanno più rispettate nemmeno nello sport, dove si avanza con i soldi e di conseguenza con artifici subdoli, pur di raggiungere una vittoria svuotata di moralità e merito reali ...
Rosario Sole Considerazione giusta e precisa, purtroppo è così!!!
Pier Paolo Petino Caro Vito la mia considerazione è determinante in un mondo competitivo e in cui le regole sono saltate. Dove spesso c'è chi bara, cerca scorciatoie, prevarica. Io sono per una competizione giusta, diretta, leale. Anche dura se necessario. Che non sia svuotata dalla giusta attenzione per il più debole o che persegua fini egoistici ed amorali. Se volessimo paragonarlo allo sport diciamo che mi rifaccio al rugby e molto meno al calcio.
Vito Petino Caro Pierpaolo (scusami se unisco i tuoi nomi ma è per rifarmi proprio a quella forza sana che tu esalti nel primo commento ed ottenere quell'unione salda che ti forma), io purtroppo, nonostante la mia giovanile passione, è proprio al calcio che mi sono rifatto, a quel calcio, che insieme alla politica, sono oggi le mie delusioni più grandi. Attività entrambe dove primeggia la forza bruta del potere e dei soldi, due simboli prevaricatori dei diritti dei più deboli. Sono invece d'accordissimo con te sul rugby per i suoi altissimi valori spirituali morali e intellettuali, nonostante la forza pura della natura che sprigiona; l'immagine di questa disciplina che più m'incanta è quella di vedere una locomotiva umana lanciata al massimo scontrarsi con una roccia umana ben salda a fermarla, senza che dal loro incontro sprizzi scintilla alcuna ... La bellezza allo stato puro; mi procura lo stesso effetto che provo nell'ammirare una Venere che sorge ... Ti chiedo scusa per il profluvio, difetto di vecchiaia penso; ti saluto fraternamente (o paternamente, ovvero in maniera nonnesca: ho il primo dei miei ragazzi 50enne, la prima nipote 22enne, non so la tua età).
Walter Loffredo Chiaramente il tutto non è una guerra e' un gioco dove ci si cimenta con degli avversari e la sfida è costituita da un interrogativo simpatico
"Vediamo se ce la faccio?!"
Si esclude del tutto il fatto di odiare l'avversario se vince lui era più forte,ci riproverò con lo stesso entusiasmo e il medesimo atteggiamento mentale,
Ma rimane un GIOCO!
Ciao a tutti!
Vito Petino Se rimanesse tale, d'accordo con tutti. Il problema si pone quando ai giochi si avvicinano tipi con le tasche piene di soldi di dubbia o amorale provenienza ...
Walter Loffredo Beh! Facciamola rimanere tale!

RenataBis Lo Giudice ha condiviso un video di L'onesto nel gruppo: Tutto Travaglio.
Veneto, Sindaco della Lega- FI, rifiuta volontariamente di stringere la mano a una ragazza di colore, semplicemente vergognoso e razzista.
Vito Petino La sindaca non era degna di stringere quella bellissima mano abbronzata, segno inconfondibile della nobile Africa, al contrario della sua mano albina e malaticcia di sicure origini barbare, come i suoi avi calati dal profondo e freddo nord; freddo come le loro menti e soprattutto i loro cuori eternamente ibernati, a dispetto degli ultimi duemila anni vissuti a stretto contatto con la pura civiltà della gens italica ...

Edito  a  Bari il 7.11.2015