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venerdì 26 maggio 2023

Don Castiglione

 DON CASTIGLIONE

Ho giocato nei tornei calcistici a 7 del Redentore nel triennio 56/58 e il parroco dell'oratorio del Redentore era don Castiglione, Giuseppe per l'esattezza. Lo ricordo bene per due episodi indelebili, il controllo del mio cartellino prima di una partita e una pallonata sulla nuca che involontariamente gli tirai, testimone Biagino Catalano, che mi salvò da una checherata che don Castiglione era solito dare ai ragazzi quando s'incazzava, motivo per cui gli appiccicammo il nome trasformato in don Cazzchiglione. Quello che ho notato nel ritaglio di Gazzetta è che don Castiglione non è nominato. Che non sia sbagliato l'anno 1957? Perché don Castiglione è stato parroco dell'oratorio del Redentore di Bari dal 1954 al 1859, come prova questo ritaglio estratto dal web sulla storia della Chiesa del Redentore...

Una foto di don Castiglione nel 1957...

giovedì 24 agosto 2017

UNO E TRINO

Sembra che la Trinità sia stata conosciuta solo dopo la morte di Gesù Cristo. Il Cristianesimo ne ha fatto una sua dottrina. La Chiesa Cattolica un baluardo di Fede. Ma a ben sondare non è proprio così che sono andate le cose. L’Uomo è sempre stato Trino nella sua Unicità. Lo è stato per un milione d’anni, all’incirca, prima che la Chiesa imperversasse soltanto negli ultimi duemila. Un Dio di Bontà nella sua eccelsa volontà volle sin dalle origini racchiudere la caratteristica trina nell’uomo. Che l’Uomo sia Trino lo dimostro, non prima però di aver fatto una premessa. Avevo vent’anni quando ho perso mio padre. Non mi rassegnavo all’idea che non l’avrei un giorno ritrovato, per riallacciare quel filo che ci avrebbe permesso di approfondire la reciproca conoscenza, troppo presto interrotta. Da quel triste giorno son passati cinquant’anni in cui spesso ho studiato a fondo il fine della esistenza umana. Sin dal suo primo apparire in questo mondo, fatto non soltanto di materia tangibile, l’Uomo già racchiudeva in sé, in quello che a prima vista rappresenta il suo Tempio esteriore laico e sacrale insieme, le tre entità che lo compongono, in misura equa nei due individui che ci hanno dato origine in quel Paradiso di Pace da Lui creato per loro. Ma la loro colpa iniziale che costrinse il Signore a farne degli esuli in questa valle terrena e caduca, generò quelle disparità che via via hanno caratterizzato ogni singolo essere per definirne l’individualità. Prima entità, il corpo con i suoi organi e le loro singole attività, che alcune si avviano o sono sempre in movimento anche istintivamente; corpo raffigurato poi dalla Chiesa nell’immagine del Figlio Gesù Cristo e le sue sofferenze. Seconda entità, l’anima composta di emozioni che i singoli sentimenti suscitano; la Chiesa ha poi intravisto nell’anima l’essenza dello Spirito Santo, che io contesto in quelli che sono i sette doni, riducendoli a quattro, consiglio, fortezza d’animo e pietà, sostituendo l’istinto, attivato come si è detto anche dalla prima entità, al timor di Dio; figli che amano il proprio padre, non possono temerlo se Padre di bontà. Escludendo drasticamente dai sette doni sapienza o saggezza, intelletto o intelligenza, e scienza, qualità eminenti della terza entità, alla quale hanno pieno diritto di appartenere. Terza entità, una piccola parte dell’Onniscienza divina, condensato di sapienza, intelletto e raziocinio che insieme formano la coscienza d’ogni individuo; Onniscienza che presiede alle funzioni delle altre due entità; per la Chiesa quel Padre di bontà che col suo primordiale soffio ci ha dato vita. In pratica, il 119° elemento della Tavola Periodica, se s’arrivasse a scoprire ora la sua esatta essenza. Forse il fine che Dio ci ha dato da raggiungere prima della fine di tutto. Una volta giunti a scoprire, non atomi, cellule o bosoni, ma la sostanza di Dio stesso, che senso avrebbe circondarsi di tanti dei, tutti simili ed in continuo dissidio fra loro, come la vecchia Grecia insegna. Quando ogni mistero dell’Universo sarà risolto, Dio avrà raggiunto il suo scopo, riassorbendo quella parte di Onniscienza distribuita agli esseri mortali con quel soffio vitale. Il Progetto Divino da Lui predisposto avrebbe raggiunto lo scopo prefisso. Stop, oppure la realizzazione di un altro progetto per un nuovo ciclo ... Prologo, ogni singolo capitolo, ed epilogo erano stati tutti previsti. Come previsto il seguito sino a noi. La disobbedienza dei due amanti dell’Eden, che Dio aveva abbondantemente calcolato per poi concedere loro il libero arbitrio nel nuovo mondo fatto di materia da creare, l’assoluta bonaria potenza con cui Dio decise di dare altra e nuova vita in quel mondo nuovo, lo spinsero a comprimere in un pugno abitanti e Paradiso compreso, facendoli esplodere nel vuoto assoluto. In un atto di assoluta bontà, e non come si suol credere, causato dall’ira di dio, inesistente in un essere che ha sempre desiderato il bene per i suoi figli. E’ il Big Bang che dette inizio al mondo come oggi lo conosciamo, seminando nell’Universo il materiale così creato, e seguendo binari paralleli nella composizione del DNA animaloide ed umanoide; esseri pensanti questi ultimi messi nella condizione di evolversi in ambienti adatti. Animali con il loro istinto ed esseri umani con il loro raziocinio; e non incrociandosi fra loro in una caotica e impossibile fusione, così come enunciato nella nota ed errata evoluzione della specie. Mai la scimmia diverrà uomo. Evoluzione c’è stata e continuerà la sua progressione in tutti i campi, ma viaggerà sempre su binari paralleli. Gli animali resteranno tali, e l’Uomo sempre Uomo rimarrà. La concessione del libero arbitrio, di cui ci è stato fatto dono per mettere Lui in condizioni di giudicarci per il meglio o il peggio, è il diritto che ci siamo conquistati per condannarci o premiarci a seconda del suo utilizzo. Dio ha fatto le Sue leggi e ci ha spiegato quale sia il bene e quale il male. E’ sufficiente per ogni essere saper discernere. Smettetela di dire “è colpa di dio”, “ma dov’è dio”, “dio non vede le ingiustizie, gli orrori umani?”, “sia fatta la sua volontà”. Sono frasi insensate che mai si possono attribuire ad un Dio di Bontà. Tutto ciò che accade in terra è opera dell’uomo, che male usa la sua quota di Onniscienza. Un dio così interpretato non esiste. Egli non è quel vecchio canuto e barbuto che la Chiesa si tramanda. L’unico, il vero Dio non è a nostra immagine perché è incorporeo; e l’unica somiglianza è quella con la nostra coscienza se rimasta netta. Egli non è fatto come noi, ma composto di un’essenza palpabile solo nella sua dimensione, quando e se l’avremo conquistata, nel momento in cui il nostro corpo comincerà a disfarsi. Certo non ho mai condizionato la mia vita, sottoponendola a insegnamenti il più delle volte incomprensibili, soprattutto se dettati da falsi uomini di dio, oppure da uomini di chiesa falsi. Ho condotto la mia esistenza liberamente, seguendo l’istinto primordiale di evitare il più possibile dolori e sofferenze ai miei simili, verificando di volta in volta nella loro esatta veridicità tutti i principi che muovono il mondo, senza prendere ami per oro colato quel che è stato affermato da altri, anche se geni antichi e famosissimi. Quel che va bene oggi, potrebbe non essere più una verità in futuro; la continua ricerca e conseguente verifica s’impongono. E’ questo il Dio che in età matura mi sono scelto, senza imposizioni. Non ho ammazzato, non ho commesso alcun reato tanto grave da essere escluso per sempre da una eventuale vita nella Sua dimensione. Rispettando il Padre per essere un buon figlio, ho sempre seguito insegnamenti di pura fratellanza, commettendo degli errori, penso, veniali. A volte per troppo amore. Non ho seguito tutti gli insegnamenti che la Chiesa detta, ritenendoli in alcuni casi superflui, essendo in grado di scindere sempre il bene dal male. Non avevo quindi bisogno di confessare alcunché ad altri uomini miei simili, anche se di Chiesa. Ogni sera, nell’ideale altare creato nel mio animo, ho sempre chiesto, soltanto al mio Dio, di perdonare quei peccati sfuggiti alla mia coscienza. Potevo seguire tanti atei nel credere al nulla dopo la morte, sarebbe stato molto più facile e meno faticoso; ma perché precludermi conoscenza ora ed altra dopo la vita terrena; e se ci fosse quell’altro mondo in cui molti non hanno mai creduto o non credono più, senza che abbiano mai dato uno straccio miserevole di prova su quel nulla da loro propugnato? Tanti atei si privano cocciutamente della conoscenza di altri rami del sapere negando l’esistenza di Dio, e nel negarla non si accorgono di affermarla. Pensate a tanti che vogliono volutamente ignorare un ramo dello scibile, rispondendo “dio non esiste”, ben sapendo che se è materia nota all’uomo, vuol dire che esiste. E’ come voler negare l’esistenza della letteratura o di altro argomento del saputo, quando essa invece appartiene notoriamente alla sfera delle conoscenze umane; negando, si impedisce al proprio essere di sapere, di conoscere il mondo che ci circonda, ancora con tantissimi misteri da scoprire da far sorgere spontanea l’idea che un Grande Costruttore vi ha posto mano. Gli atei con ottuso cinismo, negando l’esistenza di Dio, negano a se stessi ulteriore conoscenza. Io invece mi completo ulteriormente con una materia in più, la Teologia. Se mi servirà, sarò pronto per l’altra vita, se non mi servirà, morirò più ricco di sapere e da uomo degno d’appartenere ai migliori, concludendo comunque in pace la mia vita. Ciò non toglie che anche tanti atei potranno essere accolti nell’attico divino se, pur non volendo, hanno seguito pari pari gli insegnamenti cristiani. Prendendo in considerazione il solo monoteismo e rimandando ad altro capitolo le rimanenti fedi, l’unica religione che innalza al cielo la pace universale, seguendo le parole di Gesù Cristo e non l’interpretazione che l’uomo ne dà, è la Cristiana. Sono gli uomini malvagi a stravolgere il pensiero del Messia o dei profeti. Ebrei ed islamici malvagi hanno un dio votato alla violenza. Jhavè non fa altro che seminare morti a migliaia fra i nemici del “popolo eletto” (nella loro bibbia tali “insegnamenti” sono riportati a iosa). Quello che Allah trasmette ai suoi è sotto gli occhi di tutti ancora oggi. E’ pur vero che i sei secoli di differenza fra cristianesimo e islamismo permangono. Infatti, ai primi del 1400 i missionari della chiesa cattolica con quanta atroce violenza hanno imposto il loro credo a tutte le popolazioni del continente americano appena scoperto; e con altrettanta se non peggior violenza, gli islamici di oggi cercano di espandere la loro fede. In pratica, il principio vichiano dei ricorsi. Il già fatto può sempre ripetersi. Un monito per la Chiesa di Roma, se vuol sopravvivere alle future esplorazioni e scoperte delle menti superiori, nella speranza che queste pospongano le atrocità del passato commesse in nome di dio da uomini indegni di appartenerle, e per il bene supremo dell’Umanità e del suo Dio stesso, se fosse lassù a guardarci nel suo ruolo unico di giusto e imparziale Giudice Assoluto. Due consigli, pertanto, al capo temporale della Chiesa. Papa Francesco, apprezziamo il tuo invito ad accogliere i migranti ad attraversare la strada migliore ma, nella tua foga misericordiosa, non ti sei accorto che, fermo a quell’incrocio, hai intasato alle tue spalle altri bisognosi che già ti seguivano sulla stessa strada, costringendoli alle stesse sofferenze; meno sopportabili se si pensa che ad altro tenore era abituata la loro vita, pur se misera. Almeno l’indispensabile l’avevano, e involontariamente stai togliendo loro anche quello. Infine, vedi di depennare e scacciare dal più alto sito della Santità, trasformato in rifugio di peccatori incalliti, tutti quei personaggi che, per solo clientelismo, si ritrovano santificati con una fedina da far invidia allo stesso diavolo, da voi clero inventato quale spauracchio per le anime più deboli, più influenzabili e che soggiogate per puro interesse. Consiglio naturalmente non generalizzato, essendo le intenzioni della maggior parte di quelli che indossano l’abito talare improntate alla massima fede. Ma senza quel repulisti, cattolici come me, migliori di me, non metteranno mai piede in quel luogo scomunicato dalle azioni più riprovevoli di tanti che abusivamente l’occupano. Non solo Gesù Cristo è stato martirizzato. Sapeste quanti poveri martiri senza un nome sono stati sottoposti alle più atroci torture (chiedere alla “santa inquisizione”), ma nessuno li ha fatti santi. Ancora oggi, nel simbolo del maledetto denaro, uomini sconosciuti patiscono sofferenze ben peggiori, ma nessuno li fa santi. Se Dio c’è, provvederà a rimediare anche a questa stortura umana. Un’ultima preghiera, Papa Francesco; abolisci quell’immagine di morte del Crocifisso, sostituendola con quella di pace del Cristo Risorto. Mala tempora ai produttori del male.
Ricapitolando, la Trinità insita nell’Uomo si esprime nelle funzioni principali dettate dall’Onniscienza (chiamatela hardware se è più comprensibile) tramite impulsi al corpo ed all’anima (software nel medesimo linguaggio, necessario alle funzioni fisiche ed emotive di ogni individuo). In pratica il cervello, in cui risiede l’Onniscienza, elabora con intelligenza, saggezza e raziocinio, gli impulsi da inviare ai singoli organi del corpo umano per stimolarli alla propria funzione, provocando quei movimenti atti all’attività fisica. Altri impulsi vengono inviati all’anima suscitando quelle emozioni che invadono il campo dei sentimenti. Prove del triplice sentire si hanno ad esempio, con l’approfondire argomenti concentrandosi con tutta la mente (ho studiato tanto, che mi scoppia la testa), col palpitare del petto (amo pazzamente la mia donna, da sentirmi il cuore galoppare), e con l’uso della forza (ho trasportato tanti di quei pacchi, che i muscoli mi dolgono). Tre sedi della nostra struttura ben distinte ed autonome, pensiero, anima e corpo, ma con informazioni di continuo interscambio fra loro per il perfetto funzionamento dell’Uomo Trino e Unico. Insomma, il pensiero ribolle in testa, le emozioni palpitano in petto, la forza prorompe dal corpo. L’istinto, da parte sua, fa il globetrotter, allertando e stimolando le tre sedi in caso di bisogno, e alimentando quelle funzioni perpetue, come battiti, circolazione, respirazione.
(tratto dal mio libro inedito “L’Uomo Uno e Trino”)


Edito a Bari l’8.7.2014

lunedì 26 settembre 2016

VERGOGNA ELIMINARE IL CROCIFISSO

1-dic-2015 15.15
Alessandra Pezzo Ieri alle 15:15                                                                                                                                             Ufficiale dal 2016 abolito il Crocifisso nei luoghi pubblici, pena multe fino a 5.000 Euro. Scandalo.  “Quando andiamo noi nei loro paesi dobbiamo sottostare alle loro usanze”!
Silio Andronaco  Magari fosse vero! I luoghi pubblici di uno stato LAICO non devono favorire una specifica religione. Siamo o non siao contro i privilegi? Beh, in Italia il cristianesimo, specie quello cattolico) è privilegiato, in caso non ve ne siate resi conto.
Silio Andronaco  No, non ci siamo capiti... il problema non è "quando andiamo nel loro paese", ma la prevaricazione che tutti i non credenti subiscono anche qui, nel nostro paese, da parte di quei gruppi di sedicenti "cristiani" che pretendono che la LORO religione abbia un posto speciale nella NOSTRA cultura. Ma vi credete davvero tanto diversi dai musulmani? Ma dai! :D Ed è proprio perché vogliamo che in questo paese sia diverso da com’è in quei paesi di cui voi stessi vi lamentate che chiediamo che, -almeno qui da noi!-, non ci sia un gruppo religioso che imponga i suoi principi e persino i suoi simboli religiosi su tutta la società.
2-dic-2015 10.34
Vito Petino Ecco i mali derivanti dal non conoscere la Storia. Senza il Cristianesimo non esisterebbe uno stato chiamato Italia, e quindi non esisteremmo come italiani. Così come non esisterebbero tanti altri stati moderni. Anzi vado oltre, non esisterebbe nemmeno la religione mussulmana, diretta creatura sorta circa 650 dopo in contrapposizione proprio al Cristianesimo; come non esisterebbero gli stessi luterani, protestanti, altre congregazioni e testimoni eterogenei, e via raccontando. Piuttosto, sono sempre stato del parere di eliminare il lugubre crocifisso come segno della Cristianità, e sostituirlo con il Cristo risorto, immagine molto più tangibile nel rappresentare lo spirito del Cristianesimo; vera prosprettiva di Pace in Terra e del mondo Ultraterreno, almeno per noi fedeli.
Silio Andronaco Già... come se per fare l'Italia non fosse stata necessaria la breccia di Porta Pia!
Vito Petino Ma tutto ciò che viene dopo quell'atto d'amore di 2015 anni fa (lascio perdere i 4 o 5 anni in più o in meno, i calendari giuliano e gregoriano ed altri refusi storici che non cambiano la sostanza della nostra fede), non è altro che conseguenza temporale in cui si è formato il mondo così com'è oggi. Un mondo malvagio che ha messo da parte la fraternità cristiana predicata da Cristo. Non sono chiesastico, anzi sono contro quella chiesa dietro cui tanti uomini malvagi si sono trincerati per esclusivo interesse personale, dando vita al viscido Potere Temporale, alle barbariche crociate insozzando il nome del Signore, alla più cruenta associazione a delinquere che è passata sotto il nome di Inquisizione, al vergognoso innalzare ai sacri altari autentici assassini facendoli santi, alle secolari guerre di religione che tante vittime innocenti continuano a disseminare e, proprio sull'infimo gradino delle umane turpitudini, ai preti amanti ed a quelli pedofili. Pretesi uomini di chiesa hanno prodotto tanto sudiciume; a loro di conseguenza si sono uniti politici arrivisti che, imitandoli nel dissacrato nome del potere, hanno confezionato il mondo attuale il cui DNA è intriso interamente di malvagità. Tutt'altra Chiesa è quella a cui io mi riferisco; una Chiesa fatta di uomini di pace, di gente d'amore il cui DNA è impregnato esclusivamente di quello Spirito che innalza gli uomini di buona volontà al Cielo.
7-dic-2015 h 19,43
Vito Petino e Gennaro Cozzolino hanno condiviso la foto di Bob Damb                                                Vito Petino E' il mio Signore, l'Unico; ma io preferisco vederLo rappresentato nella sua migliore immagine, quella del Cristo Risorto, la sola che dà l'idea della Vita e del Suo Infinito ... Propongo questa sostituzione d'immagine in tutti i luoghi pubblici Cristiani, l'Edificante al posto del funesto ...
 Edito  a  Bari il 7.12.2015

giovedì 13 agosto 2015



Il profughesimo della chiesa

Siamo alle solite. Di tanto in tanto una scheggia della chiesa schizza via danneggiando soprattutto la Chiesa. Quando è Papa Francesco, a nome della Chiesa, che chiede asilo per i profughi, s’intende con chiarezza che si rivolge a tutti i popoli della Terra. Ma quando lo fanno i molti “galantini” a nome di una chiesa “minuscola”, che altro non fa se non intromettersi in affari di stato non propri, assumendo un chiaro e deviante intento politico in decisioni di un parlamento straniero, allora no, proprio non ci stiamo a tali scriteriate intromissioni. Aiuto ai migranti sì, ma non oltre i limiti dell’impossibile. Mi sovviene a tal proposito un episodio di cui sono stato testimone. Sono iscritto dal 1949 all’Arciconfraternita di Maria Santissima della Pietà e di Sant’Antonio da Padova, venerati nella Parrocchia-Convento di Bari dedicata al Santo; ho fatto parte per più trienni del relativo Consiglio di Amministrazione. Una sera consiglieri, comitato feste e probiviri fummo invitati a cena dal parroco. Entrando nella mensa del convento, in cui risiedevano stabilmente una decina di persone, tra frati minori, perpetue e perpetui, fui sorpreso nel vedere una lunghissima tavolata riccamente imbandita e circondata da molti carrelli per antipasti d’ogni specie, di terra e di mare; una tavolata da far invidia al miglior ristorante. Ci fu spiegato che giornalmente ospitavano gente bisognosa priva anche del classico tozzo di pane; mi riscaldò il cuore tanta carità cristiana. Calcolando noi ospiti occasionali, gli ospiti abituali e i posti ancora liberi, quella tavolata poteva contenere tranquillamente cinquanta commensali, saziandoli tutti moderatamente. Ma se a quella tavola si fossero presentati sessanta, settanta altri ospiti che sarebbe sucesso? Cari "galantini", è proprio quello che voi finti pietisti, in combutta solidale con alcuni politici che non sanno far di conto, state combinando. Volete costringere commensali già alla fame (Grecia, Italia), ad ospitare altri morti di fame più di noi. Finché si è potuto, e va bene. Ma così continuando, la catastrofe è vicina. E finiamola con la tiritera che anche noi italiani siamo stati emigranti; non regge più questa vostra stupida motivazione. Noi italiani siamo andati, e non clandestinamente ma con piroscafi legalmente organizzati, ad esportare il made in Italy, e non il made in chinatown, in quelle nazioni che richiedevano manodopera. In quanto a guerre, quando la dittatura ha cercato di opprimerci, noi italiani ci siamo rimboccati le maniche per liberarci dei tiranni con le stesse armi, conquistandoci democrazia, patria e territorio natio; non siamo scappati all’estero abbandonando tutto e facendo rischiare la vita ai nostri cari. La democrazia non si esporta, come dimostrato dal fallimento USA. La democrazia va conquistata con sudore e sangue, come ampiamente dimostrato dai tanti martiri del nostro Risorgimento, dai tanti martiri della nostra Resistenza, donne e bambini compresi. Ma come può un popolo che ha paura dell’oppressore, donne e bambini compresi, abbandonare vilmente il proprio suolo natio, i propri cari, per poi venire a fare i “coraggiosi”, spadroneggiando nelle nostre città. Se avessero tirato fuori nel loro paese un decimo dell’aggressività che dimostrano nelle nostre periferie, certamente oggi sarebbero liberi a casa loro, conquistato democrazia e sviluppo economico anche per i propri cari, senza più dipendere da estranei. Chi continua a spingerli ad abbandonare la loro terra commette un duplice delitto. Oltre a quello evidente delle morti in mare, vi è da mettere in conto alle loro coscienze quello occulto dell’ignavia inoculata in quei poveracci poiché, continuando a trattarli come handicappati, non saranno mai indipendenti nei campi-lager di accoglienza, messi su per l’ingordo interesse dei furbi delinquenti. In quanto ai “galantini”, vi siete accorti che indossano tutti il nero, il viola o il rosso porpora? Mai che vi sia qualcuno in bianco o celeste, i colori del Paradiso!

Edito  a  Bari il 13.8.2015

giovedì 6 agosto 2015




EPICURO
Commento in risposta ad alcune massime di Epicuro pubblicate su Facebook da un iscritto.

Caro Epicuro, sei scusato per la tua superficiale preparazione; ai tuoi tempi, remotissimi, lo studio filosofico era molto semplicistico; oggigiorno anche un alunno di scuola media ne sa più di te. Allora, ricominciamo dall'inizio. Quello Spirito che aleggiava nel nulla, per dare un senso alla Sua Eternità, ebbe la più bella idea di tutta la Storia; creare da quel nulla un Eden perfettissimo. In quell'Eden, dopo aver inserito flora e fauna varia, pensò di creare anche due esseri per governare il tutto, e per farlo al meglio li creò a Sua immagine e somiglianza: intelligentissimi, belli a vedersi, eternamente giovani e con in più un pizzico di curiosità. Pur sapendo quello che sarebbe successo, disse loro che potevano cibarsi di tutto il commestibile esistente, ad esclusione dei frutti che pendevano abbondanti dall'albero della conoscenza. Naturalmente il pizzico di curiosità presente nelle loro menti fregò la coppia dei nostri progenitori che, certi di non esser visti, mangiarono a sazietà di quei frutti. Creati a Sua immagine e somiglianza, i loro corpi avevano la funzione di trasformare tutto il cibo in energia pura senza lasciare in giro alcun residuo; i muscoli addominali occupavano anche il bassoventre. Ma appena digerito il frutto della conoscenza, quei muscoli inferiori si trasformarono in intestino, costringendoli da quel momento a liberarsi dei residui come ancora oggi facciamo tutti noi esseri umani. Fingendo un'ira furibonda, l'Eterno li accusò di averlo disobbedito, minacciandoli di sbatterli sul peggiore dei mondi in cui avrebbero avuto tutto con sudore e dolore. Soltanto seguendo regole e comportamenti contenuti in quelle minacce, avrebbero riottenuto l'Eden perduto, espiando quel loro peccato originale in un tempo relativamente breve. Circondato con lo sguardo quel mondo perfetto, l’Onnipotente lo rimpicciolì in modo tale da abbracciarlo totalmente; continuò a rimpicciolirlo sino a tenerlo stretto in pugno. L'immane pressione, al ridistendersi delle Dita Divine, causò quella tremenda esplosione che oggi chiamiamo "Big Bang", seminando dappertutto il DNA che componeva l'Eden perfettissimo, creando perciò i tanti Universi ancora da scoprire. Da quel momento ha inizio l'evoluzione che conosciamo e che ha dato origine a tutti i mali creati dagli esseri viventi, sin da quel primo assassinio fraterno. Quindi, il male non è stato creato da Dio ma solo dall'uomo. Il diavolo non esiste; il Signore non poteva mai creare un suo simile in negativo; tale idea non è da Essere Supremo; la malvagità è prodotto unico di esseri umani spregevoli. Dio, stipulando con gli uomini l’atto del Libero Arbitrio, ci ha solo indicato la strada per ricongiungerci a LUI; ci è sufficiente seguire i Suoi Insegnamenti, la Sua Dottrina, i Suoi Comandamenti, la Sua regola. Dio è solo il Giudice Supremo, Unico, delle nostre azioni terrene nelle quali non s’immischia; altrimenti cadrebbe il fine del libero arbitrio. Tanti crimini vengono commessi certi che nessuno ci abbia visti, sfuggendo così alla legge degli uomini; ma a Lui nulla sfugge; conserva ogni prova con i particolari più minuti, per mostrarceli al momento opportuno; la relativa condanna saremo noi stessi a darcela a fronte di quelle prove incontrovertibili. Il castigo che Lui ci infliggerà  non sarà certo quello che può immaginare la mente umana, ma molto più spirituale e di conseguenza più atroce, ma senza violenza né dolore fisico. Tutto ci potrà essere perdonato, ma non la violenza su bambini, donne ed esseri indifesi, men che meno la soppressione volontaria della vita altrui. Gli uomini che si avvicinano sempre più a capire il Creato, anche se tanti di loro non vogliono ammetterlo, sono gli scienziati i cui meriti, indiscutibili, non vanno oltre la comprensione tecnica di quello che ci circonda. Perché, quindi, non dover pensare ad un Essere Superiore quale autore dell’Infinito. Nominatelo come volete, io continuerò a chiamarlo Dio. Quello che di buono Egli ci ha conservato nella valle di lacrime, è il pizzico di curiosità che dà il vero senso alla nostra avventura terrena, stimolandoci a leggere, interpretare e scoprire l'intero contenuto del bel libro del Creato che ci circonda. Un uomo che è analfabeta, apolide, agnostico, ateo, è un nulla. Tutto ciò che tende a sottrarre il buono e il bello, ci priva di parte della vita degnamente vissuta. Se sono istruito, ho un bagaglio che mi pone ad un certo livello sociale; se aggiungo di essere cittadino regolare, arricchisco quel bagaglio; se in quel bagaglio vi metto anche la cultura, lo rendo sempre più prezioso; se credo in Dio, inserisco in esso un altro ramo dello scibile; se continuo ad arricchirlo con tutto ciò che è immanente e trascendente, raggiungo il massimo cui un cristiano aspira. Se Dio non esiste? Avrò dedicato la vita ai più alti ideali che uomo possa tendere. Io, invece, vi chiedo:  … E se Dio c'è? Sarete fra gli ultimi a raggiungere i Beati; sempre che non abbiate commesso quei peccati imperdonabili.

Edito  a  Bari il 6.8.2015

lunedì 1 aprile 2013

PAPA FRANCESCO

Il tuo arrivo ci ha sorpresi. Il tuo saluto ha rianimato i nostri cuori, riscaldandoli. Le tue prime parole hanno riacceso la speranza nei Popoli. La speranza di vedere realizzati gli Ideali Cristiani che la Chiesa per prima ha da secoli accantonato per star dietro ad effimeri scopi materiali, costituendo un deleterio e pessimo esempio per tutti i politici. Ha dismesso l’umiltà delle sue origini per indossare l’arroganza dei potenti; ha dimenticato la povertà di Gesù per inseguire la ricchezza dei Mida; ha violentato la Fratellanza delle sue prime comunità per realizzare l’egoistica partigianeria dei popoli; ha rinnegato il buono per il cattivo. Il tuo arrivo ci appare ora come immagine di riscossa. La tua opera iniziale deve tendere ad abbattere le oscure barriere dietro cui per secoli la Chiesa Nera si è trincerata a nascondere i suoi misfatti. Tantissime sono le vittime di quella chiesa che, urlando, ancora invocano Giustizia. Invece che ricevere condanne eterne, molti autori di quei misfatti, clericali e laici, sono stati innalzati agli onori degli altari, inculcando nelle menti dei politici l’idea che il crimine paga. Fa’ della tua Chiesa l’immagine cristallina che più s’avvicini a quella di Cristo, abrogando a esseri disumani titoli immeritati, spodestando papi degeneri, revocando la santità ad autentici assassini. Per rendere veramente sacre le liste della Chiesa Redenta, comincia a depennare il nome di uno dei padri della Chiesa Nera, quel Cirillo I che, con le persecuzioni contro chi non abbracciava il suo cristianesimo, è stato artefice e carnefice di un vero genocidio. Moltissimi sono i nomi da cancellare per le loro turpi azioni: fra le migliaia da epurare i Torquemada, i Borgia, i Bellarmino, i Medici. Solo così concederai Giustizia ai tanti Galileo e Bruno che ancora l’attendono, e non semplicemente accettando dopo secoli l’esattezza delle loro teorie che erano vere sin dall’origine del Creato. Ultima preghiera che i Cristiani chiedono è la sostituzione di emblemi, stemmi, simboli lugubri che inneggiano alla morte e non alla vita eterna, agognata meta di ogni credente. Prima fra tutte, la sostituzione in ogni luogo laico dell’effige del Crocifisso, immagine immutabile di morte, con quella del Cristo Risorto, il solo simbolo che evochi con immediatezza la vera essenza, la diversità unica del Cristianesimo, Ideale di Vita e non di morte: l’autentica Resurrezione dei puri d’animo. Ti seguiremo ovunque con la Preghiera, come tu ci hai chiesto, Papa Francesco, perché crediamo fermamente che tu sia la Resurrezione dei Popoli, così come crediamo nel nostro Signore.

Edito a Bari il 1.4.2013

domenica 23 novembre 2008

L’UMANA TRAGEDIA
(parte prima)

PROLOGO
La tragedia
Son quasi alla fine del lungo cammino, poco prima dell’ultimo tratto; mi soffermo spesso e volutamente, ora, a considerare quel che ne ho fatto della mia vita. Di ciò che diventeranno le mie membra ne ho certezza. Dubbio assoluto mi pervade su quel che ne sarà del mio Spirito al termine del tratto finale.

La Luce iniziale Che Gli ha dato vita e L’ha sorretto per tutta l’infanzia è ormai spenta. Quale sorte L’aspetta per aver così a lungo abbandonato la Verità? Prima di renderLo, dunque, voglio girovagare in me alla Sua ricerca; ritrovarLo per restituirLo, certamente non immacolato ma almeno ripulito, a Colui che l’ha creato.

Nel ribollire di pensieri, è quello che più degli altri emerge anche in questa stupenda mattinata settembrina del nome Santo di Maria, nell’anno duemila dal Nostro Cristo Gesù. Sto tornando a Bari e un mezzo più grande del mio mi sbalza dalla strada; mani premurose mi estraggono ferito dalle lamiere sanguinanti.

L’ambulanza scatta lacerando l’aria, il mio Spirito si stacca dal suo corpo. Sono morto alle otto di questo meraviglioso mattino di settembre. Ormai svincolato dalla materia corporea, soavemente leggero come non mai, Egli comincia a librarsi sul mondo, oltre il mondo, involandosi nella Sua naturale Dimensione.
Il Miracolo
Persa ogni terrena forza, composto del solo mio Spirito, continuo il viaggio per Divina Attrazione. Dopo aver attraversato nubi e mondi conosciuti, aver oltrepassato l’infinito, resto all’improvviso immobile, incerto. Dove sono? E’ questo il luogo giusto per mondarmi dalle residue scorie terrene? Odo voci inconfondibili.

Colgo la voce paterna della giovinezza - “Ragazzo, sei più grande di tuo padre”.1 -, e la voce materna dell’età matura - “Tino di mamma tua, vieni, abbracciami”. - Vedo i miei venirmi incontro condotti per mano da Nico,2 dei tre il più esperto della Nuova Dimensione. Biondo, occhi azzurri, ha conservato l’aspetto migliore avuto sulla Terra.
1 Nel 2000, quando si rivedono, Tino aveva 56 anni, mentre suo padre, morto nel 1964, ne aveva 54.
2 Nico, fratello di Tino, morto nel 1953, all’età di 15 mesi.

Mio padre capì subito dall’espressione del mio viso cosa volessi sapere. “Vedi, Tino, appena giunti in questo luogo, chi non si è macchiato di grandi peccati, acquista l’aspetto migliore che si sia avuto in Terra. I più malvagi quello peggiore. Gli irrecuperabili, invece, si trasformano in quei mostri che diventavano nel momento dei loro delitti”.

Abbracciandomi, mi invitano amorevolmente a sedermi su una panca, spiegandomi il perché io sia lì e la Divina Missione che mi sarà affidata quale prescelto da Dio per annunciare agli uomini le Sue vere Leggi, travisate e distorte nei secoli da intendimenti interessati di scrittori e interpreti della Sua Parola.

Vedrò la Luce e la Luce mi parlerà direttamente, in modo da evitare passaggi che possano falsare l’interpretazione del Suo Pensiero. I mie cari mi comunicano che avrò guide d’eccezione per lo straordinario viaggio. I sommi scrittori della lingua latina, dello stil novo e del moderno italiano mi accompagneranno lungo il cammino della Verità.

La Verità
“Con gli occhi della nostra epoca abbiam visto una verità offuscata dal pensiero contemporaneo che rispettivamente ci nutriva. Ma il gran tempo qui trascorso ci ha permesso di vedere la Verità sgorgare pura dalla sorgente di Luce ch’è Dio nostro. Or tu la conoscerai direttamente dalla Sua voce” disse il bucolico latino.

E così, salutando i suoi, Tino si avviò accompagnato dai tre saggi sul luminoso cammino alla ricerca di quanto perduto. “Conoscerai la struttura dei Sette Cieli che compongono la Divina Dimensione. L’Inferno non esiste; e gli altri due luoghi da me descritti sono del tutto diversi nella realtà.” furono le parole del grande fiorentino.

La voce del padre del moderno italiano si spiegò “Inizierai il viaggio dal Settimo Cielo e, man mano scendendo verso la Terra, giungerai al Primo Cielo, quello degli eterni dannati, quello più prossimo all’umana dimensione, affinchè siano le ultime immagini che percepirai, le più indelebili a ricordarti il Male per meglio raccontarlo”.

“Cominceremo con lo spiegarti il luogo dove siamo ora” disse Virgilio. “E’ nominato Purificatorio ed è l’anticamera ai Sette Cieli” proseguì Dante. “Tutte le anime qui giunte sono obbligate a passarvi per conoscere la loro destinazione finale” completò Alessandro. E condotto da tali maestri il mio Spirito cominciò ad apprendere.

Il Purificatorio
E’ questo il luogo d’arrivo di tutte le anime, qui sono depositate le parti residue delle coscienze di ogni individuo, che appena giunto indossa la lunga tunica della tonalità consona ai suoi peccati e si avvia verso il Cielo di sua competenza, sapendo già di quale si tratti perché subito dopo aver indossato la tunica riacquista la coscienza perduta nella vita terrena che lo rende talmente giusto sino a darsi da solo la condanna; le tuniche vanno dal bianco abbagliante al rosso sangue.

La medesima Forza che l’aveva lì attratto riprese a condurre Lui e i tre sommi al cospetto di Nostro Signore. Più salivano e più erano avvolti da un bagliore soprannaturale, ma non ne erano accecati. Tino, circondato da un benessere mai provato, udì una voce persuasiva provenire dal cuore del bagliore. La Luce racconta.

PAROLA DI DIO
La Creazione
IO sono il principio: Io, il Mio Spirito. Io col Pensiero del Mio Spirito ho creato il Nulla. Nel Nulla ho esteso il Vuoto Infinito. Nel Vuoto Infinito ho creato il Mio Eden. Ma le due Creature più amate, tradendo la Mia Volontà, si sono nutrite del frutto del Mio Sapere scatenando, così, la Mia Ira consapevolmente.

Ho dovuto cancellare, perciò, comprimendolo in un pugno, il Mondo Perfetto, sino a farne un invisibile punto in cui ho concentrato la Mia Immane Ira. In quella massa invisibile ho racchiuso tutta la materia esistente del Mondo Perfetto appena ripudiato; contenendo però in ogni sua infinitesima particella il Mio Spirito Puro.

Prima che aprissi quella mano virtuale affermai le Mie Leggi, i Miei Principi per permettere di ritrovare l’Eden Perduto a tutti quelli che li avessero seguiti. Rilasciando l’immane energia ho detto: “Che sia il mondo più periglioso e inadatto a te, uomo; ti lascio quella parte del Mio Spirito per darti una possibilità di salvezza.

Ti faccio dono di un corpo deteriorabile ma che ti permetterà di perpetuarti. Avrai così la possibilità di adattarti al nuovo mondo che ti porrò sotto gli occhi, penetrarne i più remoti segreti per svelarli; sei libero di comportarti come meglio credi, ma tieni sempre immacolato il Mio Spirito che è in te.

Il Patto
Segui le Mie Leggi per renderMelo candido; riconquisterai così il Paradiso Ritrovato.” Da quel momento la straordinaria potenza dell’invisibile massa ha cominciato a espandersi in quello stesso Vuoto Infinito, liberando contemporaneamente Spazio e Tempo, dando vita quindi all’Universo.

Una forza straordinaria esplode.
L’Universo al suo nascere era quell’invisibile sostanza che in ogni sua più piccola parte conteneva lo Spirito Divino, il quale, come nella precedente Creazione, era presente in ogni dove. Tutta la materia ha cominciato ad evolversi, racchiudendo l’invisibile particella della Sua Anima.
I primi corpi celesti sono stati dolcemente espulsi nel Vuoto Infinito. L’Universo ha cominciato a espandersi, lo Spazio a riempirsi, il Tempo a scorrere e la Luce a illuminare il loro eterno cammino. E’ il principio della Vita di cose, animali, uomini. Le Sue Leggi già regolano la loro esistenza.

Per l’Amore particolare che sempre nutre per loro, il Signore ha concesso agli uomini il Libero Arbitrio nei comportamenti terreni; il vincolo alle Sue Leggi è stato l’unico patto che ha imposto loro per meritarsi nuovamente il Mondo Perfetto, quello del Settimo Cielo. Ha stabilito di porre il Suo Eterno Libero Spirito fra spiriti liberi terreni.

La Divina Struttura
Dio crea l’uomo consegnandogli il mondo come una pagina bianca e, come l’autore di quiz da risolvere, gli affida il compito di svelarli mano a mano che la sua cultura, la sua intelligenza e la sua civiltà si sviluppano. Proprio facendolo partire con queste tre doti al minimo, all'uomo è stato affidato lo scopo più alto.
Creare anche un solo uomo con le tre capacità al massimo, in grado di svelare in un attimo l’arcano del mondo, non avrebbe avuto alcun senso; privando l’umanità di quegli stimoli per cui conviene viverla tutta la vita: nascere, crescere, lavorare, guadagnare, nel sano principio delle Leggi Divine. Accumulare le esperienze necessarie per morire in pace e conquistarsi il Cielo che si è meritato.
Il viaggio è fatto a ritroso per permettere al designato di tornare sulla Terra con le immagini più nitide del Primo Cielo, quello dei dannati in eterno che, col Settimo, è l'unico Cielo dove si risiede per sempre. Dal Secondo al Sesto sono distribuiti gli altri peccatori, che li risalgono gradualmente, dopo aver scontato la condanna temporale per ognuno dei Cinque Cieli.

Il Settimo Cielo o del Paradiso
Il Cielo dei Santi
Il Cielo dei Santi e della Felicità Eterna, in compagnia della Luce Divina. Cielo azzurro che permette di vedere cose degli altri cieli e cose terrene. E’ il cielo della gente comune che ha sofferto del suo per colpa di altri in una vita anonima.

Il Sesto Cielo
Veniali peccati quotidiani
Condannati a qualche centinaio d’anni per colpe leggere, visione limpida ma molto distante del cielo massimo e delle cose terrene. E’ il cielo della gente comune sacrificata in fatiche e giornate anonime.

Il Quinto Cielo
Violenze sugli adulti a scopo immorale
Condannati a qualche migliaio d’anni per colpe involontarie, fitta nebbia che non fa intravedere il mondo spirituale, ma solo quello terreno.

Il Quarto cielo
Omicidi involontari
Cielo grigio e nebbioso che impedisce di vedere oltre. I rei sono condannati a milioni di anni in questa condizione, pima di risalire al cielo superiore.

Il Terzo Cielo
Omicidi volontari per sopprimere dittatori cruenti
Omicidi miranti a liberare il mondo da mostri con sembianze umane. Il Cielo a cui sono destinati i rei di tali atti, condannati a qualche milardo d’anni, Cielo scuro che impedisce di vedere oltre.

Il Secondo Cielo
Violenze sui bambini
Il Cielo a cui sono condannati i rei di abusi sui piccoli, ma senza che abbiano causato vittime: condanna eterna meno un pizzico (Cielo nero che impedisce di vedere oltre).

Il Primo Cielo
Lucida Follia
Condanna dei lavoratori delle fabbriche di armi di ogni epoca, perché in piena e libera coscienza sapevano di costruire strumenti di morte, utili solo ad annientare vite umane. Non hanno nessuna attenuante.
Il Cielo a cui sono condannati in eterno tutti quelli che hanno causato, direttamente o per mezzo di altri, la morte di un proprio fratello, o di chi li ha fatti assolvere distorcendo la Verità (killer, politici, re, tiranni, avvocati e giudici, delinquenti comuni ed organizzati, stupratori, eccetera). Cielo rosso sangue, che impedisce di vedere oltre il luogo del proprio crimine, che li assillerà, insieme alla scena del delitto, continuamente in eterno. Acquisita piena coscienza, i rei subiscono la pena peggiore per l’essere umano (condizione che mantengono per l’eternità), la sofferenza psichica, sino a raggiungere uno stato di lucida follia, (lucida perchè sofferenza cosciente, senza dubbio più atroce di ogni altra fisica). Sanno, finalmente, che non sono stati mai soli al momento del delitto: un testimone vi era sempre, il più attendibile, il peggiore, per loro, dei testimoni, lo stesso Giudice Supremo che li ha condannati per l’eternità col rivivere continuamente il loro crimine, senza più alcun falso alibi, patendo, oltre la citata sofferenza psichica, anche quella inferta alla propria vittima. I dannati di questo Cielo conservano per sempre l’aspetto fisico del momento peggiore della loro vita: l’abbrutimento allo stato puro.
(continua)
- Il Puzzo dell’Odor di Santità.
- La Falsa Onestà.
- La coscienza nera (tale rimane).
in elaborazione; abbozzato dall'1.1.2001