venerdì 10 maggio 2013

MORTE DI UN GRANDE LAVORATORE

Sono queste le vite di cui un Popolo mai si priverebbe. Ottavio Missoni è stato un Grande che di riflesso ha illuminato per un secolo il nostro Paese e noi italiani. E’ di questi uomini d'altissimo livello morale che ogni Popolo ha bisogno. Uomini onesti che, nonostante le remore, le panie, gli innumerevoli ostacoli che un Branco di inetti va disseminando lungo la loro strada, si rimboccano le maniche, non solo per il proprio benessere, ma soprattutto per quello dei loro compagni di fatiche; e soltanto con il semplice sudore della fronte creano posti di lavoro, producono ricchezza, trainano un Popolo verso libertà e uguaglianza, in una parola verso la civiltà. I familiari, gli amici, i collaboratori, quando lo circondavano per incontri di lavoro o di spensieratezza, l’hanno sentito dire spesso “Vietato parlare di politica”. Con poche parole, quindi, liquidava la sua valutazione su altro tipo di uomini per i quali, senza sprecarsi più di tanto, esprimeva la sua bassissima considerazione, pur contribuendo in maniera notevole, sotto forma di tasse giuste o ingiuste che fossero, al loro mantenimento. Missoni è stato uno di noi; è stato con noi da questa parte delle sempre più ciclopiche mura parlamentari, dietro cui ormai il Branco con i propri seguaci va vieppiù isolandosi; ha capito come noi che quelle mura rappresentano la reale linea di divisione fra Popolo Sovrano e gli stessi suoi abusivi rappresentanti politici, che ancora tentano di disunirci con fantomatiche linee frastagliate che continuamente ci saettano contro a e da dritta e mancina. Ottavio rimarrà l’emblema vivente della laboriosità di un Popolo; è sempre stato il collaboratore fra collaboratori, mai "il padrone". E' fra i pochi ricchi a cui con facilità, al pari del biblico cammello nella cruna d'ago, il Signore ha permesso di attraversare le porte del Cielo spalancandole.

Edito a Bari il 9.5.2013

mercoledì 8 maggio 2013

ANCHE GLI IMMORTALI MUOIONO

Finalmente. Pensavo che mai avrei visto questa giornata. Che avrei chiuso gli occhi per sempre sotto il simbolo del potere assoluto del signor Andreotti. Temevo che la mia condanna, dalla nascita alla morte, fosse di dover subire la sua ingombrante e dannosa presenza. Cristianamente non dovrei dirlo, ma mi sono sentito liberato da quell’incubo, rappresentato non dall’essere umano in sé ma dal suo diabolico trasformarsi in politico, sostituendosi a quel re (grazie soprattutto agli spazzini del voto di cui sempre si circondano i politici) che il Popolo Italiano aveva scacciato per sempre dal suo ordinamento. Indelebile per me rimarrà il ricordo del suo sadico cinismo quando, in visita ufficiale in Cina pochi giorni dopo lo sterminio dei ragazzi di Piazza Tien An Men, invece che cancellare quella visita come dignitoso ed evidente segno di protesta, ebbe la spudoratezza di stringere le sporche mani, ancora fresche di sangue, dei mandanti di quella strage, giustificando il suo atto con la “ragion di stato”; nessuna ragion di stato, nessuna umana giustificazione può mai assolvere da crimini tanto atroci. Potrò ora godermi il resto della vita senza Andreotti, ma l’ossessione che altri possano prenderne il posto rimane. Questo il motivo per cui è urgente stabilire per legge la limitazione del potere politico in massimo due mandati quadriennali per ogni ordine e grado, e tutti a elezione diretta. Il Popolo Sovrano ha sancito che il re non lo vuole più. Quindi la mia avversione per Andreotti è relativa al quel simbolo di potere assoluto, sostenuto da leggi permissive. Lo statista, il divo, belzebù, il divino Giulio, lui non è stato nulla di tutto questo, ma un semplice uomo che ha saputo approfittare più di ogni altro di quelle leggi. Le sorti dei Popoli si fondano solo e soltanto sul lavoro di menti e braccia eccelse, mai sulla frenante attività parlamentare. Il “boom economico” degli anni ‘60, ad esempio, è frutto soltanto di imprenditori e operai laboriosi, gente pratica che si è rimboccata le maniche senza inutili perdite di tempo, non certo dei politici che, al contrario, con le loro aggrovigliate leggi (parlo di quelle mirate ad agevolare parenti, amici e amici degli amici), hanno agito da elemento frenante a quella che sarebbe stata una stagione molto più prolifica. Sono certo che per tutto ciò che Andreotti ha fatto in politica si sia giocato anche la sua vita privata, trovando sbarrate le porte del Cielo quando vi si è presentato. “Vox Populi” è sempre “Vox Dei”.
 
Edito a Bari il 6.5.2013

mercoledì 1 maggio 2013

1 MAGGIO

Discutere di Lavoro con quel 38% di giovani disoccupati è come parlare dell’ectoplasma delle fiabe di cui anni fa le loro mamme raccontavano per farli addormentare. Se alla disoccupazione giovanile s’aggiunge quella senile, in Italia sembra che lavorino soltanto quelli del Branco (sindacati, giornalisti videocartacei, presidenti vari, Hop-frog di corte, e tutti i compagnucci di merenda parlamentare). Ma siamo proprio certi che sia vero lavoro quello di cui si occupano i componenti del parlamento, visti i deludenti risultati che i pochi capi predispongono e i loro tanti silenziosi, inesistenti seguaci approvano? In fisica Lavoro è il prodotto di Forza per Spostamento. Poiché nel prodotto parlamentare i due fattori sono risultati pari a zero, sempre alla luce dei risultati sinora ottenuti, anche loro non lavorano. Pertanto, in Italia siamo tutti disoccupati. Viva la Festa del Lavoro. Viva il 1° Maggio.
Edito a Bari l’1.5.2013
LUCE

La Luce. E’ proprio piccolissima la parola che da sempre accompagna il cammino dell’Uomo, ma infiniti i suoi effetti. Sono tante le circostanze in cui l’Umanità è stata scossa da questo bene supremo. Ma pochissime quelle che hanno causato radicali stravolgimenti nel comportamento degli individui: il “Fiat Lux” che ha dato origine alla Storia dell’Universo che ci circonda; la Luce del Cristianesimo che ha reso possibile la comunanza e la solidarietà nei rapporti fra singoli esseri umani; l’Illuminismo che ha inculcato nelle genti quei diritti che si acquisiscono per nascita e che rispondono ai bellissimi termini di Libertà e di Uguaglianza; e, per ultimo ma non meno importante, la Luce Universale di Internet che permette a tutte le menti di recepire finalmente che ogni Individuo è sempre uguale a se stesso e a tutti gli altri Individui che lo circondano, senza distinzione di sesso, religione, razza, colore, idioma, ceto e classe sociale, età, ed altre minuscole frammentazioni in cui i prepotenti hanno ridotto l’Umanità per meglio tenerla, prima in schiavitù con la forza della violenza e, in tempi più recenti, sotto controllo col malefico influsso del denaro. Certo, di tempo ce n'è voluto, se si considera che dal “Fiat Lux” è trascorso qualche miliardo di anni prima che cominciassimo a capire il funzionamento della Divina Struttura. E dalla Resurrezione del Cristo, di quella solidarietà necessaria al bene di tutti, poche sono ancora le avvisaglie benefiche di cui si hanno sentore. Quell’Illuminismo sorto negli ultimi anni del ‘700 ha dovuto attendere ben oltre 150 anni per vedere debellata la schiavitù della gleba (il più disumano sopruso di uomo su uomo) da gran parte del consesso civile. Ma sarà Internet (se quei prepotenti, per paura di perdere i loro ingiusti privilegi, non lo distruggeranno) che darà un colpo mortale a tutte le disuguaglianze umane che ancora oggi arrecano sofferenze. E alla luce della regressione geometrica esposta prima per quegli eventi del passato, è certo che in meno di un secolo tutte le uguaglianze sociali verranno realizzate. In questo senso il Movimento degli Stellati (Illuminati pionieri del pensiero contemporaneo) è stato lungimirante. In loro confidiamo affinché questo incommensurabile mezzo di comunicazione di massa sia sempre protetto diffondendone, anzi, sempre di più il suo utilizzo e adeguandolo ai tempi, con le opportune correzioni migliorative. Che nessuno tocchi Internet, faro dei Popoli.
 
Edito a Bari l’1.5.2013

venerdì 26 aprile 2013

MATURITA’
(a tutti quelli che inveiscono contro gli Stellati)
 IN RISPOSTA A QUESTO COMMENTO

“Caro Beppe Grullo, ho visto l'incontro con Letta, ma qualcuno di meno idiota di Crimi e Lombardi non ce l'avete? Sono questi il meglio che vi rappresenta? Ribadisco: piuttosto che votare te mi scopo la Lombardi...brrrr che orrore!!!” (firmato Maria Figandol)

Tu, invece, per dimostrare di essere meno idiota hai ottenuto il contrario tralasciando, mentre scrivevi, di collegare penna e cervello. Ah, l'hai fatto? Allora è proprio quel propellente che ti manca, prenditela con la natura. Da ciò che affermi sembri una ragazzina immatura, perciò da' retta a uno che ha già messo insieme circa 7 decenni (e altrettanti figli). Gli Stellati stanno combattendo una guerra che porterà frutti anche a te, se sei dalla nostra parte della barricata. Se invece stai da quell'altra parte, se fai comunella col Branco parlamentare, allora capisco le tue paure di perdere i ladroneschi privilegi che vi elargite fra di voi. E non permetterti di replicare con ingiurie, confermeresti di essere appunto un ragazzino immaturo, qualunque sia la tua età e sesso. Lasciare andare la penna da sola è la cosa più semplice da farsi; la maturità sta nel controllarla (per un attimo l’ho lasciata andare libera anch’io, ma solo per dimostrarti che l’offesa non paga; di parolacce se ne trovano a iosa nel bidone dei rifiuti, nelle fogne, siti in cui scorre tutto ciò che è senza valore e immergervisi per prelevarne a piene mani è indecoroso; è molto più difficile invece mettere insieme alti pensieri, idee preziose, tutte cose di valore inestimabile, insomma che non trovi nemmeno in gioielleria). Ti chiedo scusa e ti saluto da padre, vitopetino.

Edito a Bari il 26.4.2013

giovedì 25 aprile 2013

25 APRILE

Il 25 aprile è di tutto un Popolo e non di parte, altrimenti che festa della Libertà sarebbe. Festeggiare gli atti eroici di cui è stato artefice tutto un Popolo è sacrosanto. Ma festeggiare come atti eroici vere azioni delinquenziali è da autentici criminali: provate a chiederlo a quelle povere 330 persone delle Fosse Ardeatine se la bomba di via Rasella sia stato un atto eroico. A proposito, l'ANPI prende contributi pubblici? Se sì, qualcuno vuol farci sapere dal 1945 ad oggi quanto ci è costata questa inutile associazione di parte?

Edito a Bari il 25.4.2013
VENDOLA O VENTOLA?

Per smascherare uno dei più viscidi elementi del Branco, è necessario pubblicare alcuni commenti a quest'affermazione di Vendola: “Io vado all'opposizione con l'Italia, con quel paese che vomita quando la politica non è capace di uscire dai propri rituali, dai meccanismi che la uccidono.” COMMENTI
"Vendola vomita soprattutto la mattina quando si specchia."
“Vendola o Ventola? A seconda del vento ruota la girandola.”
“Vendola è l'emblema del doppio mandato (e del multiplo gioco). Non ha capito che vogliamo liberarci di tutti quelli come lui. Anzi, lui è plurimandatario della presa per il culo, e noi, per la sua incolmabile felicità, proprio lì ce lo mandiamo.” Stiamo parlando di quel Vendola che dalla vivisezione dell’ex PCI riuscì ad addentarne un osso, trasformandolo in PRC, e dalla successiva frantumazione gli rimase fra i denti una piccola scheggia che nominò RC; ma non è finita, perché dall’atomizzazione di quella scheggia ottenne un granello osseo chiamato SEL col quale, emulo del suo collega Casini, ha potuto pascere nella prateria parlamentare indisturbato, ininfluente, invisibile, ingrassandosi con quel misero 3% di consensi per oltre 20 anni. VERGOGNA!!! Prima che riesca ad abbindolare altri gruppi, come sta già tentando di fare col Movimento 5 Stelle, lo si tenga alla larga, perché rappresenta quella vecchia guardia da cui proprio gli Stellati stanno cercando di liberare l’Italia."
VENDOLA DECIDITI AD ANDARTENE!!! I soli danni da te causati in Puglia sono maggiori del 26 dicembre 2004 (tsunami), dell'11 settembre 2001 (torri gemelle) e, andando ancora indietro, del Diluvio Universale, messi insieme; te ne chiederemo conto non appena approvata la legge dell'ESPROPRIO ESPIATIVO che sarà immediatamente esecutiva nei tuoi confronti e in quelli di tutti i parlamentari che si sono arricchiti sul sudore e sangue del Popolo. Ciao.

Edito a Bari il 25.4.2013
LUCIANINA … INA … INA

Commento alla proposta della Littizzetto di mandare a casa solo quei parlamentari che le stanno sullo stomaco. “Luciana, hai ragione se estendi il tuo pensiero a tutti quelli che hanno esaurito il secondo mandato parlamentare; ed anche a tutti quelli che ci assillano ogni giorno in tv con la loro stomachevole presenza, con le loro continue cazzate, che solo in Italia vengono pagate a peso d’oro, grazie a mamma rai e alle zie private (le così dette tv-materasso). Cara Luciana, per schivarvi ci costringete di continuo a far difficili esercizi ginnici col telecomando (sia sempre benedetto chi l’ha inventato); inoltre, al contrario di voi dileggianti Hop-Frog a servizio e diletto del Branco, noi semplici e passivi spettatori per pagarvi ci facciamo (prendo a prestito un tuo abituale ed altissimo pensiero) un culo così, cosa che invece tu fingi sempre di farti assieme al tuo caro monachello spogliato “Faziofinta”. Insomma, avete capito che, non solo vogliamo liberarci dei vecchi parlamentari, ma anche di tutti i loro manutengoli televisivi; via le solite facce dal parlamento e dalla tv; vogliamo liberare sia l’uno che l’altra fra le tante res-pubbliche che ci appartengono per il solo fatto di esser nati, che appartengono con pieno diritto, perciò, come tutti i diritti naturali, al Popolo.

Edito a Bari il 23.4.2013

venerdì 19 aprile 2013

POPOLO INETTO

Mentre quelli del Branco continuano a scannarsi per conservare (alla faccia del progressismo) i propri secolari privilegi, il Popolo Sovrano se ne sta passivamente a guardare lo scempio che di sé ne stanno facendo proprio ì più illegittimi (con più di due mandati parlamentari) della rumorosa canea che occupa in pianta stabile i livelli più alti delle istituzioni del Paese. Bisogna tornare indietro di ben 14 secoli per ritrovare sovrani altrettanto inetti come l’odierno Sovrano Italiano. Allora furono i Merovingi che per inettitudine, trucidandosi a vicenda con tradimenti, delitti e guerre civili, furono esautorati dai Carolingi che da “Maggiordomi di Palazzo” si fecero usurpatori di potere, detronizzando in pratica Childerico III, ultimo re fannullone dedito ormai ai soli piaceri del cibo e dell’alcova, per mano del “Maggiordomo” di turno, Pipino il Breve, che si autonominò sovrano con l’avallo illegittimo di papa Zaccaria, rappresentante di quella Chiesa che mai si faceva i fatti spirituali propri. Se non altro l’attuale nostro Sovrano-Popolo qualche attenuante ce l’ha: agli inizi della sua storia, non per inettitudine, ma per troppa fiducia nei propri “Maggiordomi di Palazzo”, ha rilasciato deleghe tutte disattese dai propri rappresentanti parlamentari. Si è cominciato con l’inganno del referendum monarchia-repubblica. I nostri padri, convinti di liberarsi per sempre di quel personaggio da favolette infantili, se l’è invece ritrovato moltiplicato in ogni pubblica istituzione (il re della sanità, il re dell’informazione, il re della finanza, il re della politica, nel senso di cariche a vita e per di più ereditarie). La monarchia non è mai stata abolita, perché mai è nata una vera res-pubblica. I nostri padri hanno dovuto accettare una costituzione lacunosa sin dai suoi primi articoli, elaborata da una sola parte dei cittadini e sotto la fresca influenza di una disastrosa guerra fratricida appena terminata. Infatti, essa elegge a Sovrano il Popolo, per poi immediatamente imporgli dei limiti, in pratica dichiarandolo interdetto da subito; fonda, questa res-pubblica mai nata, su qualcosa di evanescente, di restrittivo, il lavoro (perché non fondarla invece su individui reali e di valore univoco nei reciproci confronti: i lavoratori; nei momenti di crisi ridurre i turni di lavoro da 8 ore a 4, impiegandone il doppio, permettendo così a più persone almeno un minimo guadagno garantito); trasforma quella che è una vera delega a rappresentare il Sovrano-Popolo, in un atto illegittimo che il parlamentare utilizza a proprio uso e consumo (famigerato articolo 67), traendone i massimi illegali guadagni (unico soggetto nel nostro Paese a stabilirsi lo stipendio da solo, con vergognosi aumenti in vertiginosa progressione geometrica, senza alcun criterio di merito – in altra occasione vi racconterò dell’aneddoto di un presidente dell’acquedotto e del suo fognino - facendo pesare le periodiche crisi, causate dalla sua esclusiva incompetenza, soltanto sul Sovrano-Popolo), inventandosi privilegi negati ai comuni cittadini (fruizione gratuita di ogni utenza sociale, dalla più piccola supposta alle mense parlamentari; pensioni percepite dopo brevissimo bivacco nelle aule parlamentari e senza il minimo sforzo o merito; possibilità di morirci in quelle aule anche dopo anni di inattività sclerotica, quando ai comuni cittadini in piena salute fisica e mentale viene preclusa la possibilità di lavorare ancora, dopo i 65 anni). Moltissima sostanza della vecchia costituzione monarchica è stata iniettata nella pseudo costituzione repubblicana dai quei pochi individui che con dolo hanno pensato di avvantaggiarsene. Le suddivisioni fra destra e sinistra, le sottoframmentazioni operate via via negli anni sono servite soltanto a sminuzzare sempre più il Sovrano-Popolo che ingenuamente l’ha permesso, senza accorgersi che il Branco, invece, è divenuto nello stesso tempo più compatto nel perseguire i misfatti a danno dei cittadini. Siamo al dunque; non c’è più tempo per tentennamenti; i cittadini sono costretti alla fame, al fallimento e, peggio, al suicidio dai malefici mandanti parlamentari. Non aspettatevi che se ne vadano da soli. Dobbiamo cacciarli con la stessa violenza che da decenni esercitano sul Sovrano-Popolo. E’ arrivato il momento di togliersi i veli che offuscano la mente, per rendersi conto che le reali divisioni non sono quelle verticali, per anni indicate dai singoli partiti, covi di tutte le turpitudini nazionali. L’unica divisione razionale esistente è quella linea orizzontale che mette, l’uno di fronte all’altro, il Sovrano-Popolo di qua e il Branco famelico che finge di governarci di là. Quella linea su cui hanno costruito muri invalicabili dietro i quali, con l’appoggio di stampa e tv compiacenti per il falso consenso, servendosi degli Hop-frogs di regime per il falso diletto (di cui parlerò più minuziosamente in altro commento), fanno i loro loschi affari con le stille di sudore e sangue delle nostre quotidiane fatiche. Quanta strada hanno fatto i “Maggiordomi di Palazzo”; ma è ora che si rendano conto che il Sovrano-Popolo, ridotto in miseria, non può più mantenerli. Non può più permettersi tanta servitù e con quegli stipendi da usuraio che sempre da soli si stabiliscono (è dell’altro ieri l’ultima malefatta del Branco: mentre altri due cittadini erano costretti al suicidio, il consiglio della Regione Puglia deliberava di prorogarsi i già illeciti vitalizi). Sembra che questa sia la volta giusta per risvegliare e ricompattare il Sovrano-Popolo deluso, che ha visto di continuo cadere sempre le stelle in cui aveva riposto le proprie speranze di risorgere. Nel Movimento degli Stellati ha intravisto deposte tutte le proprie aspirazioni per una società finalmente repubblicana e democratica. Un cittadino governato vale sempre quanto un cittadino governante, che grazie al primo ha possibilità di esistere. Scuotiti, Sovrano-Popolo, al grido di “L’Etat où nous sommes”.

Edito a Bari il 19.4.2013

venerdì 5 aprile 2013

PARALLELISMI ITALOEUROPEI

A proposito di Branco, non c’è solo quello nostrano, ma in quasi tutta Europa s’aggirano famelici Branchi mutuati pari pari da quello italiano. Infatti dai tanti governi comunitari s’è levata l’accusa corale di Populismo contro il nuovo Movimento giovanile che in Italia ha sorpreso nelle ultime votazioni. Quello che si propongono di realizzare gli Stellati fa paura ai vecchi governanti, ma non alla gente comune che vuole liberarsi di ogni Branco per realizzare autentiche democrazie, dove Uno vale Uno. Dappertutto siamo stanchi degli stomachevoli privilegi che il Branco vuol continuare a detenere senza alcuna legalità, senza alcuna logica, senza alcun buon senso, ma con tutta l’insulsa arroganza del potere abusato. Questa è una delle tante lordure che l’Europa ha mutuato da una certa Storia d’Italia, che purtroppo continua criminalmente a fare scuola. Vi spiego più avanti i motivi per cui il Progetto Europa, così come lo propongono i capi Branco, è destinato a fallire. Intanto, si è partiti col piede sbagliato, pensando di imitare gli Stati Uniti, che sono tali proprio per l’amalgama di base che caratterizzava i primi pionieri e padri fondatori degli attuali statunitensi. La maggior parte di loro sfuggiva alle persecuzioni civili e religiose, alla disoccupazione, alle disuguaglianze medievali, soprattutto alla mancanza di libertà dell’Europa d’allora; quindi, spontaneamente e liberamente, tutti in possesso di univoca matrice sociale, rimboccandosi le maniche e privi di quell’inutile affettazione di comportamento aristocratico, sono riusciti a creare quello che oggi è lo Stato più democratico del mondo (un esempio dei tanti? vuoi o non vuoi, dopo due mandati si va tutti a casa). Col pensiero si è cercato di imitare gli Stati Uniti; in pratica l’Europa sta percorrendo l'identico destino storico di un'altra nazione, con un parallelismo pericoloso e pauroso viste le sue conseguenze. Oltre 60 anni fa, i cosiddetti “padri fondatori” dell’Europa, perfettamente in buona fede, ma privi di lungimiranza (se si pensa che sino a tutti gli anni ’90 del secolo scorso, gli stessi Paesi europei si son dati guerra l’un con l’altro), senza interpellarne i Popoli, hanno preso un mucchio di stati diversi tra loro per lingua, moneta, usi e costumi, tradizioni, forma mentale ed altro di più stridente, e ne hanno decretato l’unità il cui unico collante è l’odio reciproco. Quale altro paese diviso in tanti stati e staterelli vi ricorda, costretto da pochi all'unificazione e senza la volontà Popolare? Con l’attenuante che in questo paese almeno lingua, usi e forma mentis in pratica erano uniformi. E ritorno in Europa. In appena 10 anni il baricentro dell’economia è stato artificiosamente spostato nel Nordovest e soprattutto nel Nordest d’Europa. Quale altro paese vi ricorda, smembrato totalmente di tutte le sue strutture industriali al Sud per incrementare quelle del Nord? E dire che fino a 10 anni fa questo paese, col suo “Fabbricato in Casa”, era il primo al mondo. I tanti parallelismi che si potrebbero ancora fare non si fermano certo qui. Ci siete arrivati? Oggi Germania contrapposta a Portogallo, Spagna, Italia, Grecia, Cipro; ieri Piemonte contrapposto allo Stato della Chiesa e al Regno delle due Sicilie. Sono pericolosi parallelismi con la Storia dell’Italia preunitaria prima, unitaria dopo, e fallimentare oggigiorno, con unica caratteristica comune: benessere al Nord, povertà al Sud. Quando potrà durare ancora questa disuguaglianza, senza provocare reazioni violente? E vi è un’altra considerazione da tener presente. Veramente qualcuno pensa che vi possa essere verso l’Italia una maggiore attenzione da parte degli altri partners europei, riflettendo che alcuni di loro sin dal principio non hanno voluto condividere nemmeno l’unico mezzo concreto, l’euro, che potesse fare di un caleidoscopio di stati una nazione unica. A parte bassi sentimenti di rivalsa, nessuna agevolazione può da loro essere concessa verso il nostro Paese, nelle cui scuole si insegna, si impara e si inneggia ai 12 secoli d’oro della propria Storia patria, quando tutti i Popoli europei erano da esso invasi, violentati e schiavizzati. Illusi se pensiamo che se ne dimentichino; ne è prova evidente che, solo per disattenzione e dopo ben altri 14 secoli, hanno dovuto accettare la nostra unità. Fra 150 anni, con queste premesse, quello che è successo al sud italiano, succederà al sud europeo che in questa deprecabile evenienza, purtroppo, comprenderebbe tutta l’Italia. Solo allora i signori del Nord capiranno finalmente le ragioni del Sud. Solamente per scongiurare quest’ultima previsione, il prossimo parlamento deve rivedere immediatamente i nostri piani, e decidere se restare o uscire definitivamente dall’Europa. Avremo sempre dalla nostra parte quel dono di madre natura, il Made in Italy, che ci consentirà di essere sempre primi, per ogni nostro prodotto realizzato con la forza fisica e con quella della mente. Siamo e resteremo sempre il Paese dei Geni. Guardate quel che riescono a fare d’impossibile gli Italiani con molto meno di 1.000 euro al mese. 

Edito a Bari il 5.4.2013